NOTIZIE DELLA ZONA 3 E DI MILANO
aggiornate al 30/1/2010
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CITTADINI PROPOSITIVI (PARCHEGGI SOTTERRANEI)
LE INIZIATIVE CONTRO IL PROGETTO FIERA
IL PARCO POSSIBILE PER L'AREA GARIBALDI-REPUBBLICA-ISOLA-VARESINE
LA RISTRUTTURAZIONE DELLA STAZIONE CENTRALE
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Eventi culturali in Zona 3 (mostre, film, spettacoli teatrali, conferenze ecc.) |
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| Cosa pensi di questi recuperi di sottotetti ? | |
| I miei link | |
Gennaio 2010
Meneghetti:
come dare l'ultima mazzata alla città pubblica (21/1/10)
No
alla densificazione di Milano, il mio intervento al convegno sul PGT a Palazzo
Reale (20/1/10)
Evoluzione della città: densificazione o consumo di suolo ? Il caso Milano (7/1/10)
Dicembre 2010
PGT: ho aiutato l'opposizione a presentare emendamenti al PGT (27/12/09)
Ecco l'esito della Valutazione Ambientale Strategica sul PGT: il nulla (18/12/08)
Novembre 2009
Il Consiglio di Zona 3 approva il PGT ma con molte riserve (26/11/09)
Wwf: il primo requisito di un edificio ecologico è che sia indispensabile (18/11/09)
Osservazioni alla Vas del PGT di Ciclobby, Genitori Antismog, Lipu, Wwf (17/11/09)
Con il nuovo PGT si torna alla Milano medioevale ? (9/11/09)
Ottobre 2009
Le mie osservazioni alla classificazione acustica del comune di Milano (31/10/09)
Meneghetti: auto e moto distruggono lo spazio pubblico milanese (19/10/09)
Parcheggi sotterranei: quelli che si fanno e quelli che non si fanno (16/10/09)
Piano casa: ecco la cartina degli ambiti esclusi dal consiglio comunale (15/10/09)
Cancellato il parcheggio sotto la Darsena, ora possiamo parlare del futuro della Darsena! (10/10/09)
Settembre 2009
Le mie osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica del documento di piano del PGT (16/9/09) (aggiornato con gli articoli su Arcipelago Milano)
Piano del rumore: scadenza delle osservazioni il 2 novembre (14/9/09)
Molto rumore per tutti, un mio articolo sul piano del rumore per Arcipelago Milano (10/9/09)
Sul Manifesto l'opposizione del quartiere Isola al Bosco verticale dell'arch. Boeri (4/9/09)
Agosto 2009
I lavori di costruzione alle Varesine inzieranno a inizio settembre (7/8/09)
Tunnel sotterraneo Linate-Expo: uscita in Piazza Oberdan (6/8/08)
Luglio 2009
Il
nuovo PGT non è sostenibile (30/7/09) (aggiornato il 16/9/09)
Piano casa di Formigoni: il testo approvato conferma le mie preoccupazioni (29/7/09)
I pericoli per Milano del Piano Casa di Formigoni (27/7/09)
I residenti dell'Isola vincono il ricorso al Tar contro il progetto di Porta Nuova (10/7/09)
Le pesanti critiche di Legambiente al Piano Casa di Formigoni (6/7/09)
Appello di Fai, Italia Nostra e Wwf contro il Piano Casa di Formigoni (1/7/09)
Giugno 2009
Manifestazione del Comitato Botticelli lunedì 8 giugno alle 18.30 davanti all'Istituto Rizzoli contro l'ecomostro di Città Studi (5/6/09) (aggiornato con foto e rassegna stampa il 9/6/09)
Maggio 2009
Annozero di Santoro del 25 maggio su Milano e l'Expo : i soldi sono desideri (27/5/08)
Ridisegnamo l'Expo, le proposte del prof. Antonello Boatti del Politecnico di Milano (21/5/09)
Casa popolare di via Cicco Simonetta regalata al Comune dal Comm. Giuseppe Levi per i poveri senza tetto e rivenduta ad un gruppo di banche: un articolo di Repubblica (20/5/09) (leggi tutta la storia su wikipedia)
Aree ferroviarie dismesse: resoconto del forum (20/05/09)
Ultimo volantino del Comitato di via Botticelli (15/5/09)
Grattacielo di via Botticelli: il consiglio di
zona 3 approva il progetto con 21 voti a favore (Pdl e Udc) e 15 contro (gli altri
partiti), assemblea di quartiere l'11 maggio alle 21 (7/5/09) (aggiornato
il 10/5 con l'articolo del Corriere)
Aprile 2009
Firma la petizione dell'arch. Emilio Battisti per un Expo sostenibile (23/4/09)
Sequestrato il cantiere del parcheggio di piazza Bernini (7/4/09)
Marzo 2009
Tunnel Certosa-Linate: Formigoni e CL cercano di rilanciarlo tra le opere dell'Expo, no dei Verdi, un articolo dell'Espresso (20/3/09)
Confermato il sequestro dell'edificio del gruppo Ligresti all'Isola (20/3/09)
Con
la legge sulla casa di Berlusconi arriverà una nuova deturpazione delle case
di Milano (13/3/09) (aggiornato il 23/3/09)
Febbraio 2009
Expo 2015: 3 no e 3 sì di Italia Nostra (17/2/09)
Parcheggio di via Benedetto Marcello: sistemazione a verde entro giugno (13/2/09)
Grattacielo di via Botticelli: la discussione in consiglio di zona e la normativa (12/2/09)
Prof. Lodo Meneghetti: Smog e traffico a Milano con cambia nulla e Popolamento e metri cubi (11/2/09)
Limiti massimi di rumore: la classificazione completa di Milano (10/2/09)
Grattacielo di via Botticelli 19: seduta della Commissione Urbanistica del Consiglio di Zona 3 venerdì 6 febbraio dalle 18.30 alle 20.30 in via Sansovino 9 (5/2/09) (aggiornato 8/2/09)
Aree ferroviarie dismesse: ho protocollato un mio contributo all'avvio del procedimento (2/2/09)
Gennaio 2009
Sequestrato l'edificio di una società del gruppo Ligresti all'Isola (29/1/09)
Diffida al Comune contro i box di via Canaletto (20/1/09)
Fermiamo l'ecomostro di via Botticelli (20/1/09)
Inquinamento acustico: il piano di zonizzazione acustico del Comune è un bel bidone (18/1/09)
Parcheggio Darsena: intervista al Comitato Navigli su ChiamaMilano (18/1/09)
Dicembre 2008
Presentati ulteriori ricorsi amministrativi contro i progetti Citylife e ex-Varesine (2/10/08)
Novembre 2008
Ottobre 2008
Tram 3 in Colonne, le ragioni del sì (18/10/08)
Ippodromo di San Siro: no alla speculazione (15/10/08)
Box, allarme crolli: crepe e danni ai palazzi, dal Corriere (7/10/08)
Box di Piazza Novelli e Largo Rio de Janeiro, 10 anni di scandali, dal Corriere (2/10/08)
Settembre 2008
Navigli, guerra alle ruspe: «giù le mani dalla Darsena, il parcheggio fatelo altrove» (30/9/08)
Parcheggio Costa-Loreto sul Corriere: box costruiti senza permesso, è uno scandalo (29/9/08)
La Giunta decide di realizzare il parcheggio di piazzale Lavater e di bocciare quello di piazzetta Ferrari (19/9/08) (aggiornato il 23/9/08)
Le operazioni immobiliari a Milano in vista dell'Expo 2015 (2/9/08)
Agosto 2008
Una mucca salverà la terra, di Jeremy Rifkin da l'Espresso (5/8/08)
Luglio 2008
Assalto al verde del Parco Sud: cemento e costruzioni sull'8% dell'area (31/7/08) (aggiornato al 3/8/08)
Resoconto e atti del dibattito Piano di Governo del Territorio, quale Milano ci aspetta? (13/7/08)
Giugno 2008
Santa Rita: documento del Comitato contro l'Elefante (26/6/08)
Salviamo l'agricoltura nel Parco del Ticinello (23/6/08)
Il verde che s'arrampica sul ricco, una lettera a Repubblica (21/6/08)
E' vantaggioso acquistare box sotterranei ? (15/6/08)
Cambiate le prossime convenzioni per i parcheggi per residenti (15/6/08)
Consiglio di zona 3 giovedì 12 giugno alle 18 sul caso della Clinica Santa Rita (12/6/08)
Corriere della Sera: truffe e omicidi nella Clinica Santa Rita (9/6/08)
La situazione dei parcheggi di zona 1 (9/6/08)
Sabato 7 giugno tutti in marcia per il clima: il programma delle iniziative (5/6/08)
Maggio 2008
Mercato contadino in via Spallanzani il primo mercoledì di ogni mese (7/5/08)
Aprile 2008
Un documento sui parcheggi sotterranei del Comitato di Piazza Aquileia (14/4/08)
Meneghetti sui sottotetti: prosegue la distruzione della linea del cielo milanese (11/4/08)
Milano partecipata: un mio articolo pubblicato sulla rivista Dedalo (11/4/08)
Domenica 13 aprile picnic all'Isola in Piazza Minniti alle 13 per il Parco Possibile e il Centro per l'Arte e il Quartiere (10/4/08) (aggiornato il 13/4 con foto)
Stop agli aerei sulle nostre teste: presidio a Linate il 19 aprile dalle 10 alle 12 (10/4/08)
Parcheggi sotterranei: l'assessore Simini fissa nuove regole (10/4/08)
Expo 2015: l'entusiasmo dei promotori non sembra totalmente giustificato (8/4/08)
Lunedì 7 aprile alle 20.30 alla Casa della Cultura in via Borgogna 3 la Rete dei Comitati Milanesi incontra i candidati alle elezioni politiche (3/4/08) (aggiornato l'8/4 con gli interventi dei comitati)
Marzo 2008
Gardella su Repubblica: il Sindaco sordo al dialogo con i cittadini (13/3/08)
Il Piano di Governo del Territorio a crescita zero esiste: un esempio per Milano (10/3/08)
Il centro commerciale cinese al Gratosoglio: è un affare per chi ? (9/3/08)
Le modifiche alla legge urbanistica regionale 12/2005 approvate il 4 marzo 2008 (6/3/08) (aggiornato il 26/3 con il testo coordinato)
Emendamento ammazzaparchi: presidio davanti alla sede della Regione martedì 4 marzo alle 10 (3/3/08)
Febbraio 2008
Ricorso contro il progetto Varesine: fissata l'udienza al Tar il 22 aprile 2008 (29/2/08)
Diurno di Porta Venezia: lettera del Presidente della Provincia Penati al Sindaco Moratti (27/2/08)
Masseroli presenta il PGT alle associazioni ambientaliste (27/2/08)
I disagi per i cantieri dei parcheggi della Quadrio Curzio in zona 3 (26/2/08)
La nuova biblioteca di via Valvassore Peroni aprirà forse nel 2009 (21/2/08)
La commissione territorio della Regione approva l'emendamento che permetterà di costruire nei parchi regionali, a rischio la candidatura di Milano all'Expo 2015 (20/2/08) (aggiornato il 23/2/08)
In viale Argonne 35 (ex-libreria FDF) ciclo di conferenze e presentazioni di libri (10/2/08)
Le critiche di Fai, Italia Nostra e Wwf al progetto per l'Expo 2015 (5/2/08) (aggiornato 11/2/08)
Grandi città: le proposte dei Verdi per Parigi potrebbero andare bene per Milano (5/2/08)
Expo 2015: sul Manifesto inchiesta e intervista a Milly Moratti (3/2/08)
Piano del Governo del Territorio: Milano verso il suo futuro, 01 Primi contenuti strategici (3/2/08)
Gennaio 2008
Piano parcheggi: un articolo del Corriere sulle prossime decisioni del Sindaco Moratti (31/1/08)
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Contro lo smog che uccide il comitato Ora (d') Aria organizza una manifestazione davanti a Palazzo Marino sabato 30 gennaio alle 10.30 (28/1/10)
Sottoscrivi la petizione dei genitori antismog la Milano che vorremmo.
Ora (d')ARIA! Le mamme di Milano dicono basta ai veleni. Guarda l'appello su facebook:http://www.facebook.com/group.php?gid=269537738212&ref=mf
Aderiscono i genitori antismog (GAS).
Angiolo Rosselli ha preparato un documento su come affrontare l'emergenza delle polveri sottili.
I comitati che si battono contro la cementificazione della città e il nuovo PGT hanno preparato un volantino
No alla densificazione di Milano, il mio intervento al convegno sul PGT a Palazzo Reale (20/1/10)
Sono intervenuto oggi al convegno organizzato dai consiglieri Fedrighini e Montalbetti sul PGT, a cui ha partecipato brevemente l'assessore Masseroli per difendere il suo piano.
Ho espresso la mia totale contrarietà alla densificazione indiscriminata di Milano, senza tenere conto della realtà dei quartieri e dell'elevato numero di abitanti per kmq, soprattutto nelle zone tra i Bastioni e la circonvallazione esterna, in zone dove il verde e i servizi sono più carenti.
Non ha senso dire che le zone vicine alle stazioni della metropolitana vanno densificate, perchè le zone con più stazioni sono quelle centrali e semicentrali, equivarrebbe a dire che bisogna concentrare gli edifici residenziali in piazza Duomo o in corso Buenos Aires.
Il comunicato stampa del PD di oggi sul PGT ignora completamente questi aspetti, come ho detto al consigliere Fanzago del Pd, presente oggi.
Sembra che la condizione per salvare il Parco Sud è di riempire Milano di grattacieli in tutti i buchi, con la felicità di chi ha acquistato i terreni nel Parco Sud a valore agricolo e si troverà in mano volumetrie che potrà costruire in zone ben più centrali, ad esempio Ligresti che invece di costruire in estrema periferia costruirà nei terreni dell'Ortomercato vicino alla stazione del passante ferroviario e sulla linea della 90-91.
Si deve anche ricordare che quando Milano aveva un milione e settecentomila abitanti, gli edifici residenziali erano meno di quelli di ora. Per farli rientrare in città non è affatto necessario costruire nuove case, basta che gli appartamenti diventati uffici ridiventino appartamenti e gli uffici si trasferiscano nei palazzi per uffici vuoti da anni, come pure che si utilizzino gli appartamenti tenuti vuoti a fini speculativi. Che poi rientrino veramente è un pio desiderio, visto che tutti i comuni intorno a Milano stanno approvando PGT con notevoli aumenti degli edifici residenziali, in concorrenza con Milano.
Bisogna assolutamente che i consiglieri comunali di opposizione modifichino profondamente questo PGT con i loro emendamenti.
Quanto alla pretesa apertura di Masseroli alle richieste della città in sede di presentazione delle osservazioni, va ricordato che, come ha detto l'arch. Engel dell'Ordine degli architetti, ci sarà solo un mese per presentare le osservazioni e poi il comune dovrà entro tre mesi preparare le controdeduzioni e approvare il PGT, pena la sua decadenza.
Visto l'elevato numero di osservazioni che saranno presentate (a Roma ce n'erano 30.000), non è pensabile che si possa aprire un vero dibattito con la città.
Le osservazioni saranno respinte con 4 righe ciascuna, come è successo con le osservazioni presentate sulla Vas, che doveva essere la vera occasione per discutere il piano con la cittadinanza, come previsto dalla normativa europea.
Anche le osservazioni dei consigli di zona sono state tutte respinte, mentre quelle delle parti economiche e sociali sono state ignorate, limitandosi ad ascoltare pochi interventi del pubblico il 17 novembre scorso al Teatro dell'Arte.
L'unica vera possibilità di modificare il piano è nelle mani dei consiglieri comunali di opposizione prima dell'adozione.
Speriamo che non cedano alle lusinghe dell'assessore Masseroli che promette di ascoltarli dopo, quando potrà fare quello che vuole.
Altro che dittatura dei comitati, la dittatura è dell'assessore che pretende di far passare un PGT che renderà invivibile Milano per i prossimi 30 anni.
Evoluzione della città: densificazione o consumo di suolo ? Il caso Milano (7/1/10)
Ecco il testo del mio intervento al primo incontro pubblico del gruppo di lavoro regionale lombardo "Urbanistica e Territorio" organizzato dai Verdi sabato 9 gennaio alle 9.30 a Sesto San Giovanni in via Dante 6, presso la Biblioteca Centrale.
PGT: ho aiutato l'opposizione a presentare emendamenti al PGT (27/12/09)
Gli emendamenti al PGT dovevano essere preesentati entro l'11 Gennaio: i consiglieri di opposizione hanno presentato centinaia di emendamenti (circa 1200).
Ho fornito ad alcuni consiglieri gli emendamenti che corrispondono alle mie critiche al PGT, con modifiche al documento di piano, al piano delle regole e al piano dei servizi. Vi informerò sull'esito.
Ecco l'esito della Valutazione Ambientale Strategica sul PGT: il nulla (18/12/08)
Ecco la conclusione della Valutazione Ambientale Strategica al PGT: parere motivato, osservazioni pervenute, risposta alle osservazioni.
Le controdeduzioni alle osservazioni nell'allegato 3 sono molto concise, si vede che nessuna delle osservazioni dei cittadini, comprese le mie, sono state accolte nonostante gli evidenti errori e superficialità del rapporto ambientale, che ha accolto in modo acritico tutti i contenuti del documento di piano del PGT.
Si dimostra come la VAS fatta così non serva a nulla e la partecipazione dei cittadini prescritta dalla direttiva europea una mistificazione.
Ci vorrebbe un organo veramente indipendente che fosse responsabile della VAS, non un dirigente dello stesso Comune che ha preparato il Piano. In Francia l'inchiesta pubblica (enquete publique) è svolta da magistrati indipendenti che indicono le assemblee di consultazione. Da noi la consultazione è avvenuta prima che il documento di piano fosse pubblicato, con la motivazione di raccogliere contributi, per la maggior parte ignorati nel documento di piano.
Poi il documento è stato pubblicato sul sito del Comune ma molte delle osservazioni presentate non sono state controdedotte, come si vede dagli allegati, ritenendo che non riguardassero la Vas. Anche le mie sono state controdedotte solo in parte. Le controdeduzioni sono a volte delle frasi standard, ripetute in più risposte. Evidentemente non si è voluto entrare veramente nel merito delle osservazioni.
La conferenza di valutazione finale del 16 ottobre non era aperta al pubblico ed è durata meno di due ore.
Speriamo che il dibattito in consiglio comunale vada meglio e che gli emendamenti delle opposizioni vengano accolti almeno in parte.
Il PGT va in consiglio comunale per l'adozione respingendo tutte le osservazioni dei consigli di zona, non chiaro l'esito della trattativa con Ligresti (12/12/09)
Parte male il processo di adozione del PGT da parte del Consiglio Comunale: le osservazioni dei consigli di zona, tutte ben documentate e piuttosto moderate, sono state tutte respinte dall'Assessorato al Territorio che non ha apportato alcuna modifica ai documenti inviati al consiglio comunale per l'adozione (vedi la relazione istruttoria).
Si veda in particolare le osservazioni della zona 3 e della zona 9.
Non è stata resa nota la relazione conlusiva della procedura di Valutazione Ambientale Strategica e la risposta alle 13 osservazioni pervenute da cittadini sulla Vas. Non viene citato nella relazione istruttoria neanche il parere della Rete dei Comitati Milanesi, reso all'interno della consultazione obbligatoria delle parti ecinomiche e sociali.
Il PGT che la Giunta ha mandato al Consiglio Comunale è quindi sostanzialmente lo stesso di quello pubblicato a fine luglio per la VAS.
La consultazione dei cittadini per la VAS, quella dei consigli di zona e quella delle parti economico-sociali non ha apportato alcuna vera modifica al piano, dimostrando che l'Assessore Masseroli ignora qualunque critica al suo piano.
Ma qualcuno ha ottenuto una importante modifica: dopo aver fatto la voce grossa Ligresti ha ottenuto di poter costruire 60.000 mq di slp nei suoi terreni lungo la via Ripamonti accanto al futuro CERBA in pieno Parco Sud (un'area di 60.000 mq a Macconago/Vaiano Valle con indice 1 mq/mq)) qualora le volumetrie riconosciutegli dal Comune con un indice 0,5 mq/mq in aree agricole non potessero essere tutte trasferite in una parte dell'Ortomercato a causa della eccessiva densità degli edifici da costruire (vedi notizia del 25/11/09).
Repubblica ha pubblicato un articolo sulla maxi vendita dell'Ortomercato e sul trasferimento dei diritti volumetrici di Ligresti su quest'area, che non sembra proprio sufficiente per contenerli tutti. Ora Ligresti dichiara di essere pienamente soddisfatto del PGT.
Ecco l'articolo 35 delle norme tecniche di attuazione del piano delle regole del PGT modificato in seguito alla trattativa con Ligresti (i terreni PA1 sono quelli di Ligresti nel Parco Sud e quelli dell'ex-macello all'Ortomercato):
art. 35 Piani attuativi obbligatori (in corsivo le frasi aggiunte in seguito alla trattativa con Ligresti)
Gli immobili perimetrati e numerati - da P
A1 a PA6 - nella tavola R.01 – 1. Ambiti territoriali omogenei - e 02 – Indicazioni morfologiche -, sono sottoposti a Piano Attuativo obbligatorio.Agli immobili di cui al comma 1, si applicano i seguenti parametri urbanistici:
2.a.
PA1: Ut 0,5 mq/mq sulle aree destinate a pertinenza diretta e su quelle destinate a pertinenza indiretta indicate nelle tavole 01 e 02; cessione obbligatoria a titolo gratuito delle connesse aree e dei connessi immobili di ragione privata, perimetrati nelle tavole R.01 e 02 come PA1/a. I diritti volumetrici generati nelle aree adiacenti al Parco Sud a pertinenza indiretta saranno da collocare nella corrispondente area a pertinenza diretta, su una superficie di estensione proporzionale alla quota di diritti volumetrici così trasferiti; qualora nel corso delle elaborazioni del piano esecutivo, e delle correlate verifiche in materia ambientale, emergessero elementi di criticità relativi in particolare alla densità dell’intervento sarà possibile realizzare una quota della S.l.p. fino ad un massimo di 60.000 mq all’interno dell’area indicata nelle tavole R.01 e 02 con PA1*.
Il Consiglio di Zona 3 approva il PGT ma con molte riserve (26/11/09)
La maggioranza del cdz 3 ha dato parere positivo al PGT e l'opposizione ha votato contro.
Tuttavia nella relazione di accompagnamento il consiglio di zona ha fatto proprie molte osservazioni dell'opposizione (vedi delibera), alcune delle quali tratte dal mio documento.
E' una prima indicazione al Consiglio Comunale sulle modifiche indispensabili al PGT da effettuare prima dell'adozione. L'assessore Masseroli non potrà fare finta di niente.
Masseroli propone un insostenibile scambio di aree a Ligresti e ricatta l'opposizione in consiglio comunale per farsi approvare il PGT ( 25/11/09)
Repubblica e il Sole si sono fatti portavoci di Masseroli che teme di non avere i numeri in consiglio comunale per adottare il PGT entro dicembre. La posizione di Repubblica è molto strana, visto che è un giornale di opposizione alla Giunta Moratti.
Masseroli teme di non avere l'appoggio della sua maggioranza per adottare il PGT entro dicembre, come vorrebbe, e cerca voti dell'opposizione. L'asso nella manica è un vero ricatto. Se non votate il PGT Ligresti potrà costruire nelle sue aree nel Parco Sud al Ticinello, a Macconago, a Vaiano Valle e a Bellarmino.
Masseroli sostiene che con il PGT si potranno spostare i diritti volumetrici di Ligresti, pari a 650.000 mq di slp, calcolati con un indice di 0,50 mq/mq su un'area di 1,3 milioni di mq di sua proprietà, sull'area degli ex-Macelli vicino all'Ortomercato. dove doveva sorgere la Città del Gusto. Ma i 1,3 milioni di mq corrispondono solo all'area del Ticinello.
Si tratta delle famose aree d'oro, oggetto di uno scandalo negli anni '80 quando la Giunta di allora concesse a Ligresti di costruire in zona agricola, all'interno del Piano Casa. Il Comune ha già vinto due cause su queste aree ed è in attesa di una sentenza della Cassazione.
Doveva da tempo espropriare il terreno di Ligresti dove sorge la Cascina Campazzo ma non lo ha ancora fatto, nonostante molte promesse all'agricoltore e alle associazioni ambientaliste. Ligresti sta cercando da tempo di sfrattare il contadino che gestisce la cascina.
Ma i conti non tornano. Non c'è abbastanza terreno all'Ortomercato per costruire 650.000 mq di slp.
Il terreno è di 176.000 mq e la versione del PGT di luglio prevedeva di costruire un massimo di 200.000 mq di slp, con un indice di 1,14 mq/mq, prevedendo di spostare con la perequazione una slp di 24.000 mq. Gli altri erano di proprietà del Comune, essendo il terreno comunale (vedi scheda del PGT di luglio).
Per farci stare 650.000 mq si dovrebbero costruire grattacieli con un indice di 3,70 mq/mq, elevatissimo e superiore al limite di 7 mc/mq previsti dalla legge nazionale (DM 1444/68).
Peraltro nelle tavole del PGT solo per l'area del Ticinello è prevista la cessione obbligatoria al Comune di terreni e cascine, non per le altre aree, vicine al futuro Cerba. I diritti volumetrici delle altre aree, non comprese negli 1,3 milioni di mq, dovranno finire in altre zone della città.
PGT: lunedì 23 novembre ore 21 alla Sala Buozzi della Camera del Lavoro in corso di Porta Vittoria 43 la Rete dei Comitati Milanesi incontra i consiglieri comunali di centro sinistra, il mio intervento e il resoconto (18/11/09) (aggiornato il 30/11)
Terrò una relazione al dibattito organizzato dalla Rete dei Comitati Milanesi (vedi volantino pagina 1 e pagina 2) per contrastare il nuovo PGT.
Ecco il testo del mio intervento , le slide della presentazione e il resoconto del dibattito.
Con il nuovo PGT si torna alla Milano medioevale ? (9/11/09)
Ho assistito venerdì scorso in consiglio di zona 3 alla presentazione del Pgt da parte dell'architetto Oggioni del Comune.
Dopo aver passato il fine settimana a studiare il piano delle regole e quello dei servizi sono arrivato alle riflessioni che puoi trovare qui.
Ho preparato anche una tabella che ho ottenuto dal documento allegato al piano dei servizi sugli 88 Nuclei di Identità Locali (NIL) con le densità delle varie zone di Milano e dei servizi disponibili, divisi per zona. Possono dare un'idea di cosa vuol dire densificare la città. In grassetto i NIL con densità tra 15.000 e 18.000 abitanti per kmq, in rosso quelli tra 18.000 e 22.000.
Mi auguro che l'opposizione a Palazzo Marino e le associazioni ambientaliste sappiano fare una dura opposizione al questo PGT, nella speranza che nel 2011 una vittoria del centro sinistra al Comune lo possa annullare.
Da parte mia mi muoverò per segnalare le criticità del Pgt ai comitati che si battono nei vari quartieri contro la cementificazione della città.
Commissione per il Paesaggio: violata la legge urbanistica regionale e il codice dei beni culturali, non vi sono soggetti con particolare e qualificata esperienza nella tutela paesaggistico-ambientale (2/11/09)
Il Sindaco Moratti ha annunciato la nomina della nuova Commissione del Paesaggio, undici membri che dovranno autorizzare gli interventi edilizi nelle aree con vincolo paesaggistico e valutare l'impatto paesistico dei progetti in base al Piano Territoriale Paesistico della Regione Lombardia. La commissione sostituisce la Commissione Edilizia e si insedia mercoledì 4 novembre prossimo.
La legge regionale urbanistica prevede all'art. 81 che la commissione sia "composta da soggetti con particolare e qualificata esperienza nella tutela paesaggistico-ambientale", riprendendo le parole del codice dei beni culturali.
Ora le persone nominate non mi risulta abbiano queste competenze.
Si tratta di progettisti e docenti universitari che non si sono mai segnalati per interventi in difesa dell'ambiente, nè fanno parte di associazioni di tutela del paesaggio e dell'ambiente come Italia Nostra, il Fai, il Wwf o Legambiente.
L'unico vero esperto è il geometra Cremoli, che è stato esperto ambientale della commissione edilizia di Milano appena scaduta.
Il presidente arch. Nicolin è noto per aver vinto il concorso per l'area Garibaldi-Repubblica del 1991 ed essere da allora consulente del Comune per il controllo dei progetti che sono in fase di realizzazione (progetto Porta Nuova), di cui ha progettato direttamente solo il Modam.
L'arch. Marinoni è stato suo collaboratore per la parte paesaggistica in numerosi progetti.
L'arch. Bolognesi è direttrice della rivista Dedalo dell'Associazione Nazionale degli Imprenditori Edili e quindi particolarmente legata ai loro interessi; si è distinta per il sostegno ai grandi progetti in corso a Milano dall'epoca del sindaco Albertini in poi.
L'arch. Mazzoleni insegna Architettura degli Interni al Politecnico di Milano e Interior Design all'Istituto Superiore di Architettura e Design di Milano, nulla a che fare con paesaggio e ambiente esterno.
L'arch. Viel è reponsabile del dipartimento di architettura dello Studio Citterio.
L'arch. Piraino è docente a contratto di architettura e paesaggio urbano al Politecnico di Milano dove si occupa di trasformazioni urbane ma nel programma del corso non si parla di tutela paesaggistico-ambientale.
L'arch. Luisa Cortese si occupa di progettazione e direzione lavori di edifici residenziali e alberghieri ed ha ristrutturato edifici d'epoca. E' progettista di un intervento al Parco delle Cave sull'antico sentiero del Marcionino.
L'arch. Castellano insegna storia dell'architettura al Politecnico e si è occupato di archeologia industrale e rurale oltre che di conservazione e riutilizzo dei beni culturali con numerose pubblicazioni; il suo curriculum è forse quello che si avvicina di più ai requisiti richiesti dalla legge anche se non è noto per particolari interventi attivi di tutela.
L'arch. Villa insegna tecnologia dell'architettura in un laboratorio tematico del Politecnico che studia le cave della Val d'Ossola.
L'arch. Trini Castelli insegna design degli interni al Politecnico, un tema molto lontano dalla tutela paesaggistico-ambientale.
Tra l'altro i membri della commissione non sono retribuiti neanche con un gettone di presenza e quindi è importante che non abbiano interessi professionali da favorire.
Il Sindaco avrebbe potuto sicuramente trovare a Milano personalità che si sono impegnate attivamente nella conservazione e tutela dei beni ambientali e paesaggistici, che avrebbero potuto essere segnalati dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Paesaggistici, dalla Direzione Regionale del Paesaggio e dalle Associazioni Ambientaliste.
La composizione della commissione non garantisce affatto, come ha affermato l'assessore Masseroli, che il futuro PGT tuteli effettivamente il territorio e l'ambiente. Il passaggio "dall'ecologia del no a quella del come" rischia di avvallare la cementificazione e densificazione eccessiva del territorio con il timbro di una commissione del paesaggio che assomiglia troppo ad una commissione edilizia di tipo tradizionale, con varie specializzazioni professionali dei suoi componenti.
Mi aspetto che l'opposizione a Palazzo Marino chieda al Sindaco la motivazione di ogni nomina e il rispetto dei requisiti di legge.
Il mio intervento contro il Piano Casa ad un convegno tenuto presso il Consiglio di Zona 2 alla presenza degli assessori Boni e Verga (22/10/09)
Sono intervenuto come relatore al Convegno "Cos'è il Piano Casa" organizzato presso il consiglio di zona 2 il 22 ottobre alle 21, in quanto membro della Commissione Concessioni Edilizie di Zona 2.
Erano presenti l'Assessore Regionale al Territorio Boni della Lega Nord, l'Assessore comunale alla Casa Verga dell'UDC, il consigliere regionale del PD Mirabelli, il vicepresidente regionale di Legambiente Cannavò. Il convegno era presieduto dall'Arch. Lembo della Commissione provinciale per la tutela dei beni ambientali ed è stato introdotto da Giulio Gandolfi, presidente della Commissione Urbanistica della Zona 2.
Scopo del convegno era illustrare ai cittadini le possibilità di ampliamento dei loro edifici create dalla legge 13/2009 della Regione Lombardia, con i limiti delle zone escluse dalla delibera del consiglio comunale di Milano. Purtroppo l'assessore Masseroli non ha potuto intervenire.
L'assessore Boni ha illustrato la sua legge sostenendo che sia la migliore tra quelle approvate dalle varie regioni e si è soffermato su quello che resta da fare per incentivare la ripresa del settore edilizio, ed in particolare la norma che permetterà di variare le sagome degli edifici non residenziali nelle zone residenziali dopo le recenti sentemze del Tar che lo hanno impedito.
Si è vantato anche del risparmio energetico degli edifici provocato dalla legge e del fatto che la legge non produce consumo di suolo.
Mirabelli del PD ha illustrato le critiche del suo partito alla legge mentre Cannavò ha parlato dei ricorso di Legambiente alla Corte di Giustizia europea perchè non viene prevista la Valutazione Ambientale Strategica, obbligatoria per tutti i piani e programmi a livello europeo.
Dato che gli interventi che mi avevano preceduto non era stati abbastanza critici contro la legge, mi sono permesso di attaccare frontalmente la legge e i suoi sostenitori.
Ho inziato sostenendo che la Repubblica Italiana non è fondata sul lavoro ma sul cemento, perchè l'idea che in questo momento per risollevare l'economia bisogna investire i risparmi dei cittadini nell'ampliamento della loro casa poteva nascere solo da noi.
La crisi mondiale è stata proprio provocata dall'eccesso di prestiti per costruire nuove case e se ne esce rilanciando le tecnologie avanzate ed ecosostenibili per promuovere le esportazioni, l'Italia invece continua a rovinare il suo territorio provocando così la diminuzione dei flussi turistici, uno dei suoi principali introiti. E così, per soddisfare la lobby del cemento e del mattone, si eliminano tutte le regole e di promuove un settore a bassa tecnologia e forte componente di manodopera non specializzata, in gran parte extra-comunitaria, con buona pace dell'assessore leghista. D'altra parte da un Presidente del Consiglio che all'inizio della sua carriera costruiva e vendeva case non ci si poteva aspettare altro.
Ho poi affrontato l'aspetto estetico degli interventi, che rischiano di creare lo stesso effetto del famigerato recupero dei sottotetti, che grazie anche alle mie inziative di denuncia dello scempio degli edifici è stato messo sotto il controllo della commissione edilizia dall'allora assessore al territorio Verga.
Ho illustrato il contenuto della delibera del comune di Milano, che ha escluso dalla legge tutte le zone a vincolo ambientale, anche grazie ad un emendamento da me preparato, le zone a vincolo tipologico del Piano Regolatore attuale ed altre individuate dal Comune, tra cui il Parco Nord (vedi cartina).
Ho affrontato poi il tema della riduzione del costo di costruzione, a cui Milano si è opposta confermando le tariffe attuali che già prevedono uno sconto degli oneri di urbanizzazione in funzione dell'isolamento termico degli edifici. I comuni hanno bisogno di fondi per offrire servizi a chi verrà ad abitare negli ampliamenti degli edifici e non si può quindi chiedere gli introiti comunali.
La legge tra l'altro prevede solo una riduzione del 10% del consumo energetico degli edifici riferito alla parte esistente ma senza obbligo di certificazione; a fronte di un aumento della volumetria del 20% ciò significa che l'edificio consumerà il 10% in più per il riscaldamenbto invernale, altro che risparmio energetico. Tra l'altro le certificazioni sono spesso false e quindi l'unico sistema per controllare veramente il miglioramento dell'isolamento termico è calcolare la differenza tra i consumi di combustibile prima e dopo l'intervento di ampliamento. Ma questo non è previsto nelle leggi della Regione Lombardia. Altre regioni e province autonome hanno preteso aumento molto più forti dell'isolamento termico degli edifici.
L'ultimo tema che ho trattato è quello della traformazione dell'area artigianali in mezzo ai quartieri residenziali: Milano è piena di qieste strutture basse costruite nei cortili e che ospitano parcheggi, palestre, uffici, showroom, atelier, artigiani, ristoranti, negozi.
Da anni c'è la tendenza a sfrattare chi ci lavora, demolirle e sostituirle con edifici residenziali molto più alti, che oscurano i cortili e tolgono la visuale libera agli appartamenti intornol I lotti vengono densificati, non vengono creati giardini perchè sotto si costruiscono parcheggi e si peggiora la qualità della vita dei residenti.
Una sentenza del Tar ha bloccato la possibiolità di demolirli e ricostruirli con una sagona diversa, perchè in contrasto con il testo unico dell'edilizia che definisce questi interventi come nuove costruzioni. Gli imprenditori edili che avevano acquistato queste aree a caro prezzo sono rimasti con il cerino acceso in mano.
Il Piano Casa consente di demolirli e ricostruirli con una sagoma diversa e, se questo non dovesse essere suffciente, Boni sta preparando un articolo da inserire nella legge finanziaria della regione, in seguito alle pressioni ricevute.
Ha avuto il coraggio di vantarsi che così recupera delle aree dismesse e non consuma nuovo territorio. In realtà queste nuove costruzioni nei cortili interni stanno densificando eccessivamente i quartieri e peggiorando la loro vivibilità. Milano era un tempo famosa per i giardini interni, ora invece ogni fazzoletto di terra viene edificato. E d'altra parte nessuna norma vieta che si edifichi contemporaneamente nelle aree agricole, e quindi il blocco del consumo di suolo non è garantito dalla costruzione di nuove case nei cortili. Milano, città già molto densa con 7.000 abitanti a kmq rischia di diventare ancora più densa, tornando all'urbanistica medioevale e ai quartieri ottocenteschi che furono demoliti per aumentare lo spazio tra le case. Chi ha un'ampia visuale sulle finestre che guardano all'interno si troverà con dirimpettai a 10 metri di distanza e nessuna luce del sole. E' questo che vuole l'assessore ?
Tra l'altro gli edifici artigianali hanno una superifice elevata e tutta utilizzabile, a cui si sommano tutte le superfici degli androni e delle scale che il regolamento edilizio esclude dal calcolo della slp; quindi le nuove case hanno una volumetria superiore del 20% a quella preesistente. Per fortuna il piano casa non ha previsto incentivi di volumetria ma consente di derogare dai limiti dei piani regolatori e di costruire come si vuole, senza rispettare i piani comunali per uno sviluppo ordinato della città.
Ho chiesto al consigliere del PD che l'opposizione si opponga a questo preogetto di legge dell'assessore Boni e non consenta il cambiamento di sagoma nelle ristrutturazioni degli edifici. E' preferibile che negli edifici residenziali restino le attività esistenti, senza sfrattare gli artigiani dal centro e consentendo la permanenza delle autorimesse, tanto utili per la città.
Non vedo poi un vantaggio ambientale nel demolire r ricostruire un edificio: la quantità di gas serra ottenuto dalla produzione del cemento e degli altri materiali potrebbe essere superiore a quello necessario per coibentare l'edificio esistente.
Parcheggi sotterranei: quelli che si fanno e quelli che non si fanno (16/10/09)
Milano,
16 ottobre 2009 – Gli assessori Bruno Simini (Lavori pubblici e
Infrastrutture) e Edoardo Croci (Mobilità, Trasporti e Ambiente) hanno
presentato in Giunta due informative sugli indirizzi da adottare per la
realizzazione di alcuni parcheggi oggetto di riesame.
Il documento presentato dall’assessore Simini si riferisce ai parcheggi di piazza
Gobetti, via Palestro, via Venosa, via Canaletto/Frapolli, piazzale Damiano
Chiesa, piazzale Libia, piazzale Baracca (Vercellina/Toti), Sant’Ambrogio e
Darsena.
L’informativa dell’assessore Croci riguarda invece i parcheggi di piazza
Fontana, via Zecca Vecchia e via Santa Maria Valle.
“Gli
indirizzi che ho presentato oggi – spiega Simini – riguardano soltanto
alcuni parcheggi oggetto di riesame. Si tratta di decisioni assunte sulla base
delle verifiche degli aspetti realizzativi e procedurali, per le
caratteristiche del progetto o del territorio”.
“Nell’informativa
– annuncia l’assessore ai Lavori pubblici – si stabilisce di dare
il via libera alla realizzazione dei parcheggi in project financing di via
Palestro (lato via Marina) e di piazza Sant’Ambrogio e del residenziale
Canaletto/Frapolli, e di non proseguire, invece, con l’iter procedurale per
il progetto, sempre in project financing di piazza Gobetti, e per il
residenziale di via Venosa. Per altri parcheggi oggetto dell’informativa (i
residenziali di piazzale Damiano Chiesa, piazza Libia e Vercellina/Toti) gli
operatori saranno invece invitati ad adeguare i loro progetti alle indicazioni
del Piano Urbano Parcheggi”.
In
particolare gli indirizzi prevedono:
A.
di proseguire con l’iter progettuale/realizzativo di:
B.
di non proseguire con l’iter progettuale/realizzativo di:
C.
di invitare gli assegnatari ad adeguare i progetti alle indicazioni del P.U.P
per quanto riguarda:
Per
quanto riguarda invece:
Darsena
(project financing): non avendo ricevuto dal concessionario una proposta
di modifica del progetto, ammissibile in base alla legge vigente, verrà
avviata la procedura per la risoluzione della convenzione per inadempienza del
concessionario.
Piazza
Sant’Ambrogio (project financing): sono stati acquisiti tutti i pareri
necessari. Prosegue, pertanto, l’iter progettuale/realizzativo.
L’informativa
presentata dall’assessore Croci evidenzia invece alcune criticità per i
progetti dei parcheggi di piazza Fontana, via Zecca Vecchia e via Santa Maria
Valle e le rispettive localizzazioni. I tre interventi presentano alcune
particolarità che richiedono ulteriori approfondimenti istruttori per valutare
la possibilità di realizzare parcheggi interrati in quelle aree. Il settore
Pianificazione Mobilità e Ambiente procederà nelle verifiche che potranno
determinare lo stralcio dei tre progetti dal Piano Urbano Parcheggi.
“Laddove
esistono delle criticità ambientali e paesaggistiche – ha spiegato Croci –
devono essere effettuati studi e approfondimenti che possono portare a
valutazioni diverse rispetto le decisioni pregresse”.
Piazza
Fontana. L’intervento prevede la realizzazione in project financing di
un parcheggio pubblico a rotazione, con posti riservati anche ai residenti. I
posti auto previsti sono 534, di cui 404 pubblici e 130 privati.
Via
Zecca Vecchia. Il progetto prevede la costruzione in project financing
di un parcheggio pubblico a rotazione, con una parte dei posti destinata ai
residenti. Posti previsti 520, di cui 259 pubblici e 261 privati.
Via
Santa Maria Valle. Si tratta di un parcheggio residenziale/pertinenziale
da 165 posti, da realizzare, in diritto di superficie, nel sottosuolo di
un’area pubblica.
(OMNIMILANO) Milano, 16 ott - "Il piano parcheggi fa più' scempi del piano casa. L'assalto delle ruspe ai luoghi più belli della nostra citta' prosegue". Cosi' il capogruppo dei Verdi, Maurizio Baruffi, commenta quanto contenuto nelle informative sulla realizzazione dei parcheggi in citta' presentate stamani in giunta dagli assessori ai Lavori pubblici, Bruno Simini, e alla Mobilita', Edoardo Croci.
"Il sindaco Moratti - dice Baruffi - delude le aspettative di quanti avevano creduto alla svolta promessa in campagna elettorale sul piano parcheggi, riaprendo le partite di via Palestro-Marina, piazzale Libia e insistendo su quello di Sant'Ambrogio. L'assalto delle ruspe ai luoghi più belli della nostra citta' prosegue".
Baruffi invita i cittadini a una manifestazione mercoledì prossimo in piazza Scala, in occasione del consiglio comunale a cui partecipera' il sindaco, Letizia Moratti: "Mercoledi' pomeriggio davanti a Palazzo Marino e' utile una presenza dei tanti che, a Milano, si sentono traditi e ago
Piano casa: ecco la cartina degli ambiti esclusi dal consiglio comunale (15/10/09)
Il consiglio comunale ha approvato al delibera che esclude determinati ambiti di Milano dal piano casa di Formigoni.
Agli ambiti proposti dall'assessore Masseroli e inclusi nella cartina, si aggiungono tutte le aree protette da vincoli ambientali che fanno esplicito riferimento alle caratteristiche degli edifici. Nel centro storico la legge regionale consente solo sostituzione di singoli edifici residenziali non coerenti con il contesto.
Grazie ad un emendamento dei Verdi da me preparato sono stati inclusi anche i vincoli ambientali non definitivi, come quello di viale Romagna, Corso Indipendenza e l'asse Piemonte-Giulio Cesare.
Con questa delibera il Comune di Milano ha cercato di diminuire i danni di una legge assurda, che rischiava di fare più danni del recupero dei sottotetti sull'immagine della città.
Purtroppo non si è potuto fare nulla contro la possibilità prevista dalla legge regionale di demolire e ricostruire edifici artigianali in mezzo alle zone residenziali cambiandone la sagoma a parità di volumetria.
Questa norma, prevista dalla legge urbanistica regionale, era stata bocciata dal Tar in quanto in contrasto con il testo Unico dell'Edilizia. Ora questa possibilità ritorna, con il risultato di costruire nei cortili di tanti complessi residenziali nuove case che toglieranno luce e vista alle case esistenti, con una densificazione eccessiva della città. Speriamo che il Tar bocci anche questa nuova norma.
Si veda il manifesto dei radicali e delle associazioni ambientaliste contro il piano casa, a cui ho aderito.
Cancellato il parcheggio sotto la Darsena, ora possiamo parlare del futuro della Darsena! (10/10/09)
Comunicato del Comitato
dei Navigli
Inaspettatamente è saltato
l’accordo tra l’Amministrazione comunale e la Società costruttrice e
promotrice del parcheggio promosso dall’ex Commissario ed ex sindaco di
Milano Gabriele Albertini. Le nuove proposte ampliavano e rendevano
ancora più invasivo questo manufatto che da anni cercavamo di bloccare come
residenti e soprattutto come cittadini di una Milano che non vuole dimenticare
la sua storia e desidera, nonostante tutto, valorizzare il patrimonio di acque
e di attività artistiche che ancora sopravvivono nel quartiere dei Navigli.
Rappresentanti delle più
importanti Associazioni ambientaliste e dello studio legale che ci ha assistito
in questi anni, architetti che ci hanno sostenuto, saranno presenti
all’incontro promosso dal Gruppo Consiliare del PD e dal Comitato dei Navigli
per discutere sul futuro di questo spazio e del quartiere per una rinascita e
una riqualificazione corretta, non invasiva e attenta alle qualità e
caratteristiche che li hanno sempre contraddistinti. Questo luogo potrebbe
diventare una delle risorse per un turismo culturale e ambientale unico non
solo in Italia.
Crediamo che Milano
possa recuperare un angolo suggestivo, un tempo caratterizzato da attività ben
diverse da quelle oggi prevalenti e che non debba essere sempre gestita in
funzione del ritorno economico. Esistono, infatti, altri aspetti importanti per
la qualità della vita dei cittadini: il la tutela del paesaggio,
dell’ambiente e delle diverse espressioni culturali.
Ringraziamo chi vorrà e potrà partecipare.
Hanno già dato la loro
adesione: Dr.ssa Pratesi (FAI), Dott. Luca Carra (Italia Nostra), Dott. Damiano
De Simine (Legambiente), Gruppo Archeologico Ambrosiano, Studio legale Avv.
Felice Besostri, Arch. Gianni Beltrame, Arch. Giulietta Gresti, Arch. Jacopo
Gardella, Arch. Mariuccia e Mario Morganti (Polis).
L’incontro si terrà il
giorno 15/10, ore 21, presso la sede di Chiamamilano , Largo Corsia dei Servi
11.
Gabriella Valassina per il Comitato dei Navigli
E – mail: gabval27@hotmail.com comitati_cittadini_navigli@hotmail.it Cell.333.4715238
Le mie osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica del documento di piano del PGT (16/9/09) (aggiornato con gli articoli su Arcipelago Milano)
Il Comune ha pubblicato a fine luglio sul suo sito il Documento di Piano del PGT e la relazione ambientale.
Entro il 15 ottobre possono essere presentate delle osservazioni.
Ho preparato delle osservazioni che presenterò a titolo personale entro questa scadenza.
Articolo su Arcipelago Milano (prima parte)
Articolo su Arcipelago Milano (seconda parte)
Piano del rumore: scadenza delle osservazioni il 2 novembre (14/9/09)
Le osservazioni dovranno essere presentate entro il 2 novembre (vedi avviso di pubblicazione).
Il piano è disponibile sul sito del Comune oltre che su questo sito.
I lavori di costruzione alle Varesine inzieranno a inizio settembre (7/8/09)
Sono in corso da un mese lavori di pompaggio dell'acqua per abbassare il livello della falda, che è solo a 50 centimetri sotto il fondo scavo.
A inizio settembre inzieranno i lavori di costruzione, affidati da Hines e Ligresti, soci della società Varesine srl, alla Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi.
Tunnel sotterraneo Linate-Expo: uscita in Piazza Oberdan (6/8/08)
Repubblica ha pubblicato oggi l'ultima versione del tracciato del tunnel sotterraneo Linate-Expo che dovrebbe essere presentta ufficialmente a settembre.
Per superare l'opposizione dell'Assessore al Traffico Croci che vuole ridurre il traffico in centro, il tunnel sarà essenzialmente di attraversamento della città, con inizio a Linate e fine a Cascina Merlata, e uscite a Expo, Monte Ceneri, Bovisa, Lancetti, Piazza Repubblica, Porta Venezia, Forlanini,
Il tunnel sarà utilizzato anche dai mezzi pesanti e dovrebbe servire ad alleggerire la tangenziale est e nord e il primo tratto dell'autostrada Milano-Bergamo.
Non è chiaro dove sarà collocato l'accesso in Porta Venezia ma seguirà da piazza Repubblica e Piazza Cinque Giornate il tracciato del progetto di galleria sotterranea sotto i Bastioni. Probabilmente in questo tratto il percorso sarà vicino alla superficie percorrendo il primo piano sotterraneo del parcheggio di viale Maino che perderà i posti auto a rotazione. Questo piano è già stato costruito prevedendo la sua trasformazione in strada sotterranea. Più profondo (40 metri) sarà il tratto tra Lancetti e Repubblica che deve passare sotto il passante ferroviario e la MM 2, 3, e 5.
Il costo del pedaggio sarà di 7 euro per tutto il tragitto (14,6 km) o di 50 centesimi a chilometro per le uscite intermedie.
E' previsto un costo di 1,8 miliardi di euro che si ripagheranno in 50 anni (123 milioni a km), ci passeranno 50.000 veicoli al giorno su una capacità di 110.000, i lavori inizieranno nel 2010 e finiranno nel 2015, le società concessionarie saranno la Torno per il tratto da Merlata a Lancetti e Condotte Acqua da Lancetti a Linate.
Invece di spostare il trasporto delle merci su ferrovia come succede in Svizera che sta progettando un tunnel ferroviario da est a ovest e di favorire il trasporte delle persone con i mezzi pubblici si continua a costruire percorsi stradali, addirittura sotterranei.
Milano non trova finanziamenti per le sue nuove metropolitane ed invece trova finanziatori privati per un'autostrada sotterranea con una concessione lunghissima (50 anni). Cosa succederà del traffico e inquinamento nei prossimi 50 anni non si sa. Intanto si dovrà costruire un enorme impianto di depurazione dei fumi del tunnel, previsto nel primo progetto vicino a Lancetti, che ipotecherà i nuovi edifici e parco nell'area dismessa di Farini. Sperando che non si incendi qualche mezzo pesante, come è successo nella galleria del Frejus qualche anno fa (lunga 12 km).
Se poi il traffico dovesse bloccarsi per qualche altro motivo, la galleria potrebbe trasformarsi in una camera a gas. Problematiche le uscite in città, che dovranno per forza di cose avere dei semafori per inserirsi nel traffico cittadino. Cosa succederà in piazza Oberdan se sbucherà dal tunnel una enorme quantità di auto nelle ore di punta, che invece di distribuirsi come ora su vari percorsi si concentreranno tutte lì?
Già le stime di traffico generato dall'uscita del tunnel inizialmente prevista in viale Liberazione erano problematiche (3.000 auto all'ora nelle ore di punta).
Se poi l'ecopass dovesse essere esteso gli utilizzatori dovranno pagare anche questo oltre al biglietto del tunnel.
Il tunnel porrà una grossa ipoteca sul futuro del traffico automobilistico in città, anche in funzione dell'Expo che potrà essere raggiunta meglio con i mezzi privati, quando l'obiettivo è invece quello di arrivarci con i mezzi pubblici. I concessionari si opporranno a qualunque misura di diminuzione del traffico della auto in città, che ridurrebbe i loro incassi.
Chi ha spinto finora per il progetto è l'ala del Pdl che fa riferimento a CL e Compagnia delle Opere: una lobby potente in cerca di affari e quello di scavare tunnel sotterraneo per le auto e autotreni sembra essere un business più sicuro di quello di scavare tunnel per la metropolitana o la ferrovia. L'incasso dei pedaggi è più sicuro dei biglietti di treno ?
Il Consiglio comunale adotta il piano di zonizzazione acustica: le osservazioni dovranno essere presentate entro il 2 novembre (1/8/09) (aggiornato il 14/9/09)
Il consiglio comunale ha approvato il 20 luglio con l'astensione dell'opposizione il piano di zonizzazione acustico di Milano (vedi delibera, relazione, rapporto tecnico, criteri regionali di assegnazione delle classi (vedi pag.2453), notizia del 10/2/09 con le tavole di classificazione, notizie del 21/1 e del 18/1.).
Si tratta di un piano molto criticabile che lascia sostanzialmente invariati i limiti massimi di rumore attuali, per evitare costosi piani di risanamento.
Le osservazioni dovranno essere presentate entro il 2 novembre (vedi avviso di pubblicazione).
Le osservazioni migliorative dei consigli di zona sono state tutte respinte mentre l'opposizione non è riuscita a presentare emendamenti e si è limitata a sostenere il provvedimento dell'assessore Croci, osteggiato dalla maggioranza che non voleva alcun piano, anche se pessimo.
Rimane ora solo la possibilità ai residenti di presentare osservazioni per ridurre la classe acustica del proprio isolato.
Si tratta di chiedere almeno il passaggio da classe 4 a 3 o 2 per tutti gli isolati residenziali in cui non ci sono attività artigianali o commerciali significative e che non si affacciano su strade di grande traffico. Per quanto riguarda i parchi, si tratta di chiedere che almeno le parti centrali siano in classe 2 o 1.
A fronte di numerose osservazioni il Comune non potrà far finta di niente.
Il nuovo PGT non è sostenibile (30/7/09) (aggiornato il 16/9/09)
La pubblicazione dei documenti del PGT di Milano e della relazione di VAS sul sito del Comune il 22 luglio con scadenza delle osservazioni entro il 15 ottobre sembra fatta apposta per scoraggiare qualsiasi effettiva consultazione e contributo da parte della cittadinanza.
Ecco i documenti sulle valutazioni dei trasporti e sull'energia e rifiuti.
Vedi anche notizia del 28/7/09.
Un attento esame dei documenti porta ad una bocciatura dei dati utilizzati per stimare l'impatto ambientale dei nuovi abitanti e addetti al commercio e terziario, in totale contrasto dai dati utilizzati dallo stesso ente (Agenzia Mobilità e Ambiente) nella Vas delle aree ferroviarie dismesse solo due mesi fa, aree in parte comprese tra quelle di trasformazione del PGT (vedi tabella).
Una vera ombra sulla indipendenza di questo ente dagli organi politici che vogliono cementificare Milano e un punto di domanda sulla normativa Vas della Regione Lombardia che prevede che il rapporto di sostenibilità sia fatto dalla stesso ente che prepara il piano.
Il PGT (vedi tabella del PGT) utilizza invece i seguenti dati:
Quindi la Vas è assolutamente inattendibile.
Nel documento di analisi trasportistica, l'unico comprensibile con dati numerici, emerge anche una vastissima area ARU (Ambito di Recupero Urbano) colorata in arancione in figura, in cui è prevista la densificazione territoriale di quartieri esistenti nella fascia esterna ai viali delle regioni con la collocazione di 46.000 nuovi abitanti, pari a 2,3 milioni di metri quadri di slp non previsti nella tabella dei dati quantitativi.
Non si capisce poi lo scenario al 2030 quando il documento di piano dura 5 anni. Questa giunta vuole autorizzare tali volumetrie da ipotecare il futuro di Milano per i prossimi 20 anni ! Speriamo di mandarli a casa alle prossime elezioni del 2011.
Piano casa di Formigoni: il testo approvato conferma le mie preoccupazioni (29/7/09)
E' stato approvato dal Consiglio Regionale il piano casa di Formigoni: rispetto alla versione approvata dalla Giunta sono state apportate dall'Assessore Boni della Lega alcune modifiche che hanno ripreso alcune richieste peggiorative del PdL.
Gli unici miglioramenti sono l'impossibilità di ampliare la volumetria degli edifici non residenziali in mezzo alle zone residenziali, di cui Milano è piena., dando però la possibilità di coprire una superficie del lotto con un indice maggiore del 25% rispetto a quello fissato dal piano regolatore. Quindi ci sarà meno verde intorno a questi edifici di quanto previsto normalmente (dal 60% si passerà al 75% nelle zone B).
Vedi il mio articolo su Arcipelago Milano.
I Comuni avranno tempo fino al 15 ottobre per escludere zone del territorio dall'applicazione della legge, vedremo cosa farà Milano per salvaguardare le zone delle villette di inizio novecento, le zone a vincolo ambientale, le zone in cui vi sono allineamenti delle facciate.
Il recupero dei sottotetti ha già sfigurato molte case queste zone, il piano casa farà altri disastri.
Piano di Governo del Territorio: 13 milioni di metri quadri di nuovo cemento per un massimo di 400.000 nuovi abitanti (28/7/09)
E' stato approvato dalla Giunta e pubblicato sul sito www.milanoperscelta.it il documento di piano del nuovo PGT di Milano.
Altri documenti tra cui la relazione ambientale completa e le valutazioni traportistiche sono presenti sul sito del Comune.
Vi sono pagine e pagine di progetti fumosi ma l'unica cosa concreta è la tabella dei dati quantitativi che prevede 13,5 milioni di metri quadri di s.l.p. per i nuovi edifici, senza imporre quanti saranno per uffici e quanti per residenza secondo l'orientamento liberista del centro-destra.
Le indicazioni su come costruire questi nuovi quartieri sono vaghe, la pianificazione di dettaglio sarà lasciata ai proprietari dei terreni.
Interessante è la colonna del coefficiente di densificazione. Dopo aver calcolato per ogni zona qual è l'indice di edificazione, in quasi tutti i casi pari a 1 (1 metro quadro costruibile per ogni metro quadro di terreno) , questo viene aumentato moltiplicando la s.l.p. ottenuta per un coefficiente che arriva in certi casi fino a 3 e che in media è pari a 1,13.
Persino gli indici presentati nella Vas delle aree ferroviarie dismesse, abbastanza accettabili, sono stati notevolmente aumentati in sede di Pgt, rendendo carta straccia la Vas. Si è passati da 890.000 mq di slp a 1.128.000 mq con un aumento del 26%.
Alle aree agricole del Parco Sud, i cosiddetti piani di cintura urbana, che avevano indice zero, viene dato un indice di 0,20, pari a 4,2 milioni di mq di slp, da concentrare nel 10% dell'area. Si tratta di 4 volte quelli delle aree ferroviarie dismesse e 16 volte la slp del progetto Citylife.
Nelle aree delle caserme viene previsto un aumento rispetto alla volumetria esistente di 4,8 milioni di mq di slp.
In totale è prevista la costruzione di 13,5 milioni di mq di nuovi edifici, per ospitare 400.000 nuovi abitanti, a fronte del fatto che l'ufficio statistico del Comune di Milano non prevede alcun aumento di popolazione fino al 2030.
La perequazione urbanistica, i cui dettagli saranno contenuti nel piano delle regole non ancora pubblicato, non diminuisce di un metro quadro l'edilizia prevista nel Parco Sud in quanto l'indice di 0,20 non viene ridotto dalla densificazione delle altre aree.
Anzi, la perequazione potrebbe fare aumentare ulteriormente gli edifici che si possono costruire in certe zone a fronte della cessione al Comune di altre aree per servizi pubblici.
Non viene prevista in nessuna area la creazione di nuovo grande parco cittadino che la occupi tutta, come ad esempio si potrebbe fare con la piazza d'Armi, visto che l'attuale Parco Sempione non è altro che una ex Piazza d'Armi. Il verde viene come al solito distribuito tra le varie aree per rendere più vendibili gli appartamenti.
Viene peraltro previsto sulle coperture dei binari e nelle zone contigue a i binari, quelle che per problemi di rumore sono meno appetibili, continuando la tradizione dei PII e PRU (Certosa, Rubattino).
Alle Ferrovie non viene chiesto come contropartita null'altro che qualche nuova stazione sulla cerchia esterna, trasformata per incanto in una Circle Line (vedremo quanti treni le ferrovie ci metteranno). Del nuovo passante ferroviario ovest, che doveva giustificare la concessione alla ferrovie di rilevanti indici di edificazione, non si parla più, sostituito da una misteriosa metrotramvia.
Viene confermata la Gronda nord nella sua versione integrale da Cascina Gobba all'Expo, con il contentino di una metrotramvia che la affianca. Viene creata una nuova gronda sud e previsto l'inutile tunnel automobilistico Linate-Certosa, una gigantesca camera a gas che porterà altre auto in centro.
E il tocco finale sono generici progetti di arredo urbano lungo la circonvallazione dei Bastioni e quella esterna, in cui qualche studio di progettazione del verde si è cimentato in alcuni rendering fantasiosi.
A fronte della densificazione di Milano, non essendoci alcun piano urbanistico di area vasta, non viene richiesta alcuna diminuzione delle costruzioni dei comuni di prima e seconda cintura (si veda il piano ex-Zunino a Sesto e la cementificazione di tutti i Comuni intorno a Milano, da Segrate a Rozzano). Anzi tutti vogliono costruire nel parco Sud.
Non vedo quindi alcun vantaggio dal punto di vista del consumo del suolo nella densificazione di Milano.
Alla volumetria del PGT è da aggiungere la volumetria del Piano Casa, se Milano non provvederà rapidamente ad escludere ampie zone del Comune dalla sua applicazione. Prevedo almeno 1 milioni di mq aggiuntivi.
Infine non vi è nessuna indicazione del traffico generato dai nuovi insediamenti in assenza di indicazioni sui parcheggi previsti per residenze ed uffici, visto che tra l'altro il Pgt non dà vincoli di destinazione, e quindi non può calcolare i flussi di traffico, a meno di una generica distribuzione 50% abitazioni e 50% uffici, come è stato fatto per le aree ferroviarie.
Vedremo cosa sarà scritto nel Rapporto Ambientale della Vas, avviata un anno fa senza la presenza di un documento da discutere con visite ed incontri dell'assessore Masseroli in vari quartieri. Gli incontri andrebbero ripetuti oggi in presenza del Documento di Piano, a pena di totale illegittimità del procedimento finora svolto per mancanza di una reale consultazione del pubblico sul documento stesso e sui numeri in esso contenuti.
Sarebbe meglio pensare come meglio far arrivare i pendolari agli uffici che già ci sono con sistemi di trasporto pubblico e di far girare i residenti in città senza auto o farli uscire di città senza auto.
E' impensabile che vendano le loro villette nell'hinterland per tornare ad abitare in citta, a fronte della differenza di prezzo delle case e del maggiore inquinamento.
Gli unici residenti di Milano che si sono preoccupati per gli effetti del Pgt sono stati quelli di San Siro, che hanno fatto intervenire la Lega Nord in loro difesa. Quelli che abitano vicino alle aree ferroviarie, alle caserme e alle altre aree non si sono ancora resi conto di cosa li aspetta nei prossimi anni.
Per costruire gli edifici i soldi ci sono sempre, per le opere di arredo urbano ed i servizi pubblici l'Assessore Masseroli ha già dichiarato che non ci sono.
Grattacielo di via Botticelli: la risposta dell'assessore Masseroli all'interrogazione del consigliere dei Verdi Baruffi (14/7/09)
Il 18 maggio scorso il capogruppo dei Verdi in consiglio comunale Baruffi aveva presentato un'interrogazione sul grattacielo di via Botticelli, da me preparata.
Ora è arrivata la risposta dell'assessore Masseroli. Nella risposta si fa riferimento agli art. 12 e 27 del regolamento edilizio. che potete trovare su questo sito.
L'indice di utilizzazione fondiaria è elevatissimo, circa 10 mq/mq, mentre la superficie coperta è il 100% del lotto, contravvenendo a tutte le regole urbanistiche ed edilizie, oltre alle linee guida che il Comune si è dato nel 2005 per approvare le residenze per studenti nelle aree private destinate a servizi pubblici.
Italia Nostra ha scritto una lettera all'assessore Masseroli.
Il Comitato Botticelli ha riassunto in un documento i suoi ultimi interventi.
I residenti dell'Isola vincono il ricorso al Tar contro il progetto di Porta Nuova (10/7/09)
Finalmente una buona notizia per tutti quelli che a Milano si battono contro i progetti speculativi di cementificazione avviati dal Sindaco Albertini e proseguiti dal Sindaco Moratti.
In gennaio il Tar aveva respinto il ricorso del Comitato "i Mille" presentato nel 2004 contro il P.I.I. Garibaldi-Repubblica grazie ad un cavillo procedurale sui termini di presentazione.
Tuttavia era rimasto in piedi un secondo ricorso presentato nel 2005 contro la variante al P.I.I. apportata in seguito al progetto della linea 5 della metropolitana e ad altre esigenze.
Il Tar, dopo aver richiesto ai ricorrenti una dettagliata relazione sui danni subiti dalla variante, ha ritenuto legittimo il loro ricorso ed ha deciso che la variante non potesse essere approvata dal Collegio di Vigilanza ma dal Consiglio Comunale e dalla Giunta Regionale, secondo lo stesso iter dell'accordo di programma relativo al P.I.I.
Ecco il testo integrale della sentenza.
Repubblica ha pubblicatio un articolo sulla sentenza ed una intervista a Picciolini del Comitato i Mille.
Non è chiaro cosa succederà ai lavori in corso davanti alla Stazione di Porta Garibaldi, dove stanno sorgendo tre torri per uffici progettate dall'architetto Pelli, di proprietà del gruppo Hines-Ligresti.
Ecomostro di via Botticelli sospeso in Conferenza dei Servizi, sarà convocata la Commissione Urbanistica del Consiglio Comunale (10/6/09)
La Conferenza dei Servizi riunita il 9/6 in via Pirelli 39 ha deciso di svolgere ulteriori approfondimenti sul progetto del residence di lusso per studenti in via Botticelli 19.
La Commissione Urbanistica del Consiglio Comunale ha deciso di discutere del progetto in una prossima riunione, a cui sarà invitato il Comitato di via Botticelli.
L'Assessore Masseroli ha detto di essere d'accordo con questa riunione. "Ci sono rilievi urbanistici da approfondire, ha dichiarato, è probabile che il progetto vada modificato, ma gli allarmismi sono fuori luogo".
La società di Farina GF1 si dice "elastica" nel recepire le osservazioni purchè i conti tornino economicamente. L'architetto Marzorati si è dichiarato solo disponibile "a ritoccare il progetto."
Il Comitato di via Botticelli ha dichiarato di essere pronto a ricorrere alle vie legali se il progetto sarà approvato.
Pesa sul progetto l'elevato prezzo incassato dall'Istituto Rizzoli per la vendita del palazzo, 12 milioni di euro se verrà concessa la sopraelevazione dell'attuale edificio, 9,5 milioni di euro in caso contrario. E' un prezzo che pesa sulla gestione economica della casa dello studente e che costringe GF1 a creare 600 posti letto e affittarli a prezzo elevato.
E' un fatto che a Milano la costruzione di case dello studente in aree private si è fermata per il prezzo troppo elevato richiesto dai proprietari dei terreni, fiutando l'affare.
Peraltro non si capisce come GF1 riuscirà a far quadrare i conti, perchè nel piano economico-finanziario che dovrà presentare al Comune il costo di acquisto del terreno dovrà essere al massimo di 611.000 euro, pari al valore di monetizzazione degli standard nell'area. Per giustificare tariffe di affitto elevato dovrà gonfiare il costo di costruzione del palazzo o i costi di gestione.
Manifestazione del Comitato Botticelli lunedì 8 giugno alle 18.30 davanti all'Istituto Rizzoli contro l'ecomostro di Città Studi (5/6/09) (aggiornato con foto e rassegna stampa il 9/6/09)
Articolo del Corriere del 8/6/09
Lunedì 8 giugno, alle 18.30, i cittadini del Comitato di Zona 3 per via
Botticelli si riuniranno in una manifestazione di protesta davanti
all’Istituto Rizzoli (via Botticelli 19) per opporsi al progetto di un
grattacielo di 16 piani fuori terra che potrebbe presto essere costruito al
posto dello storico Istituto Rizzoli.
L’Istituto Rizzoli per l’Insegnamento delle Arti Grafiche (un
edificio di 4 piani dove aveva sede l’omonima, storica scuola) è stato
acquistato lo scorso anno dall’immobiliarista Vittorio Farina, che ha in
progetto di demolirlo per costruire, sull’intero isolato, un grattacielo di
16 piani alto 55 metri con circa 600 unità abitative da adibire a residenza
per studenti che avrà un impatto paesistico, urbanistico e ambientale
DEVASTANTE.
Il tessuto urbanistico circostante è costituito da edifici universitari
con due piani fuori terra, ville e villette a schiera dei primi del 900 di due
piani fuori terra ed edifici residenziali alti in media cinque/sei piani fuori
terra. La zona è uno dei comparti unitari di valore storico- ambientale della
città di Milano.
Il progetto preliminare è stato approvato dalla Commissione edilizia del
Comune sulla base di una scheda di impatto paesistico compilatadal progettista
gravemente scorretta ove si sostiene, fra le altre cose, che “il progetto NON
comporta modifiche delle altezze, degli allineamenti degli edifici e
dell’andamento dei profili”; “il progetto NON comporta modifiche degli
ingombri volumetrici paesistici”; “l’edificio ha un’incidenza
morfologica e tipologica BASSA” e così via.
Il supposto interesse pubblico dato dalla destinazione a residenza per
studenti è soltanto uno specchietto per allodole, in quanto pare che, per fare
tornare i conti, soltanto il 10% degli alloggi sarà dato in affitto a prezzo
convenzionato, mentre il restante 90% sarà affittato a prezzi di mercato che
si dice possano aggirarsi intorno agli 800 euro mensili (per alloggi di 17 mq),
configurando l’edificio come un residence per studenti ricchi e
l’operazione come una speculazione immobiliare privata bella e buona.
Il progetto non prevede cessione di servizi di verde pubblico al
quartiere, sostituendo invece un servizio (la scuola) con un edificio
residenziale che genera richiesta di servizi per oltre 600 abitanti in più,
che il quartiere non è strutturato pe sostenere.
Martedì 9 giugno, il giorno successivo alla nostra manifestazione, si
terrà la Conferenza dei servizi che discuterà la fattibilità del progetto,
dandogli l’eventuale via libera definitivo.
I cittadini, riunitisi molti mesi fa in Comitato, hanno espresso la loro
contrarietà al progetto in tutte le sedi possibili e raccolto più di mille
firme in due settimane per un esposto al Sindaco. A nulla sono valse le nostre
proteste e le nostre buone ragioni.
LUNEDI’ 8 GIUGNO FAREMO SENTIRE ANCORA UNA
VOLTA LA NOSTRA VOCE E SAREMO IN TANTI!
il Comitato di Zona 3 per via Botticelli
Abbado ottiene di piantare gli alberi in Corso Buenos Aires, dopo anni di promesse non mantenute del Comune (27/5/09)
Il direttore di orchestra Claudio Abbado aveva posto una condizione per il suo ritorno alla direzione dell'orchestra della Scala: che fossero piantati a Milano 80.000 alberi. (leggi il suo articolo su Repubblica di oggi).
Il Comune ha accettato ed ora Repubblica annuncia che saranno piantate 80 piante in Corso Buenos Aires per i primi 800 metri, una pianta ogni 10 metri, probabilmente tra Piazza Oberdan e Piazza Lima.
Già più di dieci anni fa, quando ero consigliere di zona 3, avevo promosso un progetto di piantumazione di Corso Buenos Aires, in cui vi era un filare di alberi fino allo scavo della linea 1 del metrò. Vi erano problemi proprio per la presenza della linea del metro troppo vicino alla superficie e si era optato per piante in grandi vasi con panchine intorno.
I commercinati però non erano entusiasti, perchè temevano che chi passava in auto non vedesse più le loro insegne.
L'idea di piantare degli alberi fu ripresa nel progetto di risistemazione di Piazza Oberdan fino a viale Tunisia proposto dall'arch. Italo Rota, Assessore alla Qualità Urbana nella Giunta Formentini nel 1999, se ne prevedevano 11 in terra e 19 in vaso. L'ing. Crapanzano della MM continuò tenacemente per anni a proporlo ma mancavano sempre i finanziamenti. Il consiglio di zona 3 lo approvò nel 2002.
Ora sembra che Abbado abbia fatto un miracolo e gli alberi saranno piantati il prossimo inverno.
Aree ferroviarie dismesse: resoconto del forum (20/05/09)
Martedì 26 maggio prossimo alle 17 all'Urban Center si terrà una seconda edizione del Forum.
L'Assessore Masseroli, che ha presentato il Forum, non ha escluso che alle volumetrie massime previste si aggiungano volumetrie acquisite tramite la perequazione acquistandole da altre zone della città, come il Parco Sud, dove non si potrà costruire.
Ciò vorrebbe dire che la Vas è stata fatta su parametri che non saranno rispettati. Già ora la Vas si basa su un'ipotesi di mq di edilizia libera divisa in parti uguali tra terziario e residenza, che non è definita nelle variante di piano regolatore, e sulla base di questi dati è stata effettuata l'analisi dell'impatto sul traffico.
Nel mio intervento ho chiesto come mai nell'accordo di programma non si parli dell'utilizzo dei fondi ricavati dalle Ferrovie dalla vendita delle aree per costruire il nuovo passante ferroviario ovest e in generale di come le Ferrovie restituiranno il favore del raddoppio dell'indice di edificabilità sulle aree dismesse e ho chiesto come mai non sia stata valutata l'ipotesi di non costruire nulla sulle aree ferroviarie ma lasciarle a verde.
Masseroli mi ha risposto che lui non ha mai parlato di nuovo passante ferroviario ovest e che gli basta che vengano in parte coperti i binari, si aumentino le stazioni sulle linea dei treni intorno a Milano, si eviti che le aree abbandonate dalle Ferrovie diventino degradate.
Ho chiesto di non lasciare che le ferrovie facciano un concorso privato sulle varie aree, vendendole al miglior offerente e non a chi propone il progetto più aderente alla esigenze della città. Si ripeterebbe il caso del PII Fiera-Citylife, in cui la proposta migliore per la collocazione e altezza degli edifici è stata fatta dall'Arch. Piano ma non si è potuto realizzarla perchè la Pirelli RE, di cui era il progettista, aveva offerto meno della cordata CityLife.
A mio parere il Comune dovrebbe definire con un concorso d'idee la schema planivolumetrico ottimale degli edifici e poi gli acquirenti delle varie aree dovrebbero fare le loro proposte economiche di acquisto dei terreni.
Attualmente il planivolumetrico di massima è inserito nelle linee guida ma il suo rispetto non è reso obbligatorio .
In generale la variante del Piano Regolatore é troppo generica e lascia alla giunta, che approverà i PII, troppa libertà rispetto al Consiglio Comunale e alla città.
E' emerso infine dallo studio trasportistico che le aree Porta-Genova e scalo Farini avranno un fortissimo aumento del traffico in seguito all'intervento ( 20.000 abitanti, 20.000 addetti e 20.000 visitatori al giorno).
Infine ho chiesto che non vengano previsti parcheggi ad uso terziario in quanto attirerebbero traffico aggiuntivo.
Aree ferroviarie dismesse: forum pubblico sull'accordo di programma lunedì 18 maggio alle 18 (15/5/09)
Lunedì 18 maggio alle ore 18.00 presso la sala PUNTO-EXPO del Passante Ferroviario Stazione FS Milano-Garibaldi, si terrà il FORUM PUBBLICO per la Valutazione Ambientale Strategica dell'Accordo di Programma in variante al Piano Regolatore Generale per le Aree ferroviarie dismesse e in dismissione nel Comune di Milano.
Il forum costituisce la consultazione obbligatoria del pubblico prevista dalla VAS.
Vedi notizia sul sito del Comune.
Ecco i documenti più importanti:
Si tratta di più di 1 milione di metri quadrati nelle stazioni Farini, Greco Breda, Porta Romana, Rogoredo, Porta Genova, San Cristoforo, Lambrate. Ecco i dati principali dell'accordo di programma.
| Comparto | Ambito | Superficie | Slp min | Ind. min | Slp max | Ind. max | Superficie comp. | Slp max. comp. | Ind. Comp | % sup. a verde attesa | Sup. + binari | Sup. comp. min. aree interesse generale |
| Nord | Farini | 631.250 | 533.000 | 0,84 | 703.450 | 550.000 | 0,78 | 50 | 315.625 | 138.000 | ||
| Greco-Breda | 72.200 | 33.000 | 0,46 | 60 | 43.320 | |||||||
| Lugano | Lugano | 21.750 | 16.000 | 5.000 | ||||||||
| Sud | Porta Romana | 216.550 | 163.000 | 0,75 | 190.000 | 0,88 | 344.450 | 232.000 | 0,67 | 50 | 108.275 | 54.000 |
| Rogoredo | 22.550 | 16.000 | 0,71 | 22.000 | 0,98 | 40 | 9.020 | |||||
| P.ta Genova | 105.350 | 26.000 | 0,25 | 47.000 | 0,45 | 60 | 63.210 | |||||
| S. Cristoforo | S. Cristoforo | 174.050 | 0 | 15.000 | 0,09 | 174.050 | 15.000 | 0,09 | 80 | 139.240 | 13.000 | |
| Lambrate | Lambrate | 69.300 | 34.000 | 0,49 | 34.000 | 0,49 | 69.300 | 34.000 | 0,49 | 50 | 34.650 | 34.000 |
| Totale | 1.313.000 | 1.291.250 | 847.000 | 0,66 | 713.340 | 244.000 |

I link per la documentazione depositata sono:
In febbraio avevo depositato delle osservazioni i cui contenuti ribadirò nel Forum.
Chiunque può intervenire per discutere i contenuto della Vas.
Martedì 26 maggio prossimo alle 17 all'Urban Center si terrà una seconda edizione del Forum.
I parcheggi sotterranei di Città Studi e il grattacielo di Via Botticelli al centro di un dibattito ed una mostra in Triennale sabato 9 maggio alle 15 (8/5/09)
L’associazione AR.RI.VI presenta CITTA’ STUDI DALL’ ALTO E DAL BASSO nei giorni 8-9-10 maggio, presso la Triennale di Milano, in occasione di InCONTEMPORANEA 3 (8/5/09)
InCONTEMPORANEA, la rete dell’arte, è un progetto promosso dalla Provincia di Milano per la valorizzazione dell’arte contemporanea intesa quale risorsa per lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio.
Saranno esposte le documentazioni fornite dai vari Comitati di cittadini che in Città Studi combattono per il loro territorio ed un video “Città Studi dall’alto e dal basso” alla cui realizzazione hanno partecipato gli stessi Comitati e la Banda degli ottoni a scoppio; in una cartina appositamente realizzata si vedranno, cerchiati in rosso, i luoghi della battaglia (passata, presente o annunciata) contro box sotterranei: via Ampère, piazza Aspromonte, piazzale Bacone, via Bazzini, piazza Bernini, via Canaletto e piazza Guardi, via Frapolli, piazza Gobetti, piazzale Lavater, piazza Leonardo Da Vinci, largo Murani, piazza Novelli, largo Rio De Janeiro; contro abbattimenti e nuove costruzioni: via Jommelli ove a suo tempo sono state fatte concessioni edilizie «d’eccezione» per la tristemente nota clinica S. Rita, via Sangallo, ove si sta elevando - con relativi scavi per box interrati - una residenza di 8 piani chiamata Ciak al posto dell’omonimo teatro, via Botticelli 19 e via Mangiagalli 18, ove al posto dell’Istituto Rizzoli per le arti grafiche e di una sede universitaria ottocentesca, con motivazioni opinabili si vorrebbe costruire su un intero isolato - con relativi scavi per box interrati - un grattacielo «residenziale» per 600 unità abitative.
Su questo ultimo soggetto saranno in particolare esposte due opere di Ugo La Pietra: "Il Monumentalismo" (1970: L'architettura monumentale e l'estetizzazione delle regole espressive. L'estetizzazione di una società invece della sua realizzazione) e "Campus di via Botticelli" (2009, un Campus universitario in verticale e l'organizzazione della vita e della ricerca in un unica direzione invece che in tutte le direzioni).
Sabato 9 maggio alle ore 15 , presso la saletta lab della Triennale, sempre a cura della Associazione AR.RI.VI. si terrà un dibattito “Il territorio conteso”, vertente su quali siano i diritti dei cittadini rispetto ai luoghi in cui vivono; parteciperanno all’incontro, allo stesso La Pietra, Pierluigi Cervellati, Marco Romano, Gabi Scardi e Roberto Prina (della rete Comitati). Tutti sono invitati a partecipare, l’ingresso in Triennale nelle tre giornate è gratuito.
La Regione lascia morire il grande faggio, una delle due piante sopravvissute del Bosco di Gioia e la sostituisce con un alberello (8/5/09)
E' morto il grande faggio rosso (vedi foto1, foto 2 e foto 3 del 2005) di via Algarotti angolo via Melchiorre Gioia, una due delle piante più belle del Bosco di Gioia che la Regione aveva acconsentito a lasciare sul posto in quanto compatibile con il progetto dell'Altra Sede della Regione, al termine di una trattativa con i residenti e Lega Ambiente. L'altra è una magnolia che è sopravvissuta finora al cantiere.
Intorno al faggio erano state messe le paratie dello scavo, ma evidentemente o lo spazio delle radici era insufficiente o la pianta non è stata annaffiata a dovere ed il terreno alla base non curato.
Al posto del grande faggio, alto almeno 15 metri e vecchio di 50 anni, è stato piantato un giovane albero (vedi foto1 e foto2) che metterà anni ad arrivare alle stesse dimensioni.
In cambio il grattacielo di Formigoni cresce rapidamente verso il cielo ed ha superato in questi giorni l'altezza del Pirellone (130 metri). Il cemento vince sul verde !
Comunicato di Carlo Monguzzi, Consigliere regionale dei Verdi
Milano, 8 maggio 2009 - Nel giorno in cui Altra Sede supera in altezza il Pirellone, evento simbolico della grandeur formigoniana, apprendiamo che altri simboli cadono. E' infatti morto uno dei due alberi del Bosco di Gioia, in precedenza scampato, insieme a una magnolia, alle ruspe e alle gru che stanno edificando il grattacielo di Formigoni. Al posto del faggio rosso, alto più di dieci metri, che si trovava all'angolo tra via Algarotti e via Melchiorre Gioia, è stato piantato un faggio piccolo piccolo. Su più di 200 alberi del Bosco di Gioia abbattuti per far posto al cantiere di Altra Sede, la Regione aveva detto che i due alberi sopravissuti sarebbero stati i simboli della nuova sede. Oggi uno dei simboli non c'è più.
Monguzzi
sull'Altra sede della Regione: “Uno spreco da 580 milioni sottratti a spese
socialmente più utili. Risparmi sugli affitti di 25 milioni l’anno? Sono
cifre Formigoniane a noi risultano solo 14. Formigoni ce l’ha più alto ma i
conti non tornano” (8/5/09)
“La nuova sede di Regione Lombardia, il faraonico grattacielo denominato Altra Sede che oggi supererà il Pirellone per la gloria di Formigoni, rappresenta un vero e proprio spreco di denaro pubblico da 580 milioni sottratti a spese socialmente più utili, come le case per chi ne ha bisogno, l’acquisto di nuovi treni, gli incentivi per la diffusione di mezzi a minori emissioni. Inoltre non è ancora chiaro quale sia il risparmio per Regione Lombardia”.
Lo dichiara il Consigliere regionale dei Verdi Carlo Monguzzi: “400 milioni sono stati spesi per la realizzazione dell’opera e l’acquisto dell’area al Comune di Milano. 180 per l’acquisto della sede di Via Taramelli – Via Pola – Via Rossellini – Il totale fa 580 milioni. Nella comunicazione dell’assessore Colozzi del dicembre scorso si apprende che dal 2011, dopo i traslochi degli uffici nella nuova sede, in Via Taramelli avanzeranno 40 mila metri quadri di spazi. Se è vero che nell’Altra Sede gli spazi a disposizione della giunta saranno circa 60 mila metri quadri, non si capisce l’utilità dell’operazione”.
“C’è
inoltre il capitolo risparmio sugli affitti – continua il consigliere
regionale.
Grattacielo di via Botticelli: il consiglio di zona 3 approva il progetto con 21 voti a favore (Pdl e Udc) e 15 contro (gli altri partiti), assemblea di quartiere l'11 maggio alle 21 (7/5/09) (aggiornato il 10/5)
Leggi l'articolo del Corriere di domenica 10 maggio: «Un ecomostro travestito da campus» di Paola d'Amico.
La data dell'assemblea nell'articolo è sbagliata, è confermata per lunedì 11 maggio.
Guarda i dettagli del progetto
Alla presenza di numerosi residenti che sono intervenuti in apertura di seduta contro il progetto e dopo un lungo dibattito, il consiglio di zona 3 ha approvato la mozione del consigliere del Pdl Certani, che approva il progetto ponendo una serie di richieste sul contenuto della convenzione e sulle opere da eseguire nella zona 3.
La mozione è passata con 21 voti a favore, il Pdl e Udc, e 15 contrari, l'opposizione di centro sinistra e la Lega Nord.
Precedentemente era stata bocciata la mozione presentata dalla consigliera De Luca dei Verdi e sostenuta da tutta l'opposizione di centro sinistra e dalla Lega Nord con 15 voti a favore, 20 contro e un astenuto.
I residenti hanno convocato un'assemblea di quartiere lunedì 11 maggio alle ore 21 presso lo Studio 28 in via Moretto 28 per parlare delle prossime mosse e organizzarsi.
Grattacielo di via Botticelli: giovedì 7 maggio dalle 18.30 il consiglio di zona 3 dà il parere al permesso di costruire, mobilitazione dei residenti contro il progetto (6/5/09)
Il Consiglio di Zona 3 si riunisce giovedì 7 maggio alle 18.30 in via Sansovino 9 per dare un parere sul permesso di costruire del grattacielo di via Botticelli 19.
Il Comitato di Zona 3 di via Botticelli ed il Comitato contro l'Elefante hanno diffuso un volantino con un appello alla presenza dei residenti contrari al progetto in modo da fare pressione sui consiglieri favorevoli al progetto.
Alcuni residenti hanno inviato una lettera ai tutti i consiglieri.
Nella commissione urbanistica del 5 maggio, svoltasi a porte chiuse ma con la presenza della società GF1 che vuole costruire il grattacielo, il Pdl ha avviato una trattativa con i proprietari sulla convenzione per approvare il progetto a condizione di aumentare il numero dei posti letto per studenti a prezzo convenzionato dal 10 al 25%, portare la durata della convenzione da 20 a 40 anni, fissare un prezzo concorrenziale per i posti letto a canone libero aumentando a 2 i posti letto per stanza, aprire i servizi interni ai residenti, prevedere una palestra ed una piscina coperta, aumentare i posto auto per renderli disponibili anche ai residenti, realizzare due campetti di calcio in via Valvassore Peroni, riqualificare piazza Leonardo da Vinci.
Il Pd e la Lista Ferrante hanno chiesto invece di restituire la pratica al Comune in quanto manca il dettaglio della Convenzione, rimandandola al Consiglio di Zona per un parere quando questa sia stata definita con la proprietà in tutti i suoi aspetti economici (durata, tariffa dei posti letto, utilizzo degli oneri di urbanizzazione) come succede sempre per i progetti urbanistici.
Il Pd e la Lista Ferrante ritengono comunque interessante il progetto ma chiedono di ridurne l'impatto ambientale diminuendo in modo significativo l'altezza, oltre ad aumentare il numero dei posti letto convenzionati, fissare prezzi accessibili agli studenti, rendere fruibili da parte dei residenti i servizi e i posti auto, utilizzare gli oneri di urbanizzazione per ristrutturare il centro polisportivo Crespi in via Valvassore Peroni.
I Verdi e la Lega Nord hanno chiesto semplicemente di portare a 5 piani l'edificio, pari all'altezza attuale dell'Istituto Rizzoli.
Facchin della Lista Fo non ha partecipato alla commissione perchè in disaccordo con la procedura di trattativa con la società GF1.
La maggioranza del consiglio di zona sta quindi preparandosi ad approvare il progetto ignorando il suo impatto sul quartiere in termini di dimensione dell'edificio e numero degli studenti alloggiati, un numero molto elevato in rapporto alla dimensione delle altre case dello studente cittadine (al massimo 300 posti letto) che sicuramente avrà un forte impatto sul quartiere in tutte le ore del giorno e della notte.
Per rendere più accettabile il progetto presso l'opinione pubblica si sta cercando di ottenere qualche vantaggio economico, ma in altre parti della zona 3, ignorando le proteste dei residenti a fronte di un presunto interesse pubblico. In commissione la consigliera Borsani è arrivata a sostenere che il cosiddetto "Cremlino" in via Colombo è alto 15 piani, quando ne ha solo 8.
Intanto una visita mia e della Consigliera dei Verdi de Luca negli uffici del Comune in via Pirelli 39 ha permesso di scoprire i seguenti fatti:
il progetto è incompatibile con l'attuale piano regolatore in quanto nell'area prevede solo un istituto di istruzione superiore (SIA4) e quindi fino all'approvazione definitiva del nuovo PRG con il piano dei servizi il permesso di costruire non potrà essere approvato
la definizione degli aspetti economici della convenzione spetta all'ufficio valorizzazione stabili comunali che ha propri criteri per le case dello studente e non al consiglio di zona che deve solo dare un parere socio-ambientale
eventuali "regali" alla zona da parte del proprietario oltre agli oneri di urbanizzazione obbligatori per legge (circa 1,5 milioni di euro) farebbero aumentare la tariffa dei posti letto, a svantaggio degli studenti
recentemente i proprietari delle aree, fiutando l'affare, hanno aumentato notevolmente il costo di vendita dei terreni fermando completamente le nuove iniziative di costruzione di case dello studente; è proprio il caso dell'elevato costo di acquisizione dell'area da parte di GF1 (12 milioni di euro) che la costringe a costruire un edificio enorme per distribuire i costi su un elevato numero di studenti, con un elevato impatto sul quartiere, e a prevedere rette elevate e pochi posti letto convenzionati
Si è verificato oggi un fatto nuovo in consiglio comunale: il consigliere dei Verdi Baruffi, dopo il suo intervento in aula, ha fatto approvare a larga maggioranza (42 a favore, 4 astenuti) un ordine del giorno relativo al trasferimento dell'Istituto dei Tumori e dell'Istituto Neurologico Besta a Vialba:
Qualora il trasferimento della gran parte delle attività sanitarie dell'Istituto dei Tumori e del Besta da Città Studi all'Area del Sacco determinasse una nuova disponibilità di aree e di edifici di proprietà pubblica a città studi;
premesso che in zona città studi esiste una domanda di residenza per studenti a costi contenuti;
premesso che gli uffici dell'urbanistica stanno esaminando progetti privati per la realizzazione di nuovi edifici di grandi dimensioni in zona Città Studi destinati in minima parte a residenza per studenti convenzionata;
si invita l'assessore competente ad adoperarsi con gli altri interlocutori pubblici che possiedono le aree e gli edifici che verranno dismessi in Città Studi del Besta e dell'Istituto dei T tumori perchè venga presa in considerazione come prioritaria la realizzazione di residenze temporanee per studenti a costi contenuti negli spazi che saranno liberati.
In questa situazione il progetto di via Botticelli diventa di scarsa utilità pubblica, qualificandosi come residence di lusso e speculazione edilizia dell'Istitituto Rizzoli che ricaverà ben 12 milioni di euro dalla vendita del terreno e della GF1 che spera di fare molti utili nella sua gestione, accorpando nei costi dei posti letti servizi aggiuntivi a caro prezzo.
Vedremo se il consiglio di zona 3 avrà il coraggio di approvare un progetto in contrasto con il piano regolatore e con vaghe promesse sulla convenzione che potrebbero non essere mantenute nella trattativa tra la GF1 e i tecnici comunali.
Grattacielo di via Botticelli: la commissione urbanistica della zona 3 approva il permesso di costruire, un articolo di Repubblica (30/4/09)
Repubblica ha pubblicato un articolo sul grattacielo: Rivolta contro il campus, "sarà un ecomostro".
In apertura di seduta il presidente Certani ha informato il consiglio che il settore urbanistica avrebbe dato un parere contrario in conferenza di servizi, in quanto il Piano Regolatore di Milano non consente interventi di privati in aree a servizi intercomunali, come da me già osservato in un esposto al Comune.
Grattacielo di via Botticelli: il permesso di costruire sarà discusso in commissione urbanistica della zona 3 il 29 aprile alle 19, e in assemblea di quartiere l'11 maggio (27/4/09)
Il Comitato di via Botticelli invita i cittadini a mobilitarsi in fretta per evitare l'abbattimento del Rizzoli e la costruzione di un edificio che avrebbe un impatto paesistico e urbanistico devastante (vedi notizia precedente)
L'assemblea di quartiere è convocata per LUNEDI' 11 MAGGIO alle ore 21.00 presso lo Studio 28 in via Moretto da Brescia 28 (vedi volantino).
MERCOLEDI' 29 APRILE, alle ore 19.00, in via Sansovino 9, la Commissione urbanistica del Consiglio di Zona 3 si riunirà per la presentazione del progetto definitivo e per l'istruttoria. La seduta è aperta ai cittadini.
La votazione della Commissione urbanistica del Consiglio di Zona sul permesso di costruire avverrà GIOVEDI' 30 APRILE, ma la seduta NON sarà aperta ai cittadini.
Il 7 MAGGIO il Consiglio di Zona al completo voterà il parere sul permesso di costruire. La seduta sarà aperta ai cittadini.
L'Assessore Simini ha discusso di parcheggi sotterranei con consiglieri e cittadini in zona 3 (20/3/09)
I comitati antiparcheggi erano presenti in massa al consiglio straordinario sui parcheggi sotterranei di mercoledì 18 marzo, con la presenza dell'assessore ai lavori pubblici Simini.
C'era anche qualche cittadino che ha prenotato un box, che ha potuto intervenire per par condicio.
Ogni comitato ha espresso le sue rimostranze, anch'io sono intervenuto contro il parcheggio previsto in Piazza Oberdan, che ho chiesto che sia cancellato dal piano parcheggi dato che nel sottosuolo ci sono certamente i resti dello sperone delle Mura Spagnole.
L'ing. Gianni è intervenuto contro i parcheggi di via Ampere e piazza Bernini, Eddi Cambiaghi contro il parcheggio di piazza Rio de Janeiro, Piccinini contro il parcheggio di piazza Gobetti, altri sono intervenuti contro quello di Piazzale Lavater e su quello di Piazza Novelli.
A tutti ha risposto l'Assessore Simini che ha difeso il suo operato e quello della Direzione Parcheggi; non ha detto nulla di nuovo rispetto a quanto detto in altri incontri sui parcheggi, ed in particolare ha difeso l'uso dei tiranti ritenendo che il caso dei danni ai palazzi di via Ampere è stato eccezionale e ha sostenuto che il Comune non deve intervenire sulle problematiche dei parcheggi per residenti, in quanto si limita a rilasciare l'autorizzazione ad eseguire i lavori e non è responsabile di eventuali danni agli edifici.
Ha sostenuto invece di non avere competenza sul futuro piano parcheggi o sulla cancellazione di quelli ancora non iniziati, che dipendono dall'assessore al traffico Croci. Per il futuro è favorevole alla costruzione di parcheggi meccanizzati da 100 posti, molto più piccoli di quelli tradizionali che si stanno costruendo ora.
Ha fornito come esempio di sistemazioni di successo quelle di piazzale Dateo e Piazza Risorgimento, piene di grate di areazione e con alberi molto più piccoli di quelli preesistenti, il grande cedro dei libano al centro di piazza Dateo è stato tagliato.
Per Piazza Novelli ha dichiarato che la presenza dell'elettrodotto alla profondità di 4 metri, invece dei 2 indicati nelle carte, costringe l'impresa a modificare il secondo lotto del parcheggio, per abbassarnee la quota. Vi saranno dei ritardi non recuperabili nei lavori.
Per piazzale Lavater ha sostenuto che lo scavo non danneggerà gli alberi intorno, nonostante l'evidenza che le attuali radici si estendono oltre i due metri di rispetto previsti.
Per Bazzini lo scavo top-down reso obbligatorio dai ricorsi dei condominii confinanti ha provocato un allungamento dei tempi ed un aumento dei costi.
Su Ampere è intervenuto l'ing. Valtorta, responsabile della Direzione Parcheggi, che ha spiegato che il Comune non ha autorizzato il compeltamento delle opere e che, a causa dei danni provocati agli edifici in fase di scavo, il parcheggio è meno profondo del previsto e ci sarà meno terra in superficie per gli alberi (1,5 metri invece di 2,5).
Alla fine della riunione il consiglio di zona ha bocciato una delibera dell'opposizione che chiedeva maggiore consultazione e controllo su queste opere.
La seduta non ha fatto cambiare idea a nessuno e l'opposizione di molti residenti ai parcheggi rimane uguale a prima.
Quanto all'unico parcheggio veramente utile, quello di corrispondenza di Lambrate, i lavori non iniziano perchè dovrà essere realizzato dalla ATM insieme ai parcheggi Lanza e Paleocapa vicino al Castello e su questi ci sono problemi per l'esistenza dei resti delle mura spagnole.
Con la legge sulla casa di Berlusconi arriverà una nuova deturpazione delle case di Milano (13/3/09) (aggiornato il 23/3/09)
Salvatore Settis su Repubblica: Con il piano casa a rischio anche gli edifici storici (21.3.09)
Wwf, Legambiente e Verdi: Il piano casa è un attentato senza precedenti al belpaese
La legge regionale che attuerà le indicazioni della legge sulla casa di Berlusconi provocherà più danni del recupero dei sottotetti: tutte le case si potranno alzare di un piano, quelle più alte di sette piani di due piani, quello più alte di 10 piani di tre ecc. (aumento del 30% della volumetria esistente).
I capannoni nei cortili delle case potranno essere demoliti e trasformati in residenze ancora più alte di come si fa oggi, oscurando la vista degli attuali residenti. Si scateneranno contenziosi legali sulle vedute tra vicini di casa.
Con la sostituzione della denuncia di inizio attività con a una semplice dichiarazione giurata del progettista diminuiranno le possibilità di controllo da parte del Comune dei progetti edilizi e di ricorso legale da parte dei vicini.
Chi ha votato per Berlusconi se ne pentirà!
Firma la petizione contro la nuova legge sul sito di Repubblica
L'assessore Simini interviene in consiglio di zona 3 sui parcheggi mercoledì 18 marzo alle 18.30, i comitati antiparcheggi si mobilitano (12/3/09)
Mercoledì 18 marzo alle 18,30* si terrà una importante seduta del Consiglio di Zona 3 a carattere monotematico sui tanti e pesanti problemi verificatesi nei cantieri aperti per la costruzione di box sotterranei in diverse aree pubbliche della nostra zona.
Sarà presente l'Assessore alle Infrasrutture e Lavori Pubblici, Bruno Simini.
Il Consiglio di zona è stato convocato dopo che - già nel mese didicembre 2008 -- i consiglierri Der Luca e Prini avevano presentato una mozione urgente chiedendo la presenza dell'assessore Simini in Consiglio per relazionare su tutte le criticità oggi aperte dai vari progetti: localizzazioni contestate dai residenti, danni agli edifici circostanti, disagi per i cittadini e per i commercianti a causa del protrarsi dei tempi di realizzazione, mancanza di informazioni sui progetti, scarsa qualità nelle realizzazioni.
Ecco la situazione dei parhceggi in zona 3:
Intervieni sul forum di Repubblica per dare un nome al grattacielo di Formigoni e criticare l'operazione (13/2/09)
Repubblica ha lanciato un forum per dare un nome al grattacielo di Formigoni in costruzioni dove c'era il Bosco di Gioia.
Numerosi sono i commenti critici sull'operazione immobiliare della Regione Lombardia e alcuni ricordano la distruzione del Bosco di Gioia nel 2005 ed il testamento del 1964 di Giuditta Sommaruga, che voleva che l'area fosse destinata "a scopi ospedalieri per lenire le sofferenze dell'umanità".
Puoi votare i commenti migliori ed aggiungere un tuo commento dopo esserti registrato al sito.
Il Taglialegna mi sembra il nome migliore, ricordando il taglio del Bosco di Gioia (nome proposto da drcool il 16 febbraio alle 15:39).
Parcheggio di via Benedetto Marcello: sistemazione a verde entro giugno (13/2/09)
Dopo tre anni dal completamento del parcheggio finalmente il Comune ha autorizzato la cooperativa Silos Buenos Aires a sistemare la copertura a verde.
Se ne è parlato lunedì 9 febbraio in consiglio di zona 3 alla presenza dell’ing. Valtorta, responsabile della Direzione Parcheggi, del presidente del consiglio di zona Viola, di numerosi consiglieri e residenti.
Non si prevede più uno spazio per le bancarelle del mercato sopra il parcheggio: ci sarà un doppio filare di tigli e carpini, al centro un campo giochi per bambini, verso via Scarlatti una pista di schettinaggio, delle aiuole racchiuderanno i due spazi giochi. L’Orso Marcello sarà posizionato verso via Petrella vicino all’entrata pedonale al parcheggio (vedi rendering e tavola).
Le bancarelle continueranno come ora ad occupare la sede stradale.
Il progetto dell’arch. Vercelloni è stato approvato dalla Commissione Edilizia in dicembre e dalla Giunta in gennaio, il permesso di costruire è stato rilasciato a fine gennaio.
Entro marzo saranno piantati gli alberi ed entro giugno saranno completati tutti i lavori.
La manutenzione del verde e dell’arredo di superficie sarà assicurata dal condominio fino al 2087. Sono ancora da definire i costi a carico del condominio e quelli a carico del Comune, visto che si tratta di un’area aperta a qualunque forma di vandalismo.
Il costo di realizzazione aggiuntivo rispetto a quanto previsto inizialmente è di 130.000 euro, pagato dalla cooperativa con i corrispettivi di concessione del parcheggio. Rimangono da spendere nel quartiere 886.000 euro.
Il sig. Ravasi in rappresentanza delle associazioni dei residenti ha chiesto di utilizzare questi fondi per chiudere di notte l’area con una recinzione alta due metri che preservi il verde e i giochi e per sistemare le vie Mercadante, Gomes, Scarlatti e Benedetto Marcello.
Il sig. Miscio della Soinso ha chiesto al Comune di creare una specifica voce di bilancio dove accantonare i corrispettivi di concessione dei vari parcheggi di Milano (attualmente 4 milioni di euro), impegnandosi ad utilizzarli solo per opere di superficie che riqualifichino le varie zone impedendo il parcheggio selvaggio, visto che la filosofia del piano parcheggi è sempre stata di togliere auto in superficie e metterle sotto terra. Altrimenti c’è il rischio che siano spesi per altre opere o per le spese correnti.
Alcuni residenti hanno chiesto di sistemare a verde anche la parte di via Benedetto Marcello tra via Vitruvio e via Scarlatti, attualmente occupata dal mercato e da un parcheggio. In quest’area era prevista da una vecchia convenzione la costruzione di un parcheggio a rotazione interrato ma poi il progetto è stato accantonato.
Non si è parlato invece del futuro del mercato settimanale, che sembra destinato a rimanere nelle vie attuali.
Grattacielo di via Botticelli: la discussione in consiglio di zona e la normativa (12/2/09)
Venerdì 6 febbraio (vedi notizia) si è tenuta in commissione urbanistica del consiglio di zona 3 la discussione sul grattacielo per studenti di via Bottticelli 19.
E' intervenuto il proprietario Farina, il sig. Russo di GF1 e il progettista arch. Marzorati. La sala era affollata dei residenti del quartiere, ostili al progetto di casa dello studente di lusso definito un ecomostro per la sua dimensione e impatto.
Dalla presentazione con i rendering si è capito che si tratta di un residence per studenti di lusso; il modello è il Nido del centro di Londra (vedi sito www.nidolondon.com) dove i prezzi si aggirano sui 1.200 euro al mese per stanza singola per 950 studenti.
Il prezzo previsto è di 800 euro al mese e solo il 10% deggli alloggi avrà un prezzo convenzionato alle tariffe mensili fissate dalla Regione (350 € stanza singola, 280 € stanza doppia, 500 € minialloggio singolo, 380 € minialloggio doppio, non si sa ancora come saranno qualificati i posti letto, se stanze o minialloggi).
Nel mio intervento ho chiesto perchè non venivano affittati a prezzo convenzionato tutti i posti letto, Farina mi ha risposto che avrebbe dovuto prevedere 1200 posti letto per equilibrare i costi.
In effetti alla convenzione con il Comune sarà allegato un piano finanziario in cui il proprietario giustificherà i prezzi di affitto elevati ed il basso numero di posti convenzionati con gli elevati costi di acquisto dell'area, costruzione e gestione.
Farina ha dichiarato che i costi arriveranno a 100 milioni di euro, ma a mio parere saranno più bassi perchè il costo di acquisto è di 12 milioni di euro, il costo di costruzione sarà di circa 45 milioni (1500 € a mq di slp per 30.000 mq), gli oneri di urbanizzazione circa 4 milioni di euro con lo sconto del 30% per il risparmio energetico per un totale di 61 milioni di euro. Bisognerà vedere se aggiungerà costi di arredamento e progettazione stratosferici.
Oltre all'affitto il proprietario incasserà gli utili dei servizi aggiuntivi come ristorante, lavanderia, auditorium, posti auto, negozi che saranno utilizzati sia dagli studenti che dagli esterni. E' prevedibile che i 160 posti auto non siano tutti utilizzati dagli ospiti del residence.
Farina ha risposto che la redditività dell'investimento sarà solo del 6% a cui andrà sottratto il costo dell'indebitamento bancario, attualmente del 3%, ma credo che si sbaglia per difetto.
La delibera della giunta comunale che ha definito i criteri per la valutazione di proposte di intervento di edilizia residenziale universitaria consente uno scostamento dalle tariffe regionali solo in base al piano finanziario. L'indice di utilizzazione territoriale di massima previsto è 0,75 mq/mq quando qui siamo a 13 mq/mq, un'enormità.
Nel mio intervento ho sostenuto che l'iniziativa sarebbe di interesse pubblico se costruita in un'area più periferica in cui il costo del terreno è minore e con criteri più spartani, in modo da consentire tariffe più basse su un maggior numero di posti letto. L'operazione stile Nido è invece un'operazione speculativa che si avvantaggia della possibilità di costruire in altezza senza limiti di indice di edificazione, trattandosi di un'area a servizi.
L'Arch. Maffioletti, in rappresentanza dei residenti, ha evidenziato come la struttura genera comunque la necessità di servizi esterni, in quanto non tutto potrà essere offerto all'interno; così un quartiere residenziale tranquillo e silenzioso si riempirà nelle ore notturne di una notevole frequentazione giovanile (600 persone più i loro amici). Inoltre gli strudenti avranno bisogno di verde e posti macchina gratuiti, che non ci sono. Ha ribadito inoltre l'eccessivo impatto dell'edificio di 15 piani in un quartiere di case di dei primi del novecento di due piani.
Il prof. Dapri del Politecnico ha evidenziato che si tratta di un edificio fuori scala la cui presenza in quel posto non è giustificata da un interesse generale. Altri interventi hanno criticato i rendering in cui gli edifici prfeesistenti sono stati rappresentati con delle altezze eccessive rispetto alla realtà, in cui sulla piazza si affacciano solo edifici a due piani.
I consiglieri di zona presenti si sono espressi con pareri diversi: contrari Verdi, Lista Fo, Rifondazione, Lega Nord, favorevole l'Udc e alcuni di Forza Italia, critico sulle dimensioni dell'edificio il Pd, che ha comunque richiesto che gli oneri di urbanizzazione siano spesi per riqualificare gli impianti sportivi della zona 3 in base ad un concorso di idee, come da un suo comunicato stampa.
La proprietà ha dichiarato che ha già ottenuto le autorizzazioniu di Asl, Vigili del Fuoco, autorità aeroportuale e che è già stata presentata al Comune una bozza di convenzione. A breve sarà richiesto il permesso di costruire convenzionato sui cui il consiglio di zona dovrà dare un parere non vincolante. Farina ha dichiarato che sono in corso contatti con il rettore dell'Università Statale Decleva per includere nel progetto delle aule di informatica per la Facoltà di Matematica che sta di fronte. Di questi contatti però la Facoltà non sa nulla.
Dopo la consegna al Comune delle mille firme contro il progetto il comitato dei residenti proseguirà con le sue iniziative politiche e legali ed ha respinto l'offerta di aprire una trattativa con la proprietà.
Limiti massimi di rumore: la classificazione completa di Milano (10/2/09)
Ecco il rapporto del Comune e le tavole della classificazione acustica di Milano:
tavole 1:10.000 :
Vedi anche le notizie del 21/1 e del 18/1.
Dopo l'adozione in consiglio comunale chiunque potrà presentare osservazioni per riclassificare la propria zona in una classe più bassa.
Sito del gruppo di lavoro della zona 6 sull'azzonamento acustico.
Grattacielo di via Botticelli 19: seduta della Commissione Urbanistica del Consiglio di Zona 3 venerdì 6 febbraio dalle 18.30 alle 20.30 in via Sansovino 9 (5/2/09) (aggiornato il 8/2/09)
Il Corriere ha pubblicato domenica 9 febbraio l'articolo: Città Studi, un gigante in mezzo al liberty, case di lusso, altro che alloggi per studenti.
Sono state raccolte finora 1.076 firme di sottoscrizione dell'esposto al Sindaco Letizia Moratti contro la costruzione di un edificio di 15 piani al posto dell'Istituto Rizzoli, in via Botticelli 19 (vedi esposto, volantino)
L'esposto, completo delle firme originali, è stato protocollato questa mattina a Palazzo Marino.
Il prossimo appuntamento è la riunione della Commissione Urbanistica del Consiglio di Zona 3, venerdì 6 febbraio alle 18.30 in via Sansovino 9.
Alla Commissione, convocata specificatamente per discutere il progetto di Botticelli 19, sarà presentata una copia dell'esposto e delle firme raccolte.
Il Comitato di Zona 3 per via Botticelli fa appello per una partecipazione numerosa dei residenti, perché il Consiglio di Zona sappia che sono contrari a questo progetto dal devastante impatto ambientale e urbanistico. All'incontro è stata invitata la proprietà dell'edificio.
Oggi C6tv (www.c6tv.it) ha mandato su web una lunga intervista online di Paola Ceretta ad alcuni membri del comitato che sarà rimandata in onda questa sera. Una parte dell'intervista è nell'archivio di C6tv .
Il comitato ha incontrato negli scorsi giorni i consiglieri comunali Baruffi
dei Verdi, Martinelli del Pd, Montalbetti della Lista Ferrante, Salvini della
Lega Nord, De Angelis del Gruppo misto. I Consiglieri hanno ascoltato con
attenzione quanto esposto dalla delegazione ed hanno garantito il loro
interessamento perchè l'Amministrazione operi con legittimità e
nell'interesse della popolazione.
Azzonamento acustico: il comune respinge le osservazioni dei consigli di zona, assemblea domenica 25 gennaio (21/1/09)
Il Comune, dopo aver chiesto il parere dei consigli di zona, ne ha ignorato tutte le osservazioni e procede con il pessimo piano di azzonamento acustico, mandando in consiglio comunale un piano inaccettabile (vedi delibera).
E' stata convocata un'assemblea cittadina contro il piano domenica 25 gennaio alle 9.45 in via della Capinera 6 (MM 1 Inganni) presso il Corcolo Gobetti.
Nel corso dell’assemblea, alla quale sono invitati Consiglieri di Zona e Comunali, verranno discusse le varie proposte per continuare ed estendere la mobilitazione e presentati i progetti alternativi come, ad esempio, quello approntato per il quartiere Barona, dal locale Comitato Parco Agricolo Sud Milano.
Leggi l'articolo di Repubblica del 22 gennaio: Rumore, la rivolta dei quartieri.
Inquinamento acustico: il piano di zonizzazione acustico del Comune è un bel bidone (18/1/09)
E' stato mandato in novembre ai consigli di zona il piano di azzonamento acustico dei comune di Milano.
E' obbligatorio per legge da anni ma Milano è in grande ritardo. La città è stata divisa in isolati ed ad ognuno è stato dato un livello massimo di rumore legato ad una classificazione in 6 classi:
Peccato che i livelli assegnati sono superiori a quelli che dovrebbero essere dati.
In zona 3 (scarica mappa - pdf 1,9 MB) (scarica mappa completa - pdf 4,8 MB) la maggior parte degli isolati residenziali è in classe IV, il Parco Lambro è stato messo in parte in classe II e in parte in III, il quartiere Feltre è in classe III, solo il Politecnico è in classe I.
I criteri regionali di assegnazione delle classi (vedi pag. 2453) non sono stati rispettati.
Ciò comporta limiti massimi di rumore consentiti nelle ore diurne e notturne eccessivamente elevati.
| Classe | Decibel max. diurni ore 6-22 (Leq eq) | Decibel max. notturini ore 22-6 (Leq eq) |
| I | 50 | 40 |
| II | 55 | 45 |
| III | 60 | 50 |
| IV | 65 | 55 |
| V | 70 | 60 |
| VI | 70 | 70 |
Sono intervenuto in commissione ambiente in zona 3 criticando fortemente la proposta e leggendo la delibera approvata dal consiglio della vecchia zona 3 nel 1996 su mia indicazione:
Il C.d.Z. 3,
richiede di:
Il consiglio di zona ha accolto il mio intervento ed ha approvato una delibera chiedendo di abbassare le classi e tenere conto delle isole ambientali e degli isolati che non si affacciano su vie di grande traffico.
A livello cittadino si è creato un coordinamento di cittadini contrari al piano proposto che ha preparato un volantino forttemente critico.
Il piano dovrà essere adottato dal consiglio comunale e poi sarà possibile per tutti i cittadini di fare osservazioni, chiedendo di riclassificare il luogo dove abitano nella classe corretta e attivare piani di risanamento acustico dove i limiti massimi sono superati.
Parcheggi di Piazza Bernini e Rio de Janeiro: la procura acquisisce i documenti, commissione in zona 3 (17/12/08)
Il Corriere ha pubblicato oggi un articolo sulla indagine della procura sui parcheggi di Piazza Bernini e Rio de Janeiro (Scandalo parcheggi, aperta un'inchiesta)
Sono stati sequestrati documenti relativi ai due parcheggi presso il Comune. Alcuni residenti sostengono che ci sono irregolarità nei progetti presentati ai Vigili del Fuoco per ottenere il certificato di prevenzione incendi, e in particolare nel metodo di calcolo della superficie dei parcheggi, che determina la dimensione della grate di areazione in superficie.
Una eccessiva dimensione della grate andrebbe in conflitto con il vincolo ambientale sulle due piazze e l'autorizzazione data dalla Soprintendenza perché provocherebbe un grande impatto sul verde di superficie.
Il sig. Miscio, responsabile della società Soinso che sta costruendo i due parcheggi, è intervenuto nella commissione urbanistica del consiglio di zona 3 difendendo l'operato della società e dichiarando che i lavori saranno comunque sospesi in attesa delle decisioni della Procura.
I cittadini e consiglieri intervenuti hanno sostenuto che i parcheggi non avrebbero dovuto essere costruiti in piazze vincolate in quanto incompatibili con l'ambiente.
Ora la parola passa alla Procura ed iu lavori sono fermi.
Stazione centrale rinnovata ma inaccessibile alle biciclette, ignorati i diritti dei passeggeri con bici al seguito (14/12/08)
La stazione centrale di Milano, rinnovata dopo tre anni di lavori costati 120 milioni di euro, nonostante le luci, i marmi e gli spazi adibiti a negozi e a ristoranti, è completamente inaccessibile ai viaggiatori con bici al seguito, pendolari o turisti. Saranno così tutte le altre Grandi Stazioni d'Italia? La FIAB non ci sta.
"E' assolutamente inammissibile - dichiara il Presidente della FIAB, Antonio Dalla Venezia - che nonostante tutti i soldi spesi per rifare la più grande stazione ferroviaria italiana, il Gruppo Ferrovie dello Stato abbia perso una buona occasione per rendere la stazione centrale di Milano veramente moderna ed europea, garantendo l'accessibilità delle biciclette all'interno della stazione stessa, fino ai marciapiedi e ai convogli, non solo eliminando ostacoli fisici e organizzativi, ma addirittura realizzando infrastrutture e servizi specifici".
Cosa manca? Nella stazione di Milano manca qualsiasi opera a favore della movimentazione delle biciclette. Nessuna canalina o scivolo lungo le scale fisse, difficile accessibilità specie per le bici da cicloturismo cariche con borse laterali ai tapis roulant, divieto assoluto di utilizzo degli ascensori per salire ai binari e viceversa. Inoltre assenza assoluta di un qualsiasi luogo chiuso e sicuro per il deposito delle biciclette, assenza assoluta di alcun cicloposteggio coperto.
Come si fa a parlare di riduzione del traffico veicolare a favore del trasporto ferroviario, di sicurezza delle strade, di lotta ai cambiamenti climatici se Grandi Stazioni e, più in generale, l'intero Gruppo Ferrovie dello Stato continua a fare di tutto per stroncare il trasporto intermodale bici e treno, quale effettiva modalità di trasporto sostenibile, assolutamente utile nel traffico pendolare e strategico nello sviluppo del cicloturismo che nel resto d'Europa muove ogni anno 10 milioni di persone?
"Inviteremo a nostre spese - conclude il Presidente della FIAB Antonio Dalla Venezia - l'Amministratore delegato del Gruppo FS e Presidente di Grandi Stazioni, Mauro Moretti, ad un prossimo viaggio studio all'estero, che abitualmente organizziamo per accompagnare amministratori pubblici e tecnici a conoscere le buone pratiche in termini di ciclabilità e di intermodalità bici e treno, per visitare le stazioni ferroviarie di Berna, Grenoble, Brema, Amsterdam, Berlino dove le "Velostation" o "Radstation" (luoghi al chiuso - custoditi o automatici - per il deposito, ma anche per la riparazione e il noleggio delle bici), gli scivoli lungo le scale o gli appositi ascensori per l'accesso delle biciclette a ciascun binario, sono la norma".
Lello Sforza, Ufficio Stampa FIAB onlus (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), Tel. +39 3200313836, Fax +39 0805236674, stampa@fiab-onlus.it
Palazzinari in festa: si potrà costruire nel Parco Agricolo Sud Milano, comunicato dell'Associazione per il Parco Sud Milano (10/12/08)
Che
si voglia cementificare il Parco Agricolo Sud Milano rischia di non
essere più una notizia. Solo pochi mesi fa scrivevamo dei tentativi,
autonomi e differenti, di Provincia e Regione di rivedere i confini
del Parco. La Regione attraverso la modifica alla LR12/05 e la nuova
legge sui parchi; la Provincia attraverso fantasiosi criteri di
revisione del perimetro. Poi la modifica alla legge regionale si è
arrestata in Consiglio, mentre il tentativo della Provincia è stato
bocciato dalla stessa Regione Lombardia che non ha potuto far altro
che prendere atto di come questi criteri fossero in palese contrasto
gli obiettivi del Parco e con la normativa vigente.
Oggi il quadro è cambiato. Mentre in Regione è ferma la proposta di
modifica alla legge regionale sui parchi (che avrebbe effetti su tutti
i parchi, ma in particolare sul parco sud che sarebbe costretto a
rivedere la propria legge istitutiva e quindi il proprio perimetro),
l’Ente Parco Agricolo Sud Milano ha approvato dei nuovi criteri.
Questi contengono un’importante novità. Per poter edificare le aree
oggi incluse nei confini del Parco non è più necessaria una modifica
del perimetro: si consente di costruirci direttamente dentro.
Proprio così. Martedì 9 dicembre, il Consiglio Direttivo del Parco
Agricolo Sud Milano ha approvato i nuovi criteri per edificare
all’interno dell’area protetta. Questi prevedono sostanzialmente
una variante normativa al suo piano territoriale di coordinamento con
l’individuazione di una nuova categoria di territori, le “Aree di
ricomposizione dei margini urbani e di riqualificazione paesistica e
ambientale, di interesse pubblico e di riassetto urbanistico”. In
questo modo i 61 Comuni potranno individuare aree interne al parco,
cambiarne la destinazione e quindi edificarle.
Così, mentre tutti si dichiarano contrari al consumo di suolo, il
parco avvia un procedimento per edificare complessivamente 500 ettari
(da sommare ai 360 dei Piani di Cintura Urbana, a quelli del Cerba e a
quelli non ancora quantificati dai piani di fruizione). Questa
naturalmente è solo una prima indicazione visto che nei passaggi
successivi (a partire dal Consiglio Provinciale, cui spetta il compito
di approvare definitivamente questa procedura) non è escluso che
queste cifre possano aumentare, anche significativamente. La delibera
è passata con 5 voti a favore (PD, Socialisti, Sinistra Democratica e
“UDC”) e 4 contrari (Forza Italia, Verdi, agricoltori e
ambientalisti).
Questa procedura ha poco senso per il Parco Agricolo Sud Milano.
Infatti, se aree con una simile destinazione esistono in molti altri
parchi regionali (es. quello del Ticino) e non esistono nel Parco Sud
il motivo è semplice: quando è stato disegnato il perimetro del
Parco, invece di includere aree poi da assegnare a pianificazione
autonoma da parte dei Comuni (come per altri parchi), queste aree sono
state direttamente escluse. Per farsi un’idea delle loro dimensioni,
basta osservare la carta del Touring Club del parco: sono piuttosto
evidenti le aree “bianche”, aree esterne al perimetro (quindi di
esclusiva competenza dei Comuni), dove realizzare le espansioni
urbanistiche. Dobbiamo credere che tutti i Comuni del Parco, in
soli otto anni, abbiano esaurito le proprie previsioni di espansione
urbanistica? Difficile crederlo; quello che certamente non si è
esaurita è quella miope visione di sviluppo limitata allo sviluppo
urbanistico, visione che evidentemente perdura anche in chi amministra
il Parco Sud.
L’approvazione di questi nuovi criteri, infatti, non fa che
confermare con evidenza (se ce ne fosse bisogno) come le priorità
dell’azione di questa amministrazione del Parco non coincidano
proprio con quelli previsti dalla sua legge istitutiva. Non si
spiegherebbero altrimenti le risorse ed il tempo spesi per cercare di
mettere a disposizione dei costruttori aree fino ad oggi protette,
lasciando in secondo piano quelli che sono gli obiettivi del Parco,
quelli stabiliti dalla sua legge istitutiva (che la Regione si è
vista costretta a ricordare agli attuali amministratori nel bocciargli
i vecchi criteri. Un episodio senza dubbio imbarazzante).
Se così non fosse, il tempo, le risorse e le energie spesi per
rivedere i confini sarebbero stati investiti in modo più utile e
coerente con le finalità del parco, magari anche per ascoltare i
bisogni, le esigenze e le proposte dei cittadini da impiegare per la
redazione dei piani della fruizione e dei percorsi, i piani per far
vivere il parco. Nulla di tutto questo. Questi piani, facile
prevederlo, saranno invece calati dall’alto proprio in prossimità
delle elezioni, magari per cercare di far dimenticare la decisione di
oggi.
Quella della revisione dei confini è una lunga storia, cominciata
pochi mesi dopo l’approvazione del PTC del Parco, nel 2000. Una
storia significativa di quello che è un approccio purtroppo diffuso
al parco sud e, in genere, alle aree protette, viste come un enorme
deposito di terreni da usare all’occorrenza per edificare e, nel
frattempo, da riempire con variegate iniziative di comunicazione. Ce
ne siamo già occupati nel primo numero di Gragra a cui si rimanda per
approfondire i criteri bocciati, criteri, lo ricordiamo, fantasiosi,
incoerenti con la normativa vigente e scritti esplicitamente per
permettere l’edificazione delle aree del parco (quei criteri
contenevano anche un tariffario con i prezzi delle aree da stralciare:
così per la prima volta un parco regionale “metteva in vendita”
le proprie aree). Mai approvati dal Consiglio Direttivo del Parco,
bocciati dalla Regione Lombardia, sono stati però inviati ai Comuni
(anche successivamente alla bocciatura regionale). L’effetto è
stato quello di creare delle enormi aspettative di revisione e hanno
di fatto sollecitato l’invio di richieste da parte dei Comuni.
La decisione del Consiglio Direttivo di oggi non è che un ulteriore passo sbagliato di questo scriteriato, miope percorso.
Articolo di Repubblica: Palazzi su 5 chilometri quadrati
Ho aderito all'appello contro il documento di inquadramento dei PII in discussione in Consiglio Comunale (28/11/08)
Si è sviluppato un ampio dibattito sulla stampa sull'aggiornamento del documento di inquadramento dei Programmi Integrati di Intervento proposto dall'Assessore Masseroli al Consiglio Comunale.
Repubblica ha lanciato un sondaggio sul suo sito, in cui i no predominano (7 su 10 su 5.000 votanti) a cui invito di votare no.
Se la delibera dovesse passare si affaccia la possibilità di veder aumentare il volume dell’edificato a Milano del 60% in maniera casuale ed indifferenziata a seconda degli interessi degli operatori immobiliari che, come si è visto in passato, male si conciliano con gli interessi dei cittadini.
L’obbiettivo dichiarato di questa operazione sarebbe di far crescere la popolazione del comune di 700 mila unità, progetto folle quanto vano per una città che a stento riesce a dare servizi all’attuale popolazione di un milione e trecentomila abitanti.
Luca Beltrami Gadola, Carlo Montalbetti e Marco Vitale hanno lanciato una raccolta di firme su un appello al Sindaco Moratti contro il documento a cui ho aderito (vedi lista adesioni).
Ecco un articolo di Luca Beltrami su Repubblica (Un aiuto a banche e immobiliaristi) ed uno di Marco Vitale sul Riformista (Il sacco di Milano).
Parcheggi in project financing: bando obbligatorio, non esiste più il promotore, aumenta la concorrenza tra le imprese (19/10/08)
E' entrato in vigore il 17 ottobre il terzo decreto correttivo del Codice Appalti.
La nuova procedura del project financing (art. 153) prevede che l’amministrazione ponga a base di gara uno studio di fattibilità e rediga una graduatoria tra le offerte presentate; segue la nomina a promotore per il soggetto risultato primo in graduatoria. L’amministrazione approva il progetto preliminare presentato dal promotore (eventualmente modificato su richiesta dell’amministrazione stessa). L’amministrazione aggiudica la concessione dopo una procedura negoziata con il promotore o, in caso di rinuncia di quest’ultimo, con i concorrenti successivi in graduatoria.
La modifica segue la cancellazione del diritto di prelazione in favore del promotore (la facoltà di adeguare la propria proposta alle richieste dell’amministrazione), abrogato dal DLgs n. 113 del 31 luglio 2007 (secondo correttivo al Codice) perché in contrasto con la normativa comunitaria.
Per i parcheggi in project financing non sarà più possibile ad un' impresa presentare un progetto preliminare con stime di costi gonfiate ed evitare la concorrenza di altre imprese che non partecipavano alle gare in quanto il promotore aveva il diritto di realizzare comunque il progettto, anche se al costo proposto dall'offerta più bassa.
D'ora in poi sarà l'amministrazione comunale a preparare un bando per il quale tutti i partecipanti saranno sullo stesso piano.
Il 23 settembre è l'Earth Overshoot day: il giorno in cui il nostro consumo di risorse naturali sorpassa la produzione naturale annua della Terra, convegno della Provincia l'8 ottobre (23/9/08)
Il
23 settembre 2008 l'umanità avrà completamente utilizzato tutte
le risorse rinnovabili che la natura ci può fornire nel 2008. Lo afferma il
Global Footprint Network, una importante associazione di ricerca che misura
quante risorse naturali abbiamo, quante ne usiamo, e chi le usa.
Proprio come ogni azienda, il nostro Pianeta ha un bilancio annuale secondo il quale produce un certo quantitativo di risorse ed è in grado di assorbire un certo quantitativo di rifiuti. Il problema è che la richiesta di risorse e servizi da parte dell'umanità é più grande della capacità rigenerativa della Terra. Fin dal 1980, l'umanità ha iniziato ad essere in questa nella condizione di sovraconsumo (Overshoot), poiché usa le risorse naturali più velocemente di quanto possano essere rigenerate e immette carbonio nell'atmosfera più velocemente di quanto possa essere riassorbito.
Secondo il Global Footprint Network stiamo impiegando a livello globale la capacità di rigenerazione naturale di 1,4 pianeti, ma, ovviamente, ne abbiamo solo uno a disposizione. La conseguenza è che le nostre riserve – come gli alberi e i pesci – continuano ad esaurirsi e i nostri rifiuti – in primis l'anidride carbonica – continuano ad accumularsi.
In sostanza l'umanità si comporta come una persona che vive degli interessi prodotti da un certo capitale; se durante l'anno spende di più degli interessi inizia a intaccare il capitale e quindi in pochi anni va in rovina.
In un paese densamente popolato come l'Italia l'impronta ecologica dovrebbe far capire quanto è importante rilanciare una agricoltura a basso impatto grazie alle filiere corte e ai metodi biologici e quanto sia urgente incentivare il risparmio energetico, il riciclaggio dei rifiuti e l'uso delle energie rinnovabili per far diminuire la dipendenza dall'energia fossile inquinante e in via di esaurimento. Tutte iniziative che si tradurrebbero in enormi risparmi per le famiglie italiane.
“Dal 23 settembre fino alla fine dell'anno noi attingeremo dalle nostre riserve ecologiche, chiedendo un prestito al futuro” dice il Mathis Wackernagel, Direttore Esecutivo del Global Footprint Network. “Questo può andare avanti per un breve periodo, ma fondamentalmente tutto ciò porta ad un accumulo di rifiuti e all'esaurimento delle reali risorse da cui dipende l'economia umana”.
l sovraccarico ecologico è alla radice di molti dei più urgenti problemi ambientali che dobbiamo fronteggiare oggi: il cambiamento climatico, la diminuzione di biodiversità, la riduzione delle foreste, il collasso della pesca e l'attuale crisi alimentare globale.
La data dell' Earth Overshoot Day ogni anno cade sempre più presto a causa della crescita dei consumi umani.
Il Primo Earth Overshoot Day fu il 31 dicembre 1986. Dieci anni più tardi, a causa di un consumo annuale maggiore del 15% rispetto alla capacità di produzione del pianeta, l' Earth Overshoot Day cadde in novembre. Quest'anno, a più di due decenni dal primo Overshoot la fatidica giornata cade il 23 settembre e il nostro livello di sovraconsumo è maggiore del 40% di quanto la Terra riesce a produrre annualmente.
Il Global Footprint Network e i suoi partners internazionali sono impegnati per tentare di risolvere di questo grande problema, sensibilizzando i cittadini e lavorando con i leader dei governi e delle aziende affinché nei processi decisionali tengano nella massima considerazione i limiti ecologici.
I cittadini possono determinare la loro impronta ecologica e imparare come ridurla su www.footprintnetwork.org: essi potrebbero dare un grande contributo cercando di influenzare i loro governi e i leader a creare comunità a basso impatto ambientale grazie ad una intelligente pianificazione delle infrastrutture e alle migliori tecnologie verdi a disposizione (si pensi alla differenziazione dei rifiuti).
La Provincia di Milano ha organizzato un convegno sul tema dell'Impronta Ecologica, che si terrà il giorno 8 ottobre 2008, a partire dalle ore 14.30 a Milano, in Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi - via Vivaio 1.
Nel corso dell'evento verranno presentati i risultati del calcolo dell'impronta eseguito nel territorio della Provincia, su iniziativa dell'Assessore provinciale al territorio e Agenda 21 - Pietro Mezzi.
Esperti nazionali ed internazionali interverranno in merito a metodologie ed esperienze significative condotte in diversi ambiti locali e per commentare i dati della ricerca appena conclusa.
L'incontro è rivolto in particolare ad amministratori e tecnici degli enti locali, ma anche a ricercatori e professionisti impegnati sul fronte dello sviluppo sostenibile ed esponenti del mondo produttivo e della società civile consapevoli di quanto stretto sia il legame tra stili di vita e uso delle risorse.
Trovate il programma, i contatti ed ulteriori informazioni al link:
http://www.provincia.mi.it/pianificazione_territoriale/agenda_21/dettaglio_news.html?id=8836&area=8
Parcheggio di Rio de Janeiro: la Soinso ottiene un piano in piu, commissione del Consiglio di Zona 3 mercoledì 24 settembre dalle 17 alle 18 (20/9/08)
La Direzione parcheggi ha autorizzato la variante per la costruzione del quarto piano sotterraneo del parcheggio di Largo Rio de Janeiro, con modifica della sistemazione superficiale all'incrocio con viale Romagna. A fine luglio, la commissione edilizia ha espresso parere favorevole alla variante.
Il consiglio di zona 3 non è stato consultato nè dal Comune né dalla Soinso, che costruisce il parcheggio.
Ora il consiglio di zona ha richiesto la presenza dei tecnici comunali e della Soinso alla commissione del 24 settembre.
Sembra che anche nel parcheggio di piazza Bernini la Soinso voglia costruire un piano in più.
La Giunta decide di realizzare il parcheggio di piazzale Lavater e di bocciare quello di piazzetta Ferrari (19/9/08) (aggiornato il 23/9/08)
Prosegue la procedura di riesame del piano parcheggi di Albertini con una grossa sorpresa: nonostante la commissione per il riesame avesse bocciato quello di Piazza Lavater un approfondimento effettuato dai tecnici dell'assessore Simini e dell'assessore Croci ha portato la Giunta ad approvare il parcheggio di Lavater e a bocciare quello di Ferrari.
I quattro motivi addotti dalla commisione di riesame per bloccare il parcheggio di Lavater non sono stati ritenuti sufficienti: vincolo ambientale, vicinanza delle paratie dalle case (3,5 metri) e dagli alberi (2,5 metri), difficile gestione del traffico durante il cantiere. La Forestale ha dato parere positivo alla distanza dagli alberi, nonostante che questa sia in alcuni punti inferiore ai 2,5 metri e che i bagolari abbiano notoriamente radici molto estese in orizzontale.
Sembra che l'assessore Croci, che abita vicino a Piazzale Lavater, abbia cercato di bloccare questo parcheggio ma senza successo. E' uscito dalla sala al momento del voto.
La decisione della Giunta era stata richiesta dal Tar, in seguito ad un ricorso dei costruttori dei due parcheggi contro il blocco dei lavori.
Nulla ancora è stato deciso sugli altri parcheggi sottoposti al riesame: Venosa, Canaletto, Palestro, Gobetti, Libia per i quali l'assessore Simini non esclude altre bocciature, in base alle linee di valutazione volute dal Sindaco Moratti.
Ecco il comunicato stampa dell'Assessore Simini e gli articoli del Giorno e di E-Polis di oggi.
La Direzione Regionale dei Beni Culturali ha invece bocciato i due parcheggi (vedi articolo del Corriere online).
Ecco la lettera al Corriere del comitato per la difesa di piazzale Lavater.
Residenza universitaria di via Botticelli: lettera di protesta al Sindaco dal Comitato Vivibilità Città Studi che raccoglie i residenti del quartiere (3/9/08)
Preg.mo Sindaco della città di Milano Letizia Moratti
- All'Assessore all'Urbanistica // Al Presidente della Provincia // Al Presidente della Regione Lombardia
- Alla Commissione Urbanistica Consiglio di Zona 3 - Al Coordinamento rete comitati cittadini - Ai cittadin ipropositivi - All'agenzia ANSA e ai vari organi di informazione
Noi, residenti a Milano in città Studi, senza alcuna preliminare informazione e tantomeno richiesta di un parere, abbiamo appreso dalla stampa che a breve in via Botticelli 19, al posto dell'esistente (e almeno fino alla recente pausa estiva perfettamente funzionante) Istituto Rizzoli per l'insegnamento delle arti grafiche, dovrebbe sorgere un grattacielo di 15 piani da adibirsi ad alloggi da affittare a 600 studenti, corredato da 170 posti auto e fontana, di gusto opinabile, sita ove ora vi è una rotonda spartritraffico alberata, con conseguente abbattimento di tre cedri del Libano alti e belli; e questo ad opera di una società di privati che ha acquisito l'immobile dall'Ente Rizzoli nel gennaio scorso. L'operazione avverrebbe ovviamente con il benestare del Comune (ove il 3 luglio la commissione urbanistica ha dato parere preventivo positivo, con relative deroghe) e presumibilmente anche con fondi destinati all'EXPO, visto che il progetto sembra sia stato da questa specifica commissione approvato, e dovrebbe ultimarsi addirittura, con largo anticipo rispetto all'EXPO stessa, per il 2010.
Vorremmo a questo punto precisare - per chi non ne sia informato - che la cosiddetta «Città studi» non è certo oggi luogo esclusivo per gli studi universitari a Milano, ma una tranquilla e per questo pregiata zona residenziale della città, vicina al centro storico, alberata, ove convivono villette liberty di due piani (per l'esattezza alcune di queste perfettamente allineate alla rotonda dove si dovrebbe costruire il nuovo grattacielo), villette a schiera dello stesso periodo ed eleganti palazzi al massimo di sette piani, in parte di privati, in parte del Comune e affittati a canone ridotto.
Che esista il problema di fornire residenze a basso costo agli studenti universitari fuori sede per permettere loro di seguire i corsi, ci sembra cosa di innegabile importanza, ma considerato che per questa finalità in questa stessa zona già esistono: la storica Casa dello studente (in viale Romagna), un recente palazzo in Piazza Leonardo Da Vinci (realizzato nonostante l'opposizione dei residenti), numerosi recuperi di mansarde in palazzi di proprietà del Comune, ci si chiede come mai le soluzioni per gli alloggi degli studenti fuori sede non vengano cercate anche altrove, visto che le sedi universitarie sono distribuite in quasi tutte le zone della città: si pensi alle ubicazioni dell'Università Cattolica, della Statale (o università degli Studi di Milano) - tra Festa del Perdono e la Bicocca -, dello IULM, mentre nella cosiddetta Città Studi restano solo alcune facoltà del Politecnico e altre sono da tempo in zona Bovisa. Un'alternativa molto pertinente ci sembra il progetto di recupero di preesistenti insediamenti industriali o agricoli in aree periferiche avanzato in questi giorni, e questo non solo perché molte sedi universitarie si sono allontanate dal centro o semicentro cittradino, ma soprattutto perché si valorizzerebbero le aree interessate anziché svalorizzarle come rischia di avvenire nell'attuale via Botticelli, non certo attrezzata a reggere un simile nuovo insediamento e quindi destinata a subire conseguenze non irrilevanrti e nemmeno del tutto prevedibili, portando all'allontanamento molte famiglie che attualmente vi risiedono . D'altronde non a caso i «campus», per definizione ed anche per dare un maggior respiro a chi vi vive, si costruiscono su aree verdi estese in orrizontale, e non in grattacieli.
Comunque noi residenti nella zona interessata dal progetto ci riserviamo di approfondire le modalità con cui l'Ente morale Rizzoli, proprietario dell'edificio in cui aveva sede l'istituto stesso, ha potuto vendere, nel gennaio 2008, ad una società di privati, nonostante le normative del suo statuto: acquisterà altrove una sede per un nuovo Istituto per le arti grafiche? D'altronde l'ipotesi di suo scioglimento (restante alternativa) comporterebbe che i suoi beni siano devoluti ad Enti con finalità analoghe: la formazione di grafici.
Ci riserviamo di valutare le normative urbanistiche e relative deroghe che permetterebbero l'innalzamento di un edificio del genere nella zona. Ci riserviamo inoltre di chiedere i danni per il deprezzamento alle nostre abitazioni che un'edificazione di questo tipo procurerebbe, nonché per quanto altro possa peggiorare la vivibilità dell'area. Confidiamo nel fatto che lo spirito di innovazione cui è improntato l'EXPO porti a soluzioni urbanistiche soddisfacenti per le imprese, ma anche per i cittadini, ad una riqualificazione del territorio e non a una sua svalutazione, né tantomeno ad operazioni che possano apparire anzitutto speculative. Distinti saluti. Primo nucleo di un Comitato per la vivibilità di Città studi
Susanna Bianchi, Anna Borsari, Dario Brambilla, Antonio Brioschi, Cristina Carini, Roberto Carini, Angelo Comolli, Erina Defendi, Vito De Filippis, Carmen De Tursi, Wilma Kuniscolo, Piera Fratelli, Federica Gallo, Francesco Gambino, Mario Garue, Maria Grazia Inglese, Irene Invernizzi, Fabio Maierna, Gennaro Mamma, Ada Manzocchi, Davide Marengo, Giulia Masserini, Paolo Mastrolia, Marcella Montagna, Maurizio Nalin, Domenico Palmieri, Viviana Palmieri, Franco Polelli, Marina Porta, Valeria Previ, Donatella Proserpio, Laura Sala, Irene Spallucci, Tiziana Valenti, Annalisa Vilardo.
Residenti in via Botticelli nn. 6,8,10,18, 22, 24 // Via Ceradini n.24 //Via Cicognara n.2 // Eustachi n.52 // Mangiagalli n.32 //Saldini n.50 //Via Volvino n.10 //
Si allegano immagini dell'Istituto Rizzoli e delle ville che lo affiancano.
Le operazioni immobiliari a Milano in vista dell'Expo 2015 (2/9/08)
Il Sole 24 Ore pubblica un articolo sui movimenti immobiliari in funzione dell'Expo.
Esce di scena Zunino per problemi finanziari e si rafforzano le cooperative e il gruppo Ligresti con Immobiliare Lombarda che acquisisce l'intero appalto di costruzione della nuova sede della Regione.
Tutti aspettano gli indici che il comune darà alle aree ferroviarie dismesse, più di un milione di metri quadri di terreno che attirano molti interessi per vincere le gare d'asta delle Ferrovie.
L'articolo non tiene però conto dei numerosi ricorsi dei residenti davanti al Tar per Citylife e Porta Nuova che potrebbero cambiare la situazione di questi progetti.
Assalto al verde del Parco Sud: cemento e costruzioni sull'8% dell'area (31/7/08) (aggiornato al 3/8/08)
Sono stati presentati oggi al Direttivo del Parco Agricolo Sud i Piani di Cintura Urbana. Si tratta di 5 aree per un totale di 48 milioni di metri quadri, di cui 20 milioni di aree agricole. L'approvazione è stata rinviata a settembre.
Puoi leggere la presentazione, la relazione e le norme tecniche di attuazione.
Repubblica ha dedicato all'argomento i seguenti articoli il 31 luglio, il 1 e 2 agosto:
Il tema delle aree agricole del parco sud è stato trattato nel dibattito dela Rete dei Comitati Milanese del 13 luglio Piano di Governo del Territorio, quale Milano ci aspetta?
Presentato a ChiamaMilano un progetto di riapertura dei Navigli, tesi di laurea di tre studenti del Prof. Antonello Boatti del Politecnico di Milano (14/7/08)
Il progetto è visibile nel negozio di ChiamaMilano in Corsia dei Servi 11 (traversa di Corso Vittorio Emanuele) fino a sabato 20 luglio e sul sito http://apassoduomo.altervista.org. Vedi anche la presentazione del prof. Boatti al convegno della Rete dei Comitati Milanesi.
I neo-architetti sono Matteo Barbieri, Lorenzo Caddeo e Francesca Sartori.
ll progetto intende valorizzare quelle parti di Milano interessate dal tracciato dei Navigli, ora completamente interrate, attraverso la riproposizione di un rapporto con l'acqua che è andato perduto.
Ci sono delle acque che premono per uscire e che gli abitanti vorrebbero rivedere, sia per l'importanza che esse hanno sempre svolto all'interno del tessuto urbano, che come elemento di riqualificazione di alcune aree della città.
I Navigli, infatti, sono i simboli e memoria storica della città, come il Duomo, la Scala, la Galleria. Essi sono stati rubati a Milano che un tempo era una vera e propria "città d'acqua". Sono canali di comunicazione culturale, non soltanto opera di ingegneria idraulica.
Il progetto si concretizza in una rete integrata di canali, specchi d'acqua e fontane che percorre Milano da nord a sud per una lunghezza di oltre sette chilometri e che riallaccia alcuni luoghi simbolici 1. il naviglio della Martesana 2. la conca dell'Incoronata, 3.Palazzo Senato 4. i giardini della Guastalla 5. Parco delle Basiliche 6. la grande Darsena.
L'intento è quello di sottolineare l'aspetto emozionale e artistico del rapporto tra il pedone e l'elemento acqua. Attraverso un'idea concreta, contemporanea e fattibile.
Ha introdotto Milly Moratti, Presidente di Chiamamilano
Ha presentato il progetto Antonello Boatti, Architetto Docente del Politecnico di Milano
Sono intervenuti:
Enrico Brega - Fisico
Nino Bosco - Geologo
Giorgio Ferraresi - Architetto Docente del Politecnico di Milano
Gianni Beltrame - Architetto Docente del Politecnico di Milano
Basilio Rizzo - Consigliere Comunale
Pino Landonio - Consiglere Comunale
Matteo Barbieri - Architetto e uno degli autori della tesi
Il progetto si propone come alternativa alla Via d'Acqua e alla Via di Terra previsti nel dossier dell'Expo 2015 con un costo di 331 e 206 milioni di euro, di cui 265 e 165 a carico degli enti locali.
La Via d'Acqua dovrebbe collegare il Naviglio Grande con l'area dell'Expo con un percorso pedonale e ciclabile attraverso il Parco delle Cave ed il Bosco in Città (il canale navigabile previsto inizialmente non è fattibile a causa del dislivello di 20 metri).
La Via di Terra è un percorso attraverso la città che segue in parte la circonvallazione dei Navigli dalla Darsena a Corso di Porta Venezia che dovrebbe consentire ai visitatori di vedere le parti più belle della città.
Ambedue le opere sono di dubbio interesse per il periodo successivo all'Expo e non hanno il richiamo della riapertura dei Navigli.
Resoconto e atti del dibattito Piano di Governo del Territorio, quale Milano ci aspetta? (13/7/08)
Interventi (in giallo gli atti):
Michele Sacerdoti - Comitato P.le Oberdan : Introduzione e i P.I.I. Citylife e Porta Nuova
Guglielmo Landi - Centro Culturale Conca Fallata : Agricoltura in città e Parco Ticinello
Sergio Pennacchietti - Comitato Calchi Taeggi : Abitazioni su una ex discarica
Silvana Gabusi - Ass. Gr. Verde San Siro : Destino degli Ippodromi di San Siro
Giuseppe Natale - Comitato Adriano : Milano e città metropolitana
Jacopo Gardella - Architetto
Antonello Boatti - Docente del Politecnico di Milano
Giuseppe Boatti - Docente del Politecnico di Milano
Giovanni Oggioni - Direttore Settore Pianificazione Generale del Comune di Milano in rappresentanza dell'Ass. Carlo Masseroli
Pietro Mezzi - Assessore al Territorio della Provincia di Milano
Antonello Patta
- Consigliere e Segretario Provinciale del PRC
Erano presenti:
Mario Agostinelli - Consigliere Regionale
Ombretta Fortunati - Consigliere Provinciale
Sandro Pezzoni - Consigliere Provinciale
Massimo Gatti - Consigliere Provinciale
Alcuni Consiglieri di Zona
Si è tenuto la sera del 30 giugno scorso alla Casa della Cultura un dibattito organizzato dalla Rete dei Comitati Milanesi sul futuro di Milano dal punto di vista urbanistico. Erano presenti un centinaio di persone dei vari comitati.
Quanti grattacieli sorgeranno davanti alle nostre finestre ? Quanto verde potremo vedere intorno a noi ? Esisteranno ancora campi agricoli intorno a Milano ? Quanti altri progetti contestati come CityLife e Porta Nuova si realizzeranno ? Quanti nuovi abitanti arriveranno in una città già molto densa ?
Ecco alcune delle domande a cui si è cercato di rispondere, in attesa delle risposte ufficiali che saranno contenute nel prossimo Piano di Governo del Territorio e che non sono ancora emerse nei numerosi incontri effettuati dall’Assessore Masseroli con i consigli di zona, le associazioni imprenditoriali, economiche ed ambientaliste, che dovrebbero fare parte della consultazione prevista dalla Valutazione Ambientale Strategica. Questo perché in questi incontri non sono stati presentate bozze del documento di piano ma solo generiche parole e vaghi obiettivi.
I veri numeri del piano, come il numero degli abitanti che si vogliono ospitare, le volumetrie e le altezze massime degli edifici nelle varie zone, non sono ancora emersi.
La Rete è preoccupata perché si parla sempre di densificare la città, di aumentare il numero degli abitanti, di riportare in città coloro che l’hanno lasciata per motivi economici o di qualità della vita, una città di 7.000 abitanti per chilometro quadrato tra le più dense d’Europa ed anche tra le più inquinate e con meno verde.
Si parla di regia e di città pubblica, ma non si dice quanto potrà crescere la città privata in altezza ed estensione.
Intanto le grandi scelte urbanistiche sembrano andare avanti indipendentemente dal Pgt, ad esempio l’accordo tra Comune e Ferrovie sugli scali ferroviari da dismettere, i Programmi Integrati di Intervento già avviati o in corso di avvio con un nuovo Documento di Inquadramento, lo spostamento del Carcere di San Vittore e del Tribunale al Porto di Mare.
Purtroppo l’assessore al territorio Masseroli non ha potuto intervenire e l’arch. Oggioni, in sua rappresentanza, ha detto ben poco, se non che il Comune sta valutando la capacità di assorbimento di nuovi edifici nelle varie zone e che sta pensando di edificare il 15-20% delle aree non edificate nel Parco Sud, con la motivazione che sono già compromesse da sfasciacarrozze ed altre attività improprie che andrebbero eliminate.
Il dibattito si è concentrato sulla perequazione urbanistica delle aree agricole, un termine tecnico che significa la possibilità di dare una possibilità di costruire sulle aree agricole e poi spostare queste costruzioni sul bordo delle aree o in altre zone della città.
La Provincia, nel piano territoriale di coordinamento che sta approvando, vuole delegare la scelta di quali siano le aree agricole al Parco Agricolo Sud, nel quale sono comprese quasi tutte. Si tratta di 20 milioni di mq di terreni, in gran parte di proprietà di Ligresti, Cabassi e cooperative di costruzione, acquistati a fine speculativi negli anni con la speranza che ad un certo momento il Comune li avrebbe resi edificabili. La buona notizia per i proprietari è che il valore di 100 euro/mq di queste aree potrebbe aumentare notevolmente nel momento in cui potessero cedere le loro volumetrie ad altri operatori o a se stessi per costruire ai bordi del parco o in altre zone della città.
I terreni, una volta ceduta la volumetria, diventerebbero del Parco o del Comune che potrebbe trasformarli in parchi pubblici o destinarli all’agricoltura ma contemporaneamente nascerebbero come funghi grattacieli in tutta la città.
Per salvare il verde e sottrarlo alla cementificazione dobbiamo aumentare la cementificazione del resto della città ?
Chi aveva davanti a se edifici bassi, fabbriche dismesse, caserme, scali ferroviari con pochi treni si troverà una selva di edifici alti affacciati su un verde condominiale che li valorizza ma non valorizza chi abita subito dietro, che verrà oscurato dalla nuove costruzioni.
Come ha detto nel suo intervento l’arch. Giuseppe Boatti del Politecnico di Milano, la regola della retta di 45 gradi per determinare la distanza minima tra gli edifici è stata sostituita nel Regolamento Edilizio del 1999 con la retta di 60 gradi, con un peggioramento della vista verso il cielo e il sole dei palazzi esistenti davanti ai nuovi interventi. Ha proposto che il Piano territoriale della Provincia imponga di tornare alla retta di 45 gradi, cioè la distanza tra gli edifici deve essere pari alla loro altezza.
Boatti ha anche segnalato che l’idea di aumentare in città sia gli uffici che i residenti è piuttosto insolita nel panorama delle città del mondo e porterà ad una insostenibile densificazione di Milano.
Michele Sacerdoti, nel suo intervento introduttivo, ha calcolato che le aree agricole, con un indice di 0,30 mq/mq, genererebbero volumetrie per 6 milioni di metri quadri di superficie costruibile, pari a circa 200.000 nuovi abitanti. Il Comune parla di un indice più basso, ma non dice quale, e non dice se queste volumetrie saranno utilizzate nelle aree del Parco non più utilizzate dall’agricoltura o nel resto della città, sommandosi agli interventi previsti nelle aree ferroviarie e demaniali.
Nella mappa delle densificazione pubblicata dal Comune di Milano sono previsti nuovi edifici ovunque ma in particolare sui bordi del Parco Sud, del Parco delle Cave, e delle aree ferroviarie e demaniali da dismettere, lungo il Naviglio Grande e la Martesana, a San Siro. Il verde e l’acqua rimangono in centro e gli edifici intorno.
Sacerdoti ha portato gli esempi dei progetti CityLife e Porta Nuova, dove il cemento è tanto e il verde poco e per la maggior parte sopra i parcheggi ed all’ombra di edifici troppo alti.
Ma ci sono anche altri casi illustrati da Sergio Pennacchietti del Comitato Calchi Taeggi per la zona di Bisceglie con edifici di 40 piani sopra una ex-discarica di impossibile bonifica, i grattacieli di via Principe Eugenio, via Lorenteggio, via Prati, via Lomazzo, via Ingegnoli, via Val Bavona e recentemente il progetto Campus in via Botticelli.
Silvana Gabusi dell’Associazione Gruppo Verde San Siro ha parlato della difesa degli impianti ippici contro la volontà della Snai di venderli, spostandoli fuori città e costruendo nuovi edifici nelle aree così liberate.
L’arch. Jacopo Gardella ha sostenuto che il PGT elude i veri problemi di Milano, in particolare il traffico, il verde, lo sviluppo urbano. «Occorre un Piano totalmente diverso dall’attuale, ha detto: più coraggioso, più lungimirante, e socialmente più sensibile alle esigenze dei cittadini. Ciò non significa tarpare l’attività edilizia dei costruttori; significa orientare in ambiti diversi da quelli utilizzati e sfruttati fino ad oggi. Ambiti non più periferici ma territoriali; non più urbani ma regionali; non più contigui alla città esistente, ma distaccati da questa e dislocati uniformemente nel territorio lombardo.»
L’arch. Antonello Boatti ha detto che «i veri problemi di Milano e della sua area urbana stanno nella mancanza assoluta di programmazione, pianificazione e regole che hanno consentito le più spericolate iniziative immobiliari e stanno ipotecando gravemente il futuro della città. Dunque dovremmo moltiplicare i nostri sforzi verso la formazione di un’area metropolitana fortemente radicata come istituzione per cercare di contrastare lo strapotere politico e amministrativo di Milano. Fabbisogno di abitazioni, case popolari per italiani e stranieri in quartieri integrati e accoglienti, rilancio di una Milano produttiva, (innovazione tecnologica, scienza, cultura e ricerca), cura nuova per l’ambiente e le risorse naturali: questa è l’agenda politica da proporre alla discussione. »
Per inserire 700.000 nuovi abitanti a Milano, come auspicato dall’Assessore Masseroli in un intervento, sarebbero necessari 590 grattacieli. «Lo stato di fatto attuale della città, le condizioni socio-economiche e del mercato non consentiranno un tale stravolgimento ma i grattacieli e le costruzioni sorgeranno dal centro alla periferia in modo caotico danneggiando irreversibilmente qualsiasi sistema verde e dello spazio pubblico. » Al massimo si potrebbero inserire in modo sostenibile 100.000 nuovi abitanti.
Ha anche criticato la nuova via d’acqua in funzione dell’Expo 2015 proponendo in alternativa la riapertura dei Navigli, di cui ha presentato alcuni rendering.
Anche Giuseppe Natale ha ritenuto indispensabile la creazione di una città metropolitana per governare lo sviluppo edilizio della città, con le zone di Milano e gli altri comuni che diventano municipi.
Guglielmo Landi del Centro Culturale Conca Fallata ha sostenuto che l’agricoltura in città deve essere assolutamente salvaguardata ed ha parlato del caso del Parco Agricolo del Ticinello, patrimonio consolidato della città, aperto tutto l’anno grazie al volontariato dei soci dell’”associazione comitato per il Parco Ticinello”, alla disponibilità degli agricoltori e ai molti amici sempre disponibili, in cui Ligresti cerca da anni di sfrattare i contadini dalla cascina e di non realizzare le previsioni dei piani urbanistici approvati negli anni Ottanta.
L’Assessore al territorio della Provincia di Milano Pietro Mezzi ha illustrato l’obiettivo di contenimento dell’uso del suolo del nuovo Piano territoriale mentre per le aree agricole del Comune di Milano ritiene che la partita debba essere giocata nelle istituzioni del Parco Agricolo Sud.
Nello Patta, Consigliere e Segretario Provinciale di Rifondazione Comunista, i cui assessori hanno votato contro il nuovo Piano Territoriale a causa dello stralcio delle aree agricole, ha chiesto che il Parco Sud apra una consultazione con i cittadini e le associazioni sulla delimitazione delle aree agricole, rifiutando l’ipotesi circolata che saranno definite come Parco Agricolo e soggette a perequazione.
Alla fine del dibattito la Rete dei Comitati Milanesi ha deciso di scrivere una lettera all’Assessore provinciale e presidente del Parco Sud Bruna Brembilla, assente al dibattito nonostante l’invito a parlare, affinché venga aperta questa consultazione prevista dalla normativa del Parco e dalla Valutazione Ambientale Strategica.
Il portavoce della Rete Roberto Prina ha annunciato che il prossimo dibattito organizzato dalla Rete in autunno riguarderà il tema del traffico, dei parcheggi e del rumore.
La Rete intende essere sempre presente sui temi centrali per il futuro della città e dei suoi abitanti, come interlocutore delle amministrazioni, dei partiti e delle associazioni.
Santa Rita: documento del Comitato contro l'Elefante (26/6/08)
Ecco un documento del Comitato contro l'Elefante sulla Santa Rita sulle ipotesi di riaccreditamento, alcuni errori da evitare (requisiti sale operatorie).
Contiene una ricostruzione inedita del collegamento tra la speculazione edilizia, la truffa al SSN e la ricerca spasmodica di pazienti anche sani da operare.
Piano di Governo del Territorio, quale Milano ci aspetta ? La Rete dei Comitati Milanesi organizza un dibattito lunedì 30 giugno alle 20.30 alla Casa della Cultura in via Borgogna 3 (25/6/08)
Con l'assegnazione alle aree agricole di una volumetria da spostare su altre zone, potrebbero calare sul resto della città milioni di metri cubi di cemento, per densificare una città già densa con centinaia di grattacieli.
Si moltiplicherebbe quanto successo negli ultimi anni, con grattacieli e case alte costruite nei cortili e in mezzo a case più basse, aree industriali o fieristiche dismesse trasformate con densità altissime e poco verde incuneato tra gli edifici e sopra i parcheggi, o addirittura verticale e quindi non fruibile come il verde orizzontale.
Incontriamo gli amministratori di Comune e Provincia per capire cosa ci stanno preparando con i loro nuovi piani urbanistici: per avere più verde e salvare le aree agricole dobbiamo accettare più cemento ?
La Provincia deciderà quanti metri quadri saranno disponibili per volumetrie da trasferire in altre zone, il Comune deciderà quanti metri cubi costruire e dove.
Intervengono:
Michele Sacerdoti Introduzione e i P.I.I. Citylife e Porta Nuova
Giuseppe Mazza Centro Culturale Conca Fallata
Sergio Pennacchietti Comitato Calchi Taeggi
Silvana Gabusi Ass. Gr. Verde San Siro
Giuseppe Natale Milano e città metropolitana
Jacopo Gardella Architetto
Antonello Boatti Docente del Politecnico di Milano
Giuseppe Boatti Docente del Politecnico di Milano
Pietro Mezzi Assessore al Territorio della Provincia di Milano
Sono stati invitati consiglieri comunali e provinciali.
Il verde che s'arrampica sul ricco, una lettera a Repubblica (21/6/08)
Rivoluzione verde! Sono in arrivo i giardini in verticale, spalmati su nuovi alti caseggiati e mantenuti da complicati impianti di irrigazione rampicante. E' questo il nuovo verde che ci promette il sindaco di Milano ?
Ringrazio, ma l'idea non mi entusiasma per niente, a meno che non rappresenti un di più, un optional, un'aggiunta e non il futuro prossimo venturo ... ad ogni modo il verde deve godere di una certa autonomia mentre questa novità delle piante messe in una "gabbia" dipende in tutto e per tutto da un artificio umano, cioè da un complicato impianto di irrigazione fotovoltaico che, in caso di esaurimento di fondi, energia elettrica, guasti tecnici o quant'altro, non potrebbe più garantirne la sopravvivenza (già, dimenticavo il business delle nuove piantumazioni-ricambio che sta diventando, è proprio il caso di dirlo, sempre più fiorente!)
Inoltre il verde deve essere veramente fruibile dalla gente, anzi ci si deve poter immergere, sdraiarci sopra godendone con tutti e cinque i sensi, da vicino, e non solo con una parte di essi, più che altro la vista, e solamente da lontano.
Cari architetti urbani, senza rancore, siete ormai ricorrenti incubi dei nostri sonni: scendete per favore dal ... pero del grattacielo, rimaniamo con i nostri bei balconi fioriti e la già alta vegetazione montana e non pensate che faccia piacere farci venire il torcicollo per ammirare il vostro originale verde verticale. A molti di noi piace, ancora e sempre, quello fresco, vico, ombroso e tradizionale orizzontale!
Nuccia R.
Ho sfogliato di recente un saggio scritto in maniera allegrotta e intitolato: "Gli architetti dovrebbero ammazzarli da piccoli! Guida pratica alla ristrutturazione della casa senza prendersi l'ulcera". L'ha scritto un architetto (foggiano). Condivido la sua perplessità e non avevo pensato al verde, che è sempre orizzontale, anche perché una volta ci camminavamo a piedi nudi, ci sdraiavamo senza fare niente per ore se non cacciare mosche e insetti, esploravamo cespugli e boschi e prati in cerca di more, grilli, fiori. Ma quello era un mondo ancora normale, questo è un mondo che tende ad essere "fico". In quel mondo, un settantenne con il trapianto dei capelli, la bandana e le ragazzine sulle ginocchia sarebbe stato visto come un eccentrico con il quale ridere, e del quale ridere. Oggi lo vede anche lei che sta accadendo. Il verde che si arrampica è una novità a dimensione di ricco. Il ricco comanda sempre di più e con sempre maggiore ostentazione. Gli architetti più hanno committenti che possono, più diventano ricchi. Il dramma di questi decenni è che di memorabile c'è ben poco.
Piero Colaprico, Posta celere, Repubblica Milano
I residenti dell'Isola rispondono alla campagna di stampa del gruppo Catella-Hines a favore del progetto Porta Nuova (17/6/08)
Il 12 giugno scorso, presso la Fondazione Catella, Manfredi Catella ha presentato alla stampa e all'Assessore Masseroli i progetti degli studi Mc Donough, Lagrange e Boeri per Porta Nuova Isola, tra via Confalonieri e via De Castillia.
La stampa ha riportato la presentazione in termini estremamente elogiativi, citando anche l'intervento dell'arch. Giampaolo Artoni che ha nominato Catella socio onorario del circolo "La Compagnia del Parco" di Legambiente e di un rappresentante delle associazioni dell'ex-Stecca degli Artigiani molto favorevole al progetto.
Il progetto dell'Isola è stato fatto passare per il progetto più eco-compatibile di Milano e l'imprenditore edilizio come un benemerito della città. E' la prima volta che una cosa simile succede a Milano. dove i progetti edilizi sono di solito molto contestati dai residenti per la cementificazione del territorio.
I residenti del quartiere Isola raccolti nel Forum Isola, da sempre contrari alla cementificazione dei giardini di via Confalonieri ed alla demolizione della Stecca degli Artigiani, per far posto a due grattacieli ed a numerosi edifici di lusso con un Central Park bonsai sopra i parcheggi sotterranei, hanno emesso un duro comunicato stampa contro una campagna mediatica che mistifica totalmente la realtà.
Nel comunicato si ricorda che è stato preparato un progetto alternativo, il Parco Possibile, che a parità di volumetrie prevede un'estensione di verde pari a una volta e mezzo quella dei progetti approvati dal Comune.
Ci auguriamo che Legambiente capisca il grave errore fatto da Artoni e annulli la nomina.
I residenti ricordano anche i ricorsi che devono essere ancora discussi, a cui si aggiunge quello delle ex-Varesine, per il quale si sta preparando un appello al Consiglio di Stato contro una prima sentenza negativa del Tar, che ha assurdamente negato ai residenti il diritto di ricorrere contro un progetto che li danneggia gravemente.
E' vantaggioso acquistare box sotterranei ? (15/6/08)
Riceviamo dal Comitato di Piazza Aquileia queste interessanti considerazioni.
Al di là di considerazioni etiche sulla correttezza amministrativa di destinare una cosa di tutti all’utilizzo di pochi, in generale, non conviene che si costruiscano box sotterranei . Infatti:
1) non vengono venduti a prezzo affare. Il prezzo scontato è semplicemente quello di mercato per tali realizzazioni. A nessuno piace infilarsi in una mega buca con gli inevitabili rischi e poi al di là di tutto è un po’ da incubo. In un condominio valgono di più, appunto la differenza di prezzo .
2) si creano danni agli edifici. I modi “spicci” di costruzione hanno causato danni quasi ovunque; danni che col passare del tempo non potranno che aggravarsi .
3) snaturano le vie e le piazze. Rampe, griglie, gabbiotti per gli ascensori e attrezzature tecnologiche; la vostra casa avrà un affaccio peggiore di prima e varrà decisamente di meno.
4) incertezza del prezzo. L’esperienza ha dimostrato che in alcuni casi si è arrivati al raddoppio del preventivo.
5) lavori che durano mediamente un quinquennio. Non siamo eterni. Vi romperanno le scatole con un cantiere molto invasivo per cinque anni (periodo medio di durata dei lavori)!
6) Se sull’area di cantiere insistono grandi alberi, questo spazio resterà “pelato”. Togliere alberi in una delle città più inquinate del mondo per sostituirli se va bene con arbusti è illogico. E per chi alla salute antepone l’economia pensi al costo di ripristino di un solo grande albero fatto sparire in un attimo con le “moderne tecnologie”. Un immobile con affaccio su uno spazio alberato vale di più .
7) un’ultima considerazione: vi siete mai imbarcati nella semplicissima (in apparenza) ristrutturazione di un appartamento? Figuratevi gli inconvenienti che si verificheranno (e si sono verificati di fatto quasi ovunque) nella gestione di un cantiere complesso sotto casa dove i lavori vengono sempre eseguiti nel più economico dei modi.
Cambiate le prossime convenzioni per i parcheggi per residenti (15/6/08)
La Direzione Parcheggi ha approvato un nuovo schema di convenzione che si applicherà alle convenzioni non ancora firmate per i parcheggi interrati per residenti, qualunque sia la data del bando (1985, 1987, 2002, 2004).
La determina dell'ing. Valtorta fa proprie le proposte di un gruppo di lavoro tra vari settori del Comune e riprende che hanno portato all'approvazione da parte della Giunta Comunale il 18 aprile 1008 delle "Linee guida per l'adeguamento tecnico-giuridico ed integrazioni di dettaglio dello schema di convenzione tipo, valido per i bandi già espletati, relativo alla costituzione del diritto di superficie nel sottosuolo di aree pubbliche per la realizzazione di parcheggi sotterranei pertinenziali/residenziali".
Expo 2015: presentazione del Forum Milano 2016 alla Camera del Lavoro lunedì 16 giugno alle 20.30 (11/6/08)
Il gruppo di lavoro del Forum Milano 2016 presenta il manifesto del Forum 2016 alla Camera del Lavoro a cittadini, associazioni, comitati, personalità varie.
Corriere della Sera: truffe e omicidi nella Clinica Santa Rita (9/6/08)
Dal Corriere on line:
17:54 CRONACHE Bufera
sul Santa Rita. In manette in 14, compreso il titolare della casa di cura.
L'inchiesta, nata sui rimborsi gonfiati, porta alla luce anche cinque omicidi
di pazienti
Le
intercettazioni: «Prenderà i medici più delinquenti»
Audio
- «Nessuna inchiesta interna, siamo sereni» D.
Lorenzetti
Audio
- Arrestato il notaio factotum che decideva tutto Guastella
Comunicato Stampa dei Verdi in Regione
Dov’erano
Regione, Comune e ASL? Verdi chiedono una commissione d’inchiesta sui
rimborsi
“Se
il Pirellone sapeva perché non ha revocato subito la convenzione?”
In
Lombardia 35 case di cura sotto indagine della magistratura
Milano, 9 giugno 2008 - E’ da anni che denunciamo, assieme ai cittadini, l’espansione abnorme della Clinica Santa Rita. Il Comune di Milano ha autorizzato l’espandersi della clinica Santa Rita senza curarsi né dei problemi di sicurezza esterni e interni. Interi servizi sono stati creati senza curarsi dei parametri necessari ad un servizio sanitario sicuro.
L’Assessorato
regionale alla Sanità ha sempre
autorizzato l’aumento dei letti e di servizi avvenuto in pochissimi anni
e
Non
c’è purtroppo solo
L’impressione
chiarissima è che molti privati
sappiano come approfittare delle leggi regionali. Per questo è importante,
oltre alla revoca immediata della convenzione con
Carlo
Monguzzi e
La situazione dei parcheggi di zona 1 (9/6/08)
Ecco la situazione dei parcheggi interrati in zona 1 aggiornata al 31 marzo 2008, come comunicata al consiglio di zona 1 in quella data.
Parcheggio di largo Rio de Janeiro: il progetto allegato alla convenzione non corrisponderebbe a quello approvato dai Vigili del Fuoco (29/5/08)
Un residente di largo Rio de Janeiro ha inviato un esposto al Comune denunciando che le tavole allegate alla convenzione e al nulla osta ambientale non corrispondono al progetto approvato dai Vigili del Fuoco.
Questi avrebbero bocciato la circolazione forzata dell'aria e imposto la circolazione naturale con creazione di grandi camini (alcuni di 5 m x5 e 2 x 7 alti 1 metro da terra), probabilmente incompatibili con il vincolo ambientale.
Nell'esposto si richiede al Comune di acquisire dai Vigili del Fuoco il progetto approvato e di trarre le dovute conseguenze dalla differenza tra i due progetti.
Il Comune impone nuove regole a imprese e cooperative che costruiscono parcheggi interrati per residenti (29/5/08)
Sul sito del Comune è stata pubblicata una scheda con le linee guida per le nuove convenzioni che saranno firmate tra Comune e imprese e cooperative per la costruzione di parcheggi interrati per residenti. La notizia è stata diffusa da Repubblica.
Purtroppo non è previsto il cambiamento delle convenzioni già firmate, allegate a volte a bandi di molti anni fa.
L'Assessore Simini sostiene che questi parcheggi sono di interesse pubblico perchè ci sono 60.000 auto che vengono parcheggiate giorno e notte in modo irregolare. Ma questo numero, nonostante i parcheggi completati, è addirittura aumentato negli ultimi anni. Ciò vuol dire che più parcheggi si costruiscono, più auto vengono acquistate.
Non si promuovono invece iniziative come il car-sharing che consentono di condividere un'auto per 8-10 persone, diminuendo drasticamente la necessità di parcheggi. In ogni parcheggio interrato dovrebbe essere previsto un numero significativo di auto in car-sharing, che funziona se i punti di prelievo e consegna sono distribuiti in modo capillare sul territorio.
Invece si preferisce favorire la vendita di automobili, che poi vengono utilizzate molto poco e occupano spazio prezioso. Anche il tipo di parcheggio è obsoleto, si continuano a costruire parcheggi a rampa che necessitano almeno 30 mq a posto auto, comprese rampe e corselli, rispetto ai parcheggi meccanizzati, molto più compatti.
I parcheggi a rampa, che necessitano di molto cemento e spostamento di terra, sono un affare per i costruttori perchè hanno larghi margini di guadagno. Ma penalizzano residenti e commercianti a causa di un maggiore spazio occupato in superficie, cantieri più lunghi, grate di aerazione ovunque che impediscono di crere un verde decente in superficie.
La Regione definisce i criteri di gestione dei vincoli di piazza Bernini, Aspromonte, Guardi, Erba e Aspari (22/5/08)
La Regione ha completato l'iter iniziato nel 1990 con la definizione dei criteri di gestione dei vincoli di alcune piazze della Zona 3, resi obbligatori dal Codice Urbani dei Beni Culturali (vedi delibera).
Purtroppo nel frattempo gli alberi di Piazza Bernini sono stati tagliati per costruire un parcheggio sotterraneo. Se questi criteri fossero stati approvati prima non si sarebbero potuti tagliare.
Ora bisognerà verificare se lo scavo del parcheggio è compatibile con i criteri di gestione del vincolo e in particolare con la frase: "Gli eventuali interventi di manutenzione e di sistemazione sono tenuti a rispettare i caratteri salienti del disegno architettonico della piazza, valutando con attenzione l'eventuale introduzione di nuovi elementi o manufatti".
Anche il parcheggio di via Canaletto potrebbe avere dei problemi.
Presentato in Consiglio di Zona 3 il progetto di riqualificazione di corso Concordia-Piazza Risorgimento-Corso Indipendenza (13/5/08)
Le Commissioni Verde e Territorio del Consiglio di Zona 3 hanno approvato oggi il progetto di riqualificazione delle aiuole centrali dell'asse Concordia-Indipendenza, presentato dall'arch. De Paola del Comune.
Il progetto prevede nel parterre centrale due piste ciclabili bidirezionali, un percorso pedonale centrale in marmo rosa di Montorfano, due aree cani tra via Menotti e via Pisacane, la chiusura della strada tra via Menotti e via Mameli con creazione di un'aiuola, un parco giochi tra via Menotti e via Castel Morrone, due campi bocce con wc verso piazzale Dateo, un campo di basket, 114 posti auto per residenti lungo il parterre centrale non a lisca di pesce, l'inserimento di alcune piante di alto fusto per completare i filari.
In Corso Cocordia i ciclisti percorreranno i viali laterali senza pista ciclabile dedicata.
I prefabbricati commerciali saranno demoliti in quanto i commercianti rientreranno nell'edificio di piazzale Dateo, che il Comune manterrà tra le sue proprietà. Il lavoro sarà appaltato in due lotti, prima la parte verso piazza Risorgimento e poi quella verso piazzale Dateo. Il primo lotto dovrebbe inziare nel gennaio prossimo.
Per il momento non si sa nulla del progetto della futura linea 4 che dovrà andare verso Linate. Potrebbe essere creata una stazione al centro di Piazza Risorgimento.
Una residente ha lamentato il fatto che le lastre di marmo di Montorfano si sporcano e si rompono, come è già successo in Piazza Risorgimento sopra il parcheggio e inoltre sono molto costose.
Il progetto sarà esaminato prossimamente dal Consiglio di Zona 3.
Mercato contadino in via Spallanzani il primo mercoledì di ogni mese (7/5/08)
Dal 7 maggio a Milano in via Spallanzani
prende il via un nuovo mercato agricolo. Ogni primo mercoledì del mese,
organizzato dall’associazione Donne in Campo della Confederazione Italiana
Agricoltori, per l’intera giornata in via Spallanzani i cittadini
potranno acquistare direttamente da chi li produce prodotti agricoli lombardi,
anche biologici, ( formaggi, salumi, miele, ortaggi, farine, riso, vino,
marmellate, fiori.. ) tutto all’insegna della stagionalità.
Il mercato tutto al femminile, gestito da imprenditrici o da donne
impegnate nelle aziende agricole, contribuirà a far conoscere ai consumatori
insieme ai prodotti delle aziende anche i processi produttivi e i territori dai
quali i prodotti provengono. Le donne dell’agricoltura infatti porteranno
idealmente a Milano insieme alle loro produzioni anche i territori e i
paesaggi dai quali provengono.
Questa iniziativa si aggiunge a quella che da tempo l’associazione organizza
a Melegnano in piazza della Vittoria ogni terza domenica del mese.
Il mercato si fermerà solo nei mesi di luglio ed agosto.
Rifiuti Zero: si deve, si può: convegno internazionale alla Camera del Lavoro in Corso di Porta Vittoria 43 mercoledì 30 aprile alle 20.30 (18/4/08)
Convegno organizzato da: Gli Amici di Beppe Grillo di Milano e
l’Associazione GAM - Grilli Altoparlanti Milano, in collaborazione con la
Rete Nazionale Rifiuti Zero ( www.ambientefuturo.org
), Comitato Figino contro l’Inceneritore e Rete Lilliput.
La serata tratterà il tema dei rifiuti, le alternative più efficienti ed
avanzate per la loro gestione ed il relativo impatto sulla salute.
Su un tema molto dibattuto quale quello della gestione del problema rifiuti,
in una città come Milano, dove la raccolta differenziata è ferma al 30% (in
altri Comuni d’Italia ha già raggiunto il 70%) e si vuole procedere alla
costruzione di un nuovo inceneritore (in città ne è già presente uno,
Silla2), il convegno si propone di cambiare il punto di vista, presentando
l’approccio “Rifiuti Zero”, in cui gli Amici di Beppe Grillo si
riconoscono: non si tratta di gestire un problema, ma di non generarlo e anzi
trarre dei vantaggi.
Quattro tra i maggiori esperti internazionali sull’argomento, tutti membri
di Zero Waste (www.zerowaste.com), saranno quindi ospiti della serata per
presentare la via virtuosa “Rifuti Zero”: Rick Anthony, Paul Connet, Eric
Lombardi e Jeffrey Morris.
Di seguito un breve estratto dei loro curriculum:
Rick Anthony Presidente di RichardAnthony Associates ( www.richardanthonyassociates.com
), collabora con le Istituzioni e con le comunità per realizzare programmi di
implementazione del riciclo
Paul Connet Professore di Chimica alla St.Lawrence University di New
York. In particolare impegnato contro la costruzione di inceneritori, ne
denuncia sprechi e nocività.
Eric Lombardi Direttore esecutivo di Eco-cycle.Inc, principale azienda
addetta al riciclo in USA ( www.ecocycle.it
). Consulente presso numerosi enti e anche presso la Casa Bianca, si occupa
nello specifico dei programmi per implementare il riciclo nelle diverse comunità.
Jeffrey Morris Economista, Presidente del Sound Resource Management Group,
Inc., Olympia, Washington. Ricercatore e consulente, esperto nella valutazione
costi/benefici e dell’impatto delle emissioni da sostanze inquinanti
Alla serata parteciperà come relatore anche:
Roberto Brambilla Esponente della Rete Lilliput ci presenterà in pratica come 45 famiglie di Concorezzo stanno iniziando a realizzare la raccolta differenziata ed il compostaggio, con l’obiettivo di ridurre i propri rifiuti. “Rifiuti zero: si deve, di può”!
Firma la petizione contro la legge regionale sulle grandi infrastrutture (14/4/08)
Un popolo che distrugge il proprio territorio è un popolo senza futuro:
no alla legge regionale sulle grandi infrastrutture
Firma
la petizione
In questo periodo, dopo l'emendamento ammazzaparchi, stiamo constatando che il
cosiddetto "modello lombardo" continua a minacciare la qualità della
vita dei cittadini; tra le sue varie implicazioni, c'è infatti quella di
prevedere la svendita del territorio per permettere operazioni in project
financing (es. Pedemontana, grandi infrastrutture ecc.).
E' assolutamente importante far prendere coscienza ai cittadini dei meccanismi
più meno nascosti che portano alla distruzione del territorio. Il
progetto di legge sulle grandi infrastrutture approvato dalla Giunta regionale
lombarda il 3 aprile 2007, che non a caso dovrebbe tornare in aula dopo le
elezioni, è un esempio assai significativo di come la regione si
comporta.
In pratica con l'art. 10 di questa proposta di legge si permette ai
finanziatori di grandi infrastrutture di recuperare più velocemente gli
investimenti grazie a nuove edificazioni (centri commerciali ecc.), nei
dintorni delle opere finanziate.
In questo modo i cittadini si troveranno invasi non solo dalla cementificazione
dovuta alle grandi infrastrutture, ma anche da quella legata alle
"ricompense" per gli investitori.
Per vedere l'art. 10 ed il commento esplicativo contenuto nel progetto di legge
vai a questo indirizzo: http://www.officina-online.com/customer/rondine/TestodelPdL226concommentoufficiale.pdf
(a pagina 7 del documento PDF il commento).
Non siamo contrari agli investimenti per partito preso: siamo sicuramente
contrari a investimenti che di fatto sono irrazionali e sprecano preziose
risorse che potrebbero essere meglio impiegate.
In altre parole ci sembra folle spendere soldi pubblici per fare autostrade
quando il petrolio sta per finire e quando inoltre la riduzione delle
emissioni dovrebbe essere un obiettivo primario. Ci sembra folle spendere cifre
assurde per l'EXPO quando con minori investimenti potremmo fare colossali opere
per la riqualificazione energetica degli edifici cosa che porterebbe anche
immediati vantaggi sia per gli utenti che per la bilancia dei pagamenti
dell'Italia..
Forse la spiegazione sta nel fatto che con le grandi opere si possono seguire
iter speciali che spesso bypassano le normali procedure (commissari
straordinari ecc.) e richiedono grandi investitori, mentre con gli
interventi ad esempio per il risparmio energetico i progetti sono decisamente
più frammentati e passibili di controllo democratico.
Invitiamo caldamente a far circolare questa petizione. Grazie.
Rete Lilliput
Associazione parchi del vimercatese
Comitato No Expo
Ass. La Rondine-Oltrepo Pavese
Amici di Beppe Grillo di Pavia
Italia Nostra - Sezione di Pavia
Sindaco di Cassinetta di Lugagnano
Coordinamento Nord Sud del Mondo
Comitato beni comuni zona 8
Amici di Beppe Grillo di Milano - Associazione GAM
Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardi
Domenica 13 aprile picnic all'Isola in Piazza Minniti alle 13 per il Parco Possibile e il Centro per l'Arte e il Quartiere (10/4/08)
Ho partecipato il 13 aprile all'evento organizzato da Isola Art Center e Forum Isola. Ecco la cartina delle saracinesche dipinte dagli artisti.
Ecco le foto delle saracinesche sul Parco Possibile in via Pergola (14), sul Bosco Orizzontale in via Borsieri (10), sul Cemento ecologico e partecipato (7) e una foto del picnic in piazza Minniti.
Expo 2015: l'entusiasmo dei promotori non sembra totalmente giustificato (8/4/08)
Si legge sui giornali il grande entusiasmo del Sindaco Moratti, del Presidente della Regione Formigoni, del Presidente della Provincia Penati, del Sottosegretario agli Esteri Craxi, di altri membri del governo e delle istituzioni, del Presidente della Camera di Commercio Sangalli, del Presidente della Fondazione Fiera Roth per la vittoria di Milano nell'aggiudicazione dell'Expo 2015.
Tutte persone ed istituzioni che hanno lavorato moltissimo nell'ultimo anno per portare a casa il risultato, con viaggi in tutti i paesi del mondo e preparazione del dossier di candidatura che sono costati complessivamente più di 10 milioni di euro, rispetto alla stima iniziale di 4 milioni.
Sembra che senza Expo Milano fosse destinata ad un progressivo declino e che l'Expo ci proietta invece verso un futuro scintillante dove grazie ai 29 milioni di visitatori, ai fondi del governo e degli enti locali, agli investimenti privati la città si svilupperà in modo sostenibile, la qualità della vita migliorerà per tutti i residenti, aumenteranno i posti di lavoro, gli edifici si rinnoveranno, il verde aumenterà.
Molti commenti sulla stampa hanno messo tuttavia in rilievo i numerosi rischi che Milano potrà correre, dalla cementificazione selvaggia alla speculazione edilizia, all'accentramento dei poteri grazie a leggi speciali, alle perdite economiche se i visitatori non verranno, allo sfruttamento dei lavoratori precari, all'allontanamento dei ceti popolari e delle persone e popolazioni indesiderate.
Ho seguito attentamente tutto l'iter della candidatura ed ho studiato attentamente i vari dossier presentati al Bie come testimoniano le notizie di questo sito, oltre ad aver aderito al Comitato Noexpo ed aver promosso il Forum Milano 2016.
Segnalo l'articolo dell'economista Jerome Massiani sulla voce.info, ripreso da Repubblica di questi giorni,"Expo vuol dire sviluppo ?", in cui si evidenziano le incertezze sul numero dei visitatori, le elevate royalties da dare al Bie (ben 11 milioni di euro), le possibili perdite, con riferimento ad un'analisi di costi e benefici delle Olimpiadi invernali di Torino.
D'altra parte un'analisi degli andamenti di borsa dei giorni successivi alla vittoria di Milano indica che chi ci gudagnerà di più è la Fiera di Milano, che possiede il 70% dei terreni dell'Expo, il gruppo Cabassi che possiede il 30%, gli immobiliaristi ed i costruttori, i gestori delle autostrade e degli aeroporti (vedi articolo di Repubblica Affari e Finanza del 7/4/08).
Per quanto riguarda Malpensa si legge sui giornali che dovrà ricevere 29 milioni di passeggeri: la notizia è completamente falsa perchè quando si parla di 29 milioni di visitatori, questi comprendono anche ingressi ripetuti dalle stesse persone quando vengono da Milano o aree vicine alla città.
I visitatori previsti sono 21 milioni e di questi solo il 29% arriveranno in aereo dall'Italia del centro e del sud, dall'Europa e da altri paesi, pari a 6 milioni, e si distribuiranno tra Malpensa, Linate e Orio al Serio in funzione della disponibilità dei voli.
La provenienza dei visitatori influenza anche le possibilità di guadagno di negozianti e albergatori di Milano: da Milano arriveranno 5,5 milioni di visite e complessivamente dalla Lombardia 10 milioni, pari a circa un terzo del totale. Difficilmente questi faranno acquisti o pernotteranno a Milano. Complessivamente dal nord Italia arriveranno con un viaggio in giornata senza pernottamento 7 milioni di visitatori per 14 milioni di visite (2 a testa), solo gli altri 13 milioni di visitatori pernotteranno per una media di 2,5 notti pari a 34 milioni di ospiti/notti, ampliamente gestibili anche nei momenti di punta dagli alberghi esistenti nella provincia di Milano.
Preoccupante è invece l'impatto su strade e autostrade dei visiitatori del nord Italia: una ricerca del Politecnico stima che quelli che arriveranno in auto saranno solo il 16% del totale, gli altri dovrebbero arrivare in treno e autobus. Ma se questo non dovesse succedere le code su strade e autostrade saranno enormi, soprattutto nei periodi in cui ci saranno anche degli eventi alla Fiera.
Sono previsti parcheggi sulla tangenziale e autostrade per 17.000 posti auto, potrebbero esserci code per entrarci. Bisognerà pensare ad una tariffa molto elevata per scoraggiare il loro utilizzo.
Preoccupante è infine l'impatto sulla cementificazione del territorio: è in arrivo una legge speciale per Milano a livello regionale che consentirà la densificazione della città con il nuovo Piano di Governo del Territorio senza controlli da parte della Provincia, come pure la costruzione nelle aree agricole del Parco Sud. Anche a livello nazionale una legge speciale potrebbe consentire al Sindaco Moratti di avere pieni poteri in materia di traffico e urbanistica.
E' previsto un aumento dei costi dei terreni e delle case e notevoli investimenti immobiliari dall'Italia e dall'estero (si parla di 50 miliardi di euro che i fondi immobiliari internazionali investiranno a Milano). Sarà difficile che il comune di Milano impedisca di costruire in ogni luogo possibile, anche in altezza. E innanzitutto saranno accelerati i progetti di Citylife e dell'area Garibaldi-Repubblica, osteggiati dagli abitanti. (vedi articolo su Italia Oggi del Presidente dell'Associazione nazionale società immobiliari).
Se da una parte la torre Expo, con il suo costo di 250 milioni di euro, sembra tramontata, sicuramente arriveranno grattacieli in ogni angolo di Milano ad oscurare parchi e casi vicine, con buona pace dei milanesi e di Berlusconi, che sembra essere un nemico dei grattacieli bislacchi di moda oggi.
Lunedì 7 aprile alle 20.30 alla Casa della Cultura in via Borgogna 3 la Rete dei Comitati Milanesi incontra i candidati alle elezioni politiche (3/4/08) (aggiornato il 8/4/08 con gli interventi dei comitati)
Ecco la locandina dell'incontro e il testo degli interventi di:
Giovedì 10 aprile alle 18 alla Casa della Cultura in via Borgogna 3 assemblea di costituzione del Forum Milano 2016 per il controllo della sostenibilità dell'Expo 2015 (2/4/08)
Ho aderito al Forum Milano 2016. Per aderire invia una mail a: Luca Forlani forl@libero.it
"MILANO
2016"
Dopo la scelta di Milano come città ospitante per l'Expo 2015, ti invitiamo ad
una prima assemblea di confronto e riflessione con lo scopo di dar vita insieme
al "Forum Milano 2016", per una Milano della qualità del vivere, dei
consumi, del lavoro e dell'aria.
PRIMI PROMOTORI:
Mario Agostinelli
Salvatore Amura, Vice presidente associazione nuovo municipio
Maurizio Baruffi
Antonello Boatti, Politecnico di milano
Giuseppe Boatti
Sergio Brenna
Andrea Calori, Politecnico di milano
Marco Cipriano
Lucia De Cesaris, avvocato e con direttrice della "Rivista giuridica dell'
ambiente"
Chiara Cremonesi
Damiano Giovanni Dalerba
Giorgio Ferrares, Politecnico di Milano, Esecutivo nuovo municipio
Giuseppe Foglia
Francesco Francescaglia
Andrea Gaiardelli
Guido Galardi
Luca Guerra
Osvaldo Lamperti
Pino Landonio
Paolo Matteucci
Rolando Mastrodonato, presidente "Vivi e progetta un'altra Milano"
Vladimiro Merlin
Pietro Mezzi
Massimo Molteni
Carlo Monguzzi
Stefano Nespor, avvocato e direttore della "Rivista Giuridica
dell'ambiente"
Gianni Occhi
Antonello Patta
Emanuele Patti, vicepresidente Arci Milano
Giuliano Pisapia
Roberto Prina, coordinatore rete Comitati Milanesi
Giorgio Riolo, Associazione Punto Rosso
Augusto Rocchi
Luca Stanzione
Pino Vanacore, Associazione Laltralombardia
Gianni
Pagliarini
Alfredo Novarini
Guido Milani
Giancarlo Villa
Patrizia Bortolini
Matteo Principe
Michele Sacerdoti
Nicola Iannaccone, Presidente ARCI ragazzi Comitato regionale Lombardia
Luciano Muhlbauer
Damiano Di Simine
Sandro Pollio
Marco Dal Toso, Avvocato
Emilio
Ballarè
Luigi Negrini
Gianluigi Forloni
Jacopo Muzio, Architetto, Presidente ass. cult. caleidoscopiomilano
Marco Pitzen, Sicet/QuartoOggiaro
Vittorio Agnoletto
Oscar Del Barba, Architetto, Presidente del CIPRA (Comitato Internazionale
Protezione Alpi)
Angelo Valdameri
Andrea Savi
Dijana Pavlovic
Paolo Cagna Ninchi
Leggi il Comunicato Stampa della Sinistra Arcobaleno sull'Expo 2015.
Il Piano di Governo del Territorio a crescita zero esiste: un esempio per Milano (10/3/08)
Il comune di Cassinetta di Lugagnano (MI) si è dotato in marzo del 2007 di un Piano di Governo del territorio a crescita zero.
La cosa, in un mondo in cui non si parla che di crescita, ha del sensazionale.
Per quanto ne so non ci sono altri comuni in Italia che hanno pianificato in questa direzione (e con il favore della popolazione).
Ritengo quindi opportuno portarvi a conoscenza di questo fatto con la relazione inviata dal sindaco Domenico Finiguerra.
Se si vuole evitare che il territorio venga cementificato, occorre individuare una nuova modalità per il finanziamento degli enti locali: la possibilità di sostenere parte della spesa corrente grazie agli oneri di urbanizzazione e ad altri meccanismi connessi con la cementificazione del territorio (tassa ICI) butta letteralmente le amministrazioni comunali nelle braccia della speculazione edilizia.
In parole povere sarebbe auspicabile che tutti i sindaci convocassero i loro cittadini, mostrassero loro il bilancio e ponessero il quesito: preferite pagare quel tanto di tasse necessarie per l'amministrazione del comune salvaguardandone il territorio o preferite far cassa lottizzando e avviando una spirale di consumo di suolo che comunque dovrà finire?
Finiguerra è stato eletto nel 2002 con il 51% dei voti e rieletto in una lista civica nel 2007 con il 63% dei voti.
Se sentite partire il piagnisteo consueto relativo al fatto che si creerebbe disoccupazione nel settore dell'edilizia ricordate che quasi tutte gli edifici esistenti hanno bisogno di riqualificazione energetica. C'è da lavorare da qui al 2050.
Anche Milano nel prossimo PGT, invece di ipotizzare un impossibile aumento di popolazione densificando una città già densissima (7.000 abitanti a chilometro quadrato), potrebbe realizzare una crescita zero ed utilizzare le aree industrioali, ferroviarie e demaniali per aumentare la qualità della vita per gli attuali residenti, trasformando Milano in una città giardino.
Ritirato l'emendamento ammazzaparchi: sarà però reinserito nella nuova legge sui parchi in discussione in regione (4/3/08)
Oggi alle 11, dopo un'ora di presidio davanti alla sede della Regione, abbiamo saputo dal consigliere dei Verdi Monguzzi che l'assessore Boni aveva ritirato l'emendamento ammazzaparchi alla legge urbanistica regionale.
Probabilmente ha pesato il parere dell'assessore del Comune di Milano Masseroli, preoccupato per la candidatura di Milano all'Expo 2015.
"Quella di oggi è sicuramente una vittoria - afferma l'assessore al territorio della Provincia Pietro Mezzi dei Verdi - ma sarebbe un grave errore abbassare la guardia. L'assessore Boni ha infatti dichiarato che il contenuto del famigerato emendamento sarà trasferito nell'articolato della nuova legge sui Parchi attualmente all'esame. E questo intendimento non ci lascia tranquilli. Così la mobilitazione, così forte ed efficace negli scorsi mesi e giorni, deve essere rilanciata, perché la battaglia non è ancora definitivamente vinta".
Emendamento ammazzaparchi: presidio davanti alla sede della Regione martedì 4 marzo alle 10 (3/3/08)
Le associazioni ambientaliste e i partiti di sinistra che si oppongono all'emendamento alla legge urbanistica regionale che consente l'edificazione nei parchi contro il parere degli enti, hanno indetto un presidio davanti al Pirellone il 4 marzo alle 10, quando il consiglio regionale comincerà a discutere e votare le modifiche alla legge.
Oggi gli assessori del Comune di Milano Masseroli e Cadeo hanno convocata una conferenza stampa per sostenere che il Comune di Milano non ha richiesto l'emendamento e non ha intenzione di utilizzare la possibilità di scavalcare il Parco Sud rivolgendosi alla Regione durante l'approvazione del Piano di Governo del Territorio.
Il Comune è preoccupato per la candidatura all'Expo 2015 in quanto alcune associazioni ambientaliste stanno scrivendo una lettera al Bureau International des Expositions (BIE) a Parigi denunciando l'operato della Regione, che va contro la sostenibilità dell'Expo dichiarata dal Comune nel dossier di candidatura.
Non si capisce perchè il Comune non chieda all'assessore regionale Boni di ritirare l'emendamento, se non ha intenzione di utilizzarlo.
E' dubbio che il Comune di Milano non abbia intenzione di consentire costruzioni nel Parco Sud, dato che i Piani di Cintura che il Comune sta studiando prevedono costruzioni nel Parco. Nella slide proiettata oggi sono indicati in nero i nuovi edifici lungo il Parco Sud, indicato in bianco.
L'assessore Masseroli ha sostenuto che c'è piena intesa con il Parco Sud e la Provincia sul piano di cintura ad ovest di Milano che comprende il Bosco in Città ma i problemi sono sorti in passato sui piani delle aree a sud, dove vi sono terreni in cui i proprietari vogliono da anni costruire.
Ecco i dati sul verde comunicati alla stampa. La domensione dei parchi estensivi coincide con quella del Parco Nord, che non è però tutto nel Comune di Milano: sono stati considerati tutti i 620 ettari invece dei soli 251 compresi nel Comune di Milano.
Repubblica ha dedicato un articolo sull'argomento.
Ricorso contro il progetto Varesine: fissata l'udienza al Tar il 22 aprile 2008 (29/2/08)
Il Tar ha fissato per il 22 aprile l'udienza per la discussione del ricorso dei residenti intorno all'area delle ex-Varesine contro la delibera della Giunta Albertini che approvava il planivolumetrico del progetto con le altezze massime e la convenzione con il proprietario (vedi notizia dell'1/11/06).
Il 20 dicembre scorso la Commissione Edilizia ha approvato il progetto preliminare in base all'art. 112 del Regolamento Edilizio anche in relazione all'impatto paesistico con tre astensioni.
E' in corso lo scavo previsto dalla D.I.A. di preparazione del sito in vista delle future costruzioni e parcheggi sotterranei fino alla profondità di 17 metri sotto il livello stradale. Alcuni condominii di via Marco Polo hanno diffidato l'impresa a posare tiranti per sostenere il muro di contenimento sul confine delle loro proprietà, rallentando i lavori.
Nel ricorso è stata contestata la mancanza di un piano attuativo, l'entità della monetizzazione degli standard, a cui sono stati applicati gli importi minimi previsti da una delibera nel 1997 (341 €/mq) senza tener conto dell'utile dell'operatore derivante dalla mancata cessione al Comune delle aree a standard e la mancanza di una Valutazione di Impatto Ambientale complessiva con il P.I.I. Garibaldi-Repubblica.
Il primo ricorso relativo ai progetti dell'area, quello relativo al PIR Isola-de Castillia, è stato discusso al Consiglio di Stato il 19 febbraio scorso e si è in attesa della sentenza.
Un milione di metri quadri di 7 stazioni da dismettere in discussione tra Comune e Ferrovie (27/2/08)
Le prossime scelte urbanistiche di Milano sono legate all'accordo tra Comune e Ferrovie in corso di discussione.
Il Giornale parla nei dettagli delle decisioni che si stanno prendendo sui 7 scali ferroviari che verranno dismessi: Lambrate, Rogoredo, Farini, Porta Genova, Porta Romana, San Cristoforo, Greco. Sono 1,2 milioni di metri quadri che saranno venduti all'asta agli immobiliaristi con un icnasso previsto di 900 miliardi.
Entro un mese sarà definito l'accordo che prevederà verde e parcheggi di corrispondenza a San Cristoforo, piattaforme logistiche per l'interscambio delle merci a Rogoredo e Lambrate, residenze universitarie e housing sociale a Lambrate e Greco, residenze ed uffici nelle altre aree più pregiate.
Le costruzioni si concentreranno nelle stazioni Farini, Porta Genova e Porta Romana, le aree più pregiate e centrali.
L'indice territoriale di cui si parla è 0,65 mq/mq, il doppio di quello previsto attualmente dal documento di inquadramento del 2000.
Con il ricavato si dovrebbe costruire il nuovo passante ferroviario ovest da Certosa a San Cristoforo che completerebbe l'anello ferroviario intorno a Milano e il cui tracciato sotterraneo è ancora in discussione (MM ha fatto lo studio di fattibilità con diverse alternative), una cinquantina di parcheggi di interscambio a Milano, Varese, Treviglio e Como, mobilità ciclabile. I comitati dei residenti di Milano e Corsico hanno chiesto di utilizzarli per l'interramento della ferrovia Milano-Mortara, che verrà raddoppiata con aumento dell'inquinamento acustico vicino alle case.
Su queste decisioni non c'è stata alcuna discussione con comitati e consigli di zona.
Entro dicembre verrà fatta la gara per selezionare la società che si occuperà della vendita (si parla già di Sviluppo Fiera che si è occupata di Fiera-Citylife e del Policlinico), per febbraio 2009 i concorsi di progettazione urbanistica e i programmi integrati di intervento.
SI ripeterà la vicenda di Citylife con tanto cemento, poco verde e ricorsi al Tar dei residenti ? A Porta Genova si è già costituito un anno fa un comitato di residenti e commercianti che ha proposto un progetto con verde e strutture pubbliche.
Masseroli presenta il futuro Piano di Governo del Territorio alle associazioni ambientaliste (27/2/08)
L'assessore Masseroli ha presentato ieri all'Urban Center alcuni lucidi sul futuro PGT alle associazioni ambientaliste.
In questo periodo l'assessore sta raccogliendo indicazioni dai consigli di zona, dalle associazioni, dagli operatori economici, sindacati ecc..
Il PGT sarà adottato dalla giunta comunale entro l'estate e successivamente adottato dal Consiglio Comunale entro fine 2008. Se ne prevede l'approvazione entro marzo 2009, data limite prevista dalla legge urbanistica regionale.
Non sono stati presentati il documento di piano, il piano delle regole e quelle dei servizi, che dovranno comporre il PGT ma concetti generali contenuti in parte sul documento Piano del Governo del Territorio: Milano verso il suo futuro, 01 Primi contenuti strategici, e sui numeri di prossima pubblicazione (ne sono previsti 6).
La presentazione è stata così generale che è stato difficile per i presenti intervenire con proposte concrete. Non è stata lasciata copia delle diapositive presentate.
Per quanto riguarda il verde è stato definito un obiettivo di 30 mq/abitante. Attualmente il verde è così suddiviso:
| verde fruibile | 12,7 mq/ab |
| verde parzialmente fruibile | 2,3 mq/ab |
| totale fruibile e parzialmente fruibile | 15 mq/ab |
| verde programmato | 5,9 mq/ab |
| totale verde fruibile e programmato | 18,6 mq/ab |
| Totale verde fuibile, parzialmente fruibile e programmato | 20,9 mq/ab |
E' stato illustrato il concetto di perequazione urbanistica, che dovrebbe essere esteso ai comuni di prima cintura per fare diventare pubbliche vaste aree del parco sud.
Non sono stato indicati gli indici di perequazione, è quindi è impossibile capire quante saranno le volumetrie generate dalle aree a verde, nè è stato indicato quale sarà l'indice massimo costruibile nelle varie zone di Milano, per capire dove andranno a finire.
Non è stato indicato neanche l'obiettivo di numero di abitanti di Milano: Masseroli ha dichiarato che il numero di 2 milioni di abitanti da lui citato al festival dell'Unità l'anno scorso era solo una provocazione, ma che secondo lui abitano a Milano 600.000 persone non ufficialmente residenti, e quindi la vera popolazione di Milano è già di circa 1.800.000 persone.
Vi è stato un accenno agli accordi con le Ferrovie per la vendita e edificazione delle aree ferroviarie di 7 stazioni da dismettere (vedi articolo di oggi sul Giornale) in cui sarà prevista la parziale copertura dette rotaie della stazione Garibaldi.
Per quanto riguarda la Zona 3, Masseroli ha incontrato la presidente della Bracco Diana Bracco che ha sede a Lambrate, proponendole di occuparsi del piano d'area di Lambrate attraverso la costituzione di un fondo in cui far confluire le proprietà immobiliari delle aree dismesse del quartiere e di dare un contributo al recupero delle sponde del Lambro, proseguendo il parco dell'Alta Valle del Lambro che si ferma a Sesto San Giovanni.
Il Consiglio di Zona 3 aveva invece chiesto all'assessore di bandire un concorso di idee per la pianificazione dell'area in accordo con il Politecnico. Invece della pianificazione pubblica l'assessore privilegia gli accordi con i privati porprietari delle aree.
Il rappresentante di Legambiente Cremascoli ha chiesto che venga avviata la Valutazione Ambientale Strategica sulla base di documenti ufficiali. Avviata nel luglio dello scorso anno, è stata rinviata a luglio, quando a Milano non ci sarà nessuno.
L'impressione è che l'elenco degli incontri di Masseroli con varie entità territoriali verrà fatto passare come consultazione sulla Vas, quando invece non c'è alcuno documento da discutere.
I disagi per i cantieri dei parcheggi della Quadrio Curzio in zona 3 (26/2/08)
Una lettera aperta sui disagi provocati alla cittadinanza dai cantieri della Quadrio Curzio in zona 3 è stata inviata ai consiglieri comunali e di zona 3 da alcuni abitanti della zona.
Si tratta dei cantieri di via Andrea Costa-piazza Loreto, largo Murani, via Leoncavallo, piazza Novelli.
Una testimonianza di una commerciante di prodotti biologici di via Leoncavallo 15 è stata pubblicata sul sito Milano 2.0.
La commissione territorio della Regione approva l'emendamento che permetterà di costruire nei parchi regionali, a rischio la candidatura di Milano all'Expo 2015 (20/2/08) (aggiornato il 23/2/08 con l'intervento di Beltrame)
Sottoscrivi la raccolta di firme contro l'emendamento.
Ho assistito con numerosi altri ambientalisti alla commissione territorio della Regione che ha approvato una serie di modificahe alla legge urbanistica 12/2005; tra questi la più significativa è quella che consentirà ai Comuni di costruire nei parchi anche contro il parere degli organi dei parchi, ricorrendo all'autorizzazione della Regione.
L'emendamento è fatto su misura per il Parco Agricolo Sud, in cui sia il Comune di Milano che altri comuni vorrebbero poter costruire mentre il Consiglio del Parco si oppone a qualunque modifica del suo perimetro.
La Regione potrà intervenire ed autorizzare i Comuni a permettere le costruzioni nei loro piani regolatori.
Un'altra modifica approvata nello stesso senso limita il potere delle Province di definire quali sono le aree agricole in cui non si può costruire: questo potere sarà limitato alle sole aree agricole "strategiche" ed i criteri per definirle così saranno definiti dalla Regione.
E' un altro modo per aggirare i divieti della Provincia di Milano, dove, grazie anche ai Verdi, si cerca di limitare il consumo di suolo e salvare le aree agricole dalla cementificazione promossa da alcuni proprietari immobiliari e cooperative che hanno acquistato i terreni a poco prezzo, sperando un giorno di potervi costruire.
In commissione hanno parlato Pratesi del Fai e Beltrame di Polis, circolo di Legambiente, che hanno espresso le critiche delle loro associazioni all'emendamento proposto dall'Assessore al Territorio della Lega Nord Boni.
Non vi è stato nulla da fare, la maggioranza di FI, An e Lega ha approvato l'emendamento senza modifiche nonostante le richieste dell'opposizione di eliminarlo. Ora la parola passa al consiglio regionale, che voterà le modifiche il 4 marzo.
Le associazioni ambientaliste segnaleranno oggi al Bie il fatto che, se il il consiglio regionale approverà la legge con l'emendamento, salterà la sostenibilità dell'Expo 2015 a Milano e quindi la candidatura dovrà essere annullata.
Ecco la notizia sul sito del Wwf con il testo dell'intervento di Pratesi. Ecco l'intervento di Beltrame di Polis, circolo di Legambiente.
Il Wwf si prepara anche a chiedere al Governo di inpugnare la legge davanti alla Corte Costituzionale, se verrà approvata nella versione uscita dalla commissione.
Repubblica ha pubblicato un articolo di Paolo Hutter (allarme parchi ), uno di Stefano Rossi (il grande affare del mattone si gioca a sud della città) ed uno di Jacopo Gardella (la legge della giungla che divora i nostri parchi).
M'illumino di meno, spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 15 febbraio 2008 dalle ore 18 (14/2/08)
Caterpillar, il noto programma di Radio2, lancia in Italia per il quarto anno consecutivo la giornata internazionale sul risparmio energetico (“M’illumino di meno”)
L'invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 15 febbraio 2008 dalle ore 18.
Per valorizzare il ruolo della mobilità sostenibile anche ai fini del risparmio energetico, invito con Ciclobby anche coloro che non lo fanno abitualmente a scegliere la bici per i propri spostamenti della giornata di domani, venerdì 15 febbraio.
La campagna di "M'illumino di meno 2008", iniziata il 15 gennaio, si conclude il 15 febbraio (vigilia dell'anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto), dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all'estero, per razionalizzare i consumi d'energia e di risorse, dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per tagliare gli sprechi.
Sul sito internet del programma www.caterueb.rai.it , è possibile segnalare la propria adesione alla campagna, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte dagli altri aderenti.
In viale Argonne 35 (ex-libreria FDF) ciclo di conferenze e presentazioni di libri (10/2/08)
L'associazione SviluppoCultura (tutte le iniziative sul sito www.sviluppocultura.net), un gruppo di amici che ha come interesse comune la diffusione della cutura in tutte le sue forme, organizza una serie di conferenze nell'ex-libreria FDF in viale Argonne 35 (cartina):
Per ogni iniziativa è previsto un contributo spese per la sala di 2 euro.
Elio e le storie tese ricordano il taglio del Bosco di Gioia nel video del nuovo singolo Parco Sempione (9/2/08)
Ecco il video sul sito mydeejay e le parole. La canzone finisce così :
Sedicimila firme, niente cibo per Rocco Tanica
Ma poi il bosco l’hanno rasato mentre la gente era via per il ponte.
Se ne sono battuti il cazzo, ora tirano su un palazzo.
Han distrutto il bosco di Gioia questi grandissimi figli di Troia.
Le critiche di Fai, Italia Nostra e Wwf al progetto per l'Expo 2015 (5/2/08) (aggiornato 11/2/08)
Leggi l'articolo di Repubblica (Gli ambientalisti: meno cemento, più recupero) del 11/2/08.
FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano, Italia Nostra e WWF Italia sono state
invitate a suo tempo dal Sindaco Letizia Moratti, tra le altre associazioni
ambientaliste, a far parte della Consulta Ambientale all’interno del progetto
per Expo 2015. Le tre associazioni, nel ringraziare il Sindaco per l’invito,
hanno fatto presente, in un incontro successivo a Palazzo Marino, la loro
totale disponibilità a collaborare per la migliore riuscita di Expo 2015, ma
hanno fatto altresì presente che ciò sarebbe dipeso dalla disponibilità ad
accogliere alcune indicazioni ritenute vincolanti: il freno al consumo dei
suoli, la valorizzazione dell’agricoltura e della rete idrica esistente, il
recupero e riqualificazione del patrimonio artistico e architettonico presente
nel nord Milano, l’immediato coinvolgimento del Ministero per i Beni
Culturali tramite le Soprintendenze locali.
Sono questi alcuni dei temi cruciali che le nostre Associazioni ritengono
vadano affrontati in un’ottica di conservazione oltre che di sviluppo.
FAI, Italia Nostra e WWF Italia, nell’attesa dunque di tornare a discutere operativamente di proposte progettuali, si sono riunite nel frattempo in Osservatorio, nel cui ambito stanno approfondendo alcune proposte progettuali.
1. Consumo di suolo. Milano e la prima fascia di comuni al suo intorno immediato raggiungono il 70% di edificazione (sulla base di tutte le previsioni urbanistiche esistenti), mentre il dato complessivo della Provincia si assesta oltre il al 42%. Come richiamato dalla Provincia di Milano, il superamento del limite del 55% lascia un territorio nell’impossibilità di rigenerarsi dal punto di vista ecologico e ambientale. I più recenti interventi progettuali sulla città non possono che generare in noi allerta e preoccupazione. Al contrario, Expo può rappresentare l’occasione per riconoscere con coraggio il valore della “risorsa” suolo, avviandone una gestione finalmente responsabile. Occorre dare un chiaro segno di volontà nel cercare di arginare questo fenomeno, risparmiando soprattutto aree verdi, o che a verde potrebbero essere destinate, e limitando il consumo di suolo alle aree ex-industriali o già urbanizzate e, ancora, introducendo forme di compensazione ecologica. Proprio in questa prospettiva, sottolineano FAI, Italia Nostra e WWF Italia, Expo 2015 può essere l’occasione per arrestare il processo di erosione che minaccia il patrimonio di corsi d’acqua, agricoltura, boschi, aree verdi e parchi che ancora circondano Milano, portandolo da uno stato di precarietà a uno di integrazione e rinaturalizzazione, come avviene nelle principali città europee.
2. Agricoltura. Proprio in virtù delle forti e inquietanti spinte che mettono a rischio la “sopravvivenza” delle aree agricole intorno alla città, FAI, Italia Nostra e WWF Italia propongono di ribadire con Expo 2015, in maniera categorica, la loro totale conservazione. Per questo sarà necessario dare un chiaro segnale di volontà di tutela della fascia agricola periurbana attraverso per esempio un adeguato sostegno strutturale alle aziende agricole del territorio con la formazione di un sistema estensivo di aree periurbane dove si associano interventi di rinaturazione e azioni di sostegno all’attività agricola con un obiettivo di lungo periodo, dando così tra l’altro un indirizzo di sviluppo per la città che risponde al bisogno di decongestionare un territorio pesantemente urbanizzato partendo dal centro del problema: dal territorio interno ai confini amministrativi di Milano. Del resto questo è il modello che grandi capitali come Londra, la cui fascia agricola periurbana è rimasta quasi intatta dal 1943, hanno con successo sviluppato.
3. Le vie d’acqua. Per quanto riguarda invece la realizzazione di una nuova “via d’acqua”, questo intervento poco si giustificherebbe se motivato solo da pura funzione estetica, senza una funzionalità integrata con la vita della città. Condividiamo il richiamo contenuto nel progetto alla necessità di dare nuova centralità alle vie d’acqua di Milano, così identitarie per la città, il cui abbandono è sotto gli occhi di tutti. FAI, Italia Nostra e WWF Italia propongono che sia prioritario l’intervento sull’esistente, prevedendo - tenendo conto delle connotazioni storiche dei canali - un’ampia e diffusa azione di rinaturazione e riqualificazione ambientale del reticolo idrografico minore dell’area coinvolta; Expo 2015 potrebbe infatti essere l’occasione per riqualificare almeno le sponde di canali artificiali quali il Villoresi o il Canale Nord Ovest, attraverso interventi di rinaturazione, mitigazione ambientale e/o di ingegneria naturalistica soprattutto in sostituzione delle sponde cementificate di questi corsi d’acqua. Oltre al beneficio paesistico si contribuirebbe a recuperare capacità auto depurativa grazie all’azione di vegetazione spondale attualmente praticamente assente e a rendere maggiormente fruibili le alzaie di questi canali, ora, in molti tratti, piuttosto pericolose a causa delle scoscese sponde in lastre di cemento.
4. Il patrimonio monumentale. FAI, Italia Nostra e WWF Italia propongono di cogliere l’occasione dell’Expo 2015 per rilanciare un grande progetto di valorizzazione del ricco patrimonio monumentale presente nel nord Milano, come ad esempio Villa Arconti Visconti con il borgo e l’intera area agricola e paesaggistica del Castellazzo di Bollate, regina delle ville di “delizia” milanesi – opera di fondamentale importanza non solo dell’architettura seicentesca, ma esempio unico per dimensione e qualità di giardino all’italiana lombardo -, e la Villa Reale di Monza, unica grande reggia europea scandalosamente dimenticata. Ma sono solo due esempi di un vasto patrimonio costituito a cascine, borghi (come ad esempio i borghi di Figino, Trenno, Ronchetto delle rane e Chiaravalle), ville – come la stupenda Villa Litta di Lainate - e castelli, musei, arredi storici e beni minori per i quali si dovrà impostare una strategia di recupero e conservazione. Pensando ai dichiarati 29 milioni di visitatori che dovrebbero riversarsi nell'area milanese nel 2015, questo patrimonio rappresenterebbe un richiamo forte in grado anche di rimarcare e rendere unica l’identità di Milano.
5. Processo decisionale. Alla luce anche, ma
non solo, dei poteri commissariali richiesti dal Sindaco Moratti si rende
quanto mai necessario il coinvolgimento immediato delle Soprintendenze al
tavolo decisionale, cosa che ad oggi sorprendentemente ancora non è avvenuta.
Se è vero e anche necessario che il processo decisionale risponda a criteri di
efficienza, vorremmo essere rassicurati che al contempo vi corrispondano
adeguate azioni di controllo realmente efficaci per preservare i valori
ambientali e architettonici del territorio.
Milano, 1 febbraio 2008
Ufficio stampa
FAI tel 02467615220 ufficiostampa@fondoambiente.it
Italia Nostra tel 02-86461400 milano@italianostra.org
WWF Italia Sara Bragonzi tel 329 8315718 s.bragonzi@wwf.it
Visita a Milano dei delegati del Bie: il Comitato Noexpo ha consegnato un dossier contro la candidatura di Milano ed incontrato il Segretario generale del Bie e il Comitato di Candidatura (3/2/08)
Il Comitato Noexpo, di cui faccio parte, ha preparato un dossier contro la candidatura di Milano, lo ha tradotto in inglese e lo ha consegnato oggi al Segretario Generale del Bie, ai delegati al Bie e al Comitato di Candidatura (vedi comunicato stampa).
Oggi alle 15.30 Andrea Savi, Amalia Navoni e Michele Sacerdoti hanno incontrato all'Urban Center Vincente Gonzales Loscertales, Segretario Generale del Bie, Roberto Daneo e Vinicio Peluffo del Comitato di Candidatura Expo-Milano 2015.
Durante l’incontro il Comitato No Expo ha sottolineato in particolare le problematiche della mobilità, delle grandi opere, della qualità della vita e dell’ambiente connesse all’esposizione universale, evidenziando come il progetto di candidatura sia stato costruito più sugli interessi speculativi dei grandi gruppi economici che non sugli interessi dei cittadini.
Il Segretario Generale del Bie ha ammesso che le nostre preoccupazioni sono condivise dal Bie in quanto tipiche di ogni Expo ed ha mostrato un particolare interesse soprattutto per le critiche relative al sito individuato per ospitare l’Expò 2015, un’area adiacente al nuovo polo fieristico di proprietà di Fiera e Cabassi.
In un’area già attualmente congestionata in occasione delle manifestazioni fieristiche si costruirebbero i nuovi capannoni per l’Expò 2015, aggiungendo un traffico di circa 65.000 automobili al giorno a quelle del normale traffico fieristico, creando così enormi problemi non solo per i cittadini di quella zona ma anche per chi vorrà visitare l’esposizione universale. Sotto il sito è previsto un parcheggio per 6000 posti auto, oltre ai parcheggi pubblici per 17.000 posti auto previsti lungo la tangenziale ovest, l'autostrada dei laghi e la strada provinciale Rho-Monza.
Lo stesso Loscertales ha poi sottolineato che le esperienze passate in cui l’Expò si è tenuta nel medesimo sito e contemporaneamente ad altre esposizioni fieristiche, hanno evidenziato elementi di forte criticità.
L’incontro si è concluso con un impegno ad ampliare il processo di partecipazione di associazioni e cittadini nel caso in cui, alla fine di marzo, l’Expò 2015 fosse assegnata a Milano. Questa partecipazione sarà particolarmente importante nei due anni che intercorrono tra l'assegnazione dell'Expo e l'accettazione del progetto definitivo da parte del Bie.
In questi due anni si capirà se il progetto è destinato a migliorare Milano o a peggiorarla e se i cittadini e le associazioni ambientaliste avranno voce in capitolo per una Expo veramente sostenibile ed una trasformazione di Milano in una città più vivibile.
Nel mio intervento ho espresso perplessità per la previsione che solo il 16% dei visitatori utilizzerà l'auto privata, sul mancato esproprio dell'area, sulla creazione di un nuovo canale nella Via d'Acqua dal Naviglio Grande all'Expo invece di riaprire i Navigli lungo la Via di Terra, sull'elevato costo di costruzione della Torre Expo (220 milioni di di euro), sul torrido clima di Milano l'estate che certo non favorisce l'arrivo dei visitatori.
Mi è stata consegnata una versione su carta del dossier ufficiale di candidatura in inglese, che è più completa di quella presente sul sito ufficiale in quanto sono presenti tutti i budget, gli schemi ed i rendering. Sarà molto utile per entrare nelle scelte di progetto qualora Milano dovesse ottenere la candidatura.
Campagna di Legambiente ed Eco dalle città “Gli italiani riducano l’immondizia che va in discarica per fare posto alla spazzatura campana” (1/11/08)
Due chili di meno di spazzatura. E’ la mobilitazione lanciata da Legambiente e Eco dalle Città che invita gli italiani a ridurre di almeno due chili a testa la spazzatura destinata nei prossimi giorni alle discariche. Due chili di rifiuti in meno – ottenuti diminuendo i piccoli sprechi quotidiani o incrementando con maggiore attenzione la raccolta differenziata – possono creare in poche settimane quello spazio in discarica necessario ad accogliere il surplus di rifiuti campani senza nessun aggravio per gli impianti di smaltimento.
“Produciamo in media più di 1,5 kg di spazzatura al giorno – dicono Legambiente e Eco dalle Città – Se nelle prossime settimane tutti gli italiani risparmiassero alle proprie discariche 2 kg degli oltre 500 chili di spazzatura che producono in un anno si diminuirebbe la pressione complessiva sulle discariche di ben 120 mila tonnellate di rifiuti, ossia una quantità paragonabile a quella che ha messo in ginocchio la Campania. Differenziamo come non abbiamo mai fatto e riduciamo per quanto possibile i nostri rifiuti. E’ una dimostrazione di solidarietà civile e soprattutto una prova che sappiamo e possiamo fare di meglio di quanto fatto finora”.
L’iniziativa è rivolta principalmente ai singoli cittadini, ma naturalmente possono aderire comuni, associazioni, aziende e tutti quelli che vogliono dimostrare che è possibile una gestione maggiormente sostenibile dei rifiuti e che c’è una maggioranza di italiani più responsabile e virtuosa di tante amministrazioni locali e nazionali che non hanno saputo e voluto affrontare in modo corretto e efficace l’emergenza. L’idea è insomma quella di uno scatto di reni e di solidarietà da parte di tutti i cittadini e delle amministrazioni locali.
Due chili di meno è anche un’occasione per trasformare in opportunità la triste vicenda rifiuti. Nel nostro Paese, e non solo in Campania, la produzione annua di rifiuti cresce a un ritmo superiore a quello della raccolta differenziata. E’ utile quindi diffondere sempre di più le esperienze positive dei 1150 Comuni ricicloni del Paese per sottolineare che buttare meno spazzatura è il primo passo per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti.
Per informazioni e adesioni:
Parcheggio di largo Rio de Janeiro: la Soinso è costretta dal giudice a rinunciare all'utilizzo dei tiranti (10/1/08)
Nell'ultima udienza davanti al Tribunale civile il dott. Miscio della Soinso ha dovuto prendere l'impegno di non mettere i tiranti sotto gli edifici della piazza. Altrimenti il giudice avrebbe emesso un'ordinanza contro l'uso dei tiranti.
Con l'accoglimento delle domande dei condominii la causa si è chiusa.
Ora ci si aspetta che venga presentato un nuovo progetto di parcheggio e che i costi dei box aumentino.
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