Gli edifici liberty della Zona 3

 

La Zona 3 è particolarmente di edifici liberty costruiti tra il 1900 ed il 1910 in quanto in quel periodo Milano si è sviluppata fuori dalla cerchia delle mura spagnole. Dopo la demolizione del Lazzaretto avvenuta alla fine del 1800 i piani regolatori hanno pianificato lo sviluppo del quartiere intorno all’asse rappresentato da Corso Buenos Aires.

Numerosi libri pubblicati negli ultimi anni sul liberty a Milano hanno elencato gli edifici di questo periodo presenti nella nostra zona ed hanno pubblicato le fotografie delle loro facciate. Su alcuni di essi la Sovrintendenza ha posto il vincolo monumentale ma nessuno di essi è segnalato con i cartelli dell’APT e chi passa raramente li nota.

Le schede sono tratte per la maggior parte dal libro: Architettura liberty a Milano, Mario Salvadé - Donatella Frizzi Brianza, Mazzotta, 1984 (contrassegnate dalle iniziali AL).

Altre sono tratte dal libro: MilanoLiberty, Oscar Pedro Melano - Rosanna Veronesi, Mursia, 1991 (contrassegnate dalle iniziali ML).

Ti segnalo inoltre il bellissimo libro Milano in Liberty, fotografie di Fulvio Reuter e testi di Guido Lopez, Celip, 1993 ed il libro  In Liberty Milano e Lombardia, testi di Guido Lopez e Elisabetta Susani, fotografie di Piero Orlandi, Celip, 1999.

Ti propongo 3 itinerari per ammirare gli edifici liberty della Zona 3:

  1. inizio in Piazza Oberdan
  2. inizio in Piazza Argentina
  3. inizio in Piazza Maria Adelaide

Buona visita

 

Michele Sacerdoti

 

 

Itinerario n. 1 con inizio in piazza Oberdan

  1. viale Piave 42 - Hotel Diana
  2. via De Bernardi 1
  3. viale Piave 11/13
  4. via Pisacane 12
  5. via Pisacane 16
  6. via Pisacane 18/20
  7. via Pisacane 22
  8. via Pisacane 24
  9. via Modena 2
  10. via Menotti 16/19
  11. via Menotti 1
  12. via Menotti 4
  13. via Castelmorrone 8
  14. via Modena 20
  15. via Castelmorrone 19
  16. via Modena 27
  17. via Modena 28
  18. via Modena 30
  19. via Modena 21/23
  20. viale dei Mille 68
  21. viale dei Mille 27
  22. via Pisacane 53/55/57
  23. via Frisi 2 - Palazzina Liberty
  24. via Malpighi 12
  25. via Malpighi 3

Percorso dell'itinerario n. 1

Itinerario n. 2 con inizio in piazza Argentina

  1. via Pergolesi 16
  2. via Settembrini 43
  3. via Petrella 32
  4. via Petrella 14
  5. via Settala
  6. via Settembrini 40
  7. via Settembrini 38
  8. via Vitruvio 39
  9. via Settala 35
  10. via Settembrini 11

Percorso dell'itinerario n. 2

 

Itinerario n. 3 con inizio in piazza Maria Adelaide di Savoia

  1. via Eustachi 6
  2. via Maiocchi 14
  3. via Stoppani 11
  4. via Zambeletti 4
  5. via de Filippi angolo via Broggi 20
  6. via Broggi 17
  7. via Eustachi 31
  8. via Plinio 20
  9. via Plinio 12
  10. via Plinio 2
  11. via Ozanam 4
  12. P.le Bacone 6
  13. Viale Abruzzi 35
  14. Via Paracelso 2
  15. Corso Buenos Aires 66
  16. Via Piccinni 23
  17. Via Stradivari 1
  18. Via Stradivari 6/8/10
  19. Via Stradivari 7
  20. Viale Abruzzi 87
  21. Via Pecchio 6

Percorso dell'itinerario n. 3

 

Schede degli edifici dell'itinerario n. 1

 

Viale Piave 42, Hotel Diana, 1907, Arch. A. Manfredini

Vedi gli edifici significativi della zona 3.

Via De Bernardi 1, Casa Alessio, 1905, Arch. G.B. Bossi

L'ampia fascia che si sviluppa ascensionalmente in corrispondenza dell'androne d'ingresso costituisce quasi una pausa al fitto susseguirsi di timpani e cornici di sapore classicheggiante. L'impronta secessionista, facilmente identificabile nella cadenza delle partiture, nel sapiente dosaggio della decorazione e nella trama della fascia centrale, è ancora riscontrabile nella parte alta della facciata. Qui la composizione si fa diversa, passando dall'aggraziato riquadro delle finestre del terzo piano, dove la linea ancora indulge a motivi floreali, alla più austera linearità delle finestre dell'ultimo piano, che sono collegate fra loro da una fascia decorativa continua di elementi geometrici e lineari alternati da grandi mensole sotto la gronda del tetto, cui corrispondono più in basso motivi a corona in forte rilievo. (AL)

Viale Piave 11/13, Casa Bossi, Arch. G.B. Bossi

In questo edificio Giovan Battista Bossi si cimenta in reminiscenze medievaliste e orientaleggianti con un risultato cupo nei bugnati, severo nei tagli e negli oggetti, curioso nei dettagli degli architravi e dei mensoloni. La composizione della facciata, dall'accentuato sviluppo orizzontale, è stata abilmente risolta caricando con una fitta sequenza di balconi variamente aggettanti e diversamente dimensionati. Questa soluzione, unitamente all'uso del bugnato a piano terra, all'articolata partitura dei vuoti sempre sormontati da caratteristici architravi e al fitto susseguirsi di teste leonine sottogronda, si risolve in uno spiccato effetto chiaroscurale che conferisce alla facciata un apsetto di particolare, pesante severità. Il cemento è usato con particolare abilità sia nei contorni e negli architravi delle finestre, sia negli elaborati motivi decorativi. (AL)

Via Pisacane 12, 1903, Arch. A. Campanini

Si snoda elegantemente riproponendo in tono pacato la linea nervosa di Horta e Guimard, che qui accarezza appena le finestre e si aggraffa ai balconi. Caratteristico della facciata è il dilatarsi della finestratura centrale in corrispondenza del portone d'ingresso, a formare una larga fascia tripartita secondo schemi diversi e un gusto prossimo ai modelli art nouveau. (AL)

Via Pisacane 16, 1902, Arch. A. Fermini - foto

La decorazione fitomorfa si carica di un gusto churrigueresco nei pesanti calchi in cemento che inquadrano le finestre e delimitano i balconi e nei ferri battuti delle ringhiere che riprendono motivi arabeggianti. (AL)

(La fotografia è tratta da Milano in Liberty di Reuter e Lopez per gentile concessione dell'editrice CELIP.)

Via Pisacane 18/20, Casa Cambiaghi, 1902, Arch. A. Fermini - foto

Gli stessi arabeschi stilizzati troviamo in questa casa, dove le reminiscenze moresche più palesi nei motivi stellari ricorrenti nella decorazione e nelle archeggiature delle finestre, ora ribassate, ora curiosamente forgiate. Anche i balconcini stranamente sagomati che si alternano al penultimo piano e i pavoni che sovrastano in stretta successione le aperture del primo piano si inseriscono in questa particolare maniera liberty. Dai disegni risulta in particolare come nella composta facciata di questo stabile gli elementi decorativi di maggior pregio siano costituiti anzitutto dal prezioso e vario profilo delle balaustre dei balconi, con compositi motivi floreali stilizzati, da originali contorni di finestre che variano da piano a piano con elementi vegetali e animali ricchi di fantasia compositiva. La strano geometrico contorno dentellato delle finestre del secondo piano è sottolineato da un divertente seguito di rami e di foglie. (AL).

(La fotografia è tratta da Milano in Liberty di Reuter e Lopez per gentile concessione dell'editrice CELIP.)

Via Pisacane 22, Casa Cambiaghi, 1903-04, Arch. U. Stacchini

Lo schema dell'architetto è riconoscibile dalla centratura delle balconate su cui si aprono finestre tripartite che si raccordano ai piani superiori con la parte mediana. L'effetto coloristico è ottenuto mediante una differente campitura: intonaco al centro, cotto ai lati. La decorazione floreale, che nei ferri battuti si avvale della maestria di Mazzucotelli, si rivela coerente anche nei disegni dei cementi che adornano le finestre. (AL)

Via Pisacane 24, 1903, Arch. U. Menni

La rigida composizione si basa su un efficace modulo della distanziatura dei vuoti.. Il motivo centrale delle tre finestre raggruppate è questa volta applicato evidenziando particolarmente l'aggetto di un solo balcone che, abilmente inserito, si staglia nel riquadro in cotto che caratterizza cromaticamente la facciata. (AL)

Via Modena 2

L'edificio si ricollega alla serie di via Pisacane; ne è anzi l'inizio, pur presentando un più ampio fronte su via Modena. Si articola mediante partiture che alternano in riuscito effetto cromatico campiture in pietra e in cotto. Misurata la decorazione in piattabande, buoni i ferri battuti che ne impreziosiscono l'insieme. (AL)

Via Menotti 16/19, Case Scagliotti e Croci, 1904, Arch. L. Croci

Le case, che si ripetono con identico schema, rappresentano un esempio di architettura popolare frequentemente ritrovabile nella zona Venezia. In realtà si tratta di manifestazioni ibride in cui elementi floreali si mescolano a elementi classicheggianti. (AL)

Via Menotti 1, Casa Bessani e Maroni, 1904

Il coloratissimo motivo floreale che si insinua negli architravi e tra le finestre è l'unico vivace accenno liberty in uno schema compositivo molto modesto. (AL)

Via Menotti 4, Casa Scagliotti, Croci e Regazzoni, 1912, Arch. G. Vanini

Caratteristico della facciata è il coronamento ad archeggiature scandite da teste di fauno. Anche qui il motivo delle lesene ripartisce la facciata. da paraste, (AL)

Via Castelmorrone 8, Casa Noel Winderling, 1907

L'edificio, seppur modesto, rivela una certa nobiltà compositiva nel rispetto dei moduli e spaziature e nella ricerca attenta sia di una trama di allineamenti sia di una originalità di disegno degli elementi costitutivi. Da notare a questo proposito l'aggraziata forma ricurva delle esili ringhiere al terzo piano. (AL)

Via Modena 20

Taglio geometrico sapiente aperture con decori non banali. Interessante balconata al sottotetto. Mostra un colore vivace (quasi arancio) con alternanza grigia (nella zoccolatura al piano terra e al primo piano). (ML)

Via Castelmorrone 19, Casa Frisia, 1908

Facciata modesta imperniata sullo stretto allineamento in verticale dei tagli finestrati; tale ritmo è reso esasperato dall'introduzione di paraste. Scarna la decorazione. (AL)

Via Modena 27

I mensoloni massicci del sottotetto corrono ininterrotti. L'angolatura è ancora risolta con la più fitta decorazione, anche se geometrica e scarna. Il colore rosa antico è identico a quello della casa di via Modena 35. (ML)

Via Modena 28, Casa Maggioni, 1909

Nobile facciata, ricca di dettagli originali e di preziosismi decorativi, che si imposta su uno schema centrale severo negli allineamenti dei tagli, fiancheggiato da due fasce terminali dove il disegno diventa più estroso. Qui la sequenza di larghe aperture si sbizzarrisce nella ricerca di tipologie diverse, riquadrate da inserti di piastrelle a motivi floreali e da ferri battuti graziosamente forgiati, fino a culminare nelle capricciose aperture dell'ultimo piano. Queste ultime si inseriscono abilmente nella cimasa dell'edificio in cui fanno spicco le campiture dorate delle ceramiche, sottolineate dal fregio floreale in cemento. Ancora in cemento si modellano i pesanti mensoloni che sovrastano le finestre dell'ultimo piano a sorreggere l'aggetto della gronda. (AL)

Via Modena 30, Casa Croci, 1909, Arch. L. Croci

L'edificio ricalca lo schema delle case all'angolo con via Ciro Menotti e delle case all'angolo con le vie Uberti e dei Mille, sempre dell'architetto Croci. Questo edificio risulta qualitativamente superiore per una maggiore cura dei dettagli. (AL)

Via Modena 21/23, Casa Sinigallia, 1910

Due palazzi che si allacciano attraverso l'interruzione centrale, con piccolo giardino. Caratteristica alta zoccolatura con motivo rigato e spaziature differenti. (ML)

Viale dei Mille 68

L'edificio appare forse alterato nelle pitture a medaglione dell'ultimo piano. Presenta comunque uno schema tipico dell'architettura del quartiere che si imposta su una banale concezione di facciata: essa acquista interesse con la caratterizzazione della fascia corrispondente all'ultimo piano. Qui infatti assume importanza la gronda, sottolineata da una serie di aquile in cemento abilmente inserite fra fregi e timpani; i balconi ricurvi in cemento si fanno ricercati nel disegno, mentre le pitture contribuiscono a porre in particolare evidenza la ricca composizione. (AL)

Viale dei Mille 27

L'edificio, evidentemente sopralzato, presenta nella parte inferiore una caratteristica partitura secessionista dalle ben ritmate cadenze compositive che si ricollegano nei due sensi, orizzontale e verticale, sempre secondo moduli e spaziature esattamente calibrati in un risultato egregiamente riuscito. Si noti come alla campata centrale, variamente articolata su uno schema orizzontale, suggerito dalle tre finestre allineate secondo pacati ritmi spaziali, faccia riscontro ai lati, la serrata successione in verticale delle finestre tripartite che, nella fusione dei tre tagli in uno,, suggerisce un più nervoso ritmo ascensionale. E' ancora importante notare come elementi spuri, quali i timpani, non turbino il raggiunto equilibrio, quasi matematico, dei valori compositivi e spaziali; e come i dettagli decorativi poco o nulla aggiungano alla lettura di questo edificio che manifesta la sua adesione al movimento secessionista per la concezione compositiva. (AL)

Via Pisacane 53/55/57

Gli edifici sono in realtà un solo grande caseggiato dall'impianto severo, secessionista nel tagli ascensionale delle finestrature, nella decorazione contenuta e nel coronamento del frontone. (AL)

Via Frisi 2 - Palazzina Liberty, 1910, Arch. Tettamanzi e Mainetti

Vedi gli edifici significativi della zona 3.

Via Malpighi 12, Casa Guazzoni, 1906, Arch. G.B. Bossi

Vedi gli edifici significativi della zona 3.

Via Malpighi 3, Casa Galimberti, 1905, Arch. G.B. Bossi

Vedi gli edifici significativi della zona 3.

 

Schede degli edifici dell'itinerario n. 2

 

 Via Pergolesi 16, Casa Ciapessoni, 1909, Arch. A. Speranza

L'originalità di questa facciata risiede essenzialmente nella fascia terminale, dove curiose finestrature circolari e tripartite si susseguono in capricciosa alternanza tra lesene, fregi e ghirlande in un tripudio liberty che rieccheggia il modello adottato nell'ex-Trianon. Questa esplosione di estro creativo è tanto più accentuata in quanto si manifesta quasi inaspettatamente al termine di una composizione che si svolge nobile e precisa nel disegno senza mai indulgere a svolazzi floreali o a eccessi decorativi. Parrebbe quasi di riconoscervi la mano del Cattaneo (autore appunto dell'ex-Albergo Trianon), oltre che per l'originale invenzione delle finestrature rotonde, anche per il taglio schiettamente secessionista impresso alla facciata. (AL)

Via Settembrini 43

L'edificio ricalca il modulo viennese austero e marcato in una prevalenza di vuoti sui pieni. (AL)

Via Petrella 32

 

Via Petrella 14, Casa Torniamenti, 1899 (Arch. A. Campanini)

Imponente caseggiato fronteggiante tre strade, nel quale il ricorso alle partiture verticali costituisce un efficace sistema di alleggerimento della massiccia volumetria. Le alte paraste si raccordano in una fascia continua sottogronda impreziosita da inserti in ceramica riproducenti vivacissimi iris. Le diverse campiture vedono l'alternanza di finestre e balconi in cui architravi e ringhiere sviluppano svariati disegni. Anche l'uso di materiali differenti aggiunge valore cromatico alla facciata: cotto e pietra si alternano in una composizione che vede il sapiente inserimento di piastrelle a motivi geometrici o floreali. (AL)

Via Settala

 

Via Settembrini 40, Casa Hahn, 1912

Esempio nobilissimo e accurato nei dettagli, in cui primeggiano elementi cari al liberty, come il pavone che sorregge con grazia il balconcino ricurvo che si imposta a mo' di tribuna all'ultimo piano. (AL)

Via Settembrini 38, Casa Hahn, 1903

Identica all'edificio di via Paracelso 2.

Via Vitruvio 39, Casa Macchi e Lanfranconi, 1906

Vivace esempio caratterizzato da un accentuato cromatismo realizzato mediante un ricco disegno di facciata. Tale disegno si avvale non solo di uno schema ricorrente che prevede l'accentuazione delle fasce terminali e della fascia d'angolo con campiture diverse di colore e maggior importanza di dettagli tecnici, ma anche dell'introduzione di lesene e piattabande accentuate variamente dall'uso del mattone e di una frastagliatissima decorazione che tormenta ogni spazio della facciata. (AL)

Via Settala 35, Casa Ponti-Cassarini, 1909, Ing. A. Mella (poi Bonfantini e Provasi)

Interessante facciata dal ritmo verticale scandito dal taglio elegante di finestre e balconi. Le fasce marginali si arricchiscono di pregevoli ornati a bassorilievo. (AL)

Via Settembrini 11, Casa Felisari, 1914, Arch. G.U. Arata su commissione della Pathé Cinemà

L'edificio presenta un'impostazione architettonico-strutturale e un impiego di materiali analoghi al più celebre edificio di via Cappuccini, dove però la ridondante decorazione scultorea contribuisce a personalizzare i tratti goticizzanti. Mancando qui tale decorazione, l'edificio si presenta come un curioso insieme di elementi gotici rielaborati secondo un gusto modernista cui la ben articolata struttura, ricca di complessi giochi volumetrici, conferisce particolare interesse architettonico. (AL)

I primi due piani ospitavano la Pathe Cinemà.

    

fotografie dell'arch. Edmondo Jonghi Lavarini

 

Schede degli edifici dell'itinerario n. 3

 

Via Eustachi 6, Casa Alberici, 1911, Ing. A. Ambrosini

Alla composta geometria e rigidità di tessuto della facciata fa riscontro una libertà compositiva di molti particolari costruttivi e decorativi: la simmetrica ma varia disposizione dei balconi, la diversità decorativa delle preziose balaustre del terzo piano, l'introduzione di elementi cromatici nella geometria costruttiva, con l'adozione di fasce di piastrelle colorate al primo e all'ultimo piano. Esemplare la libertà di disegno nei contorni delle finestre, varianti da piano a piano pur in una coerente simmetria di disposizione e di proporzioni. (AL)

Via Maiocchi 14

Esempio molto caratteristico nella casistica liberty milanese, nello stile corposo che ricerca effetti chiaroscurali facendo ricorso a un modellato altorilievo in cui è frequente l'uso di superfici curve.

L'edificio, che si articola con marcato ritmo verticale, vede l'alternarsi in successione serrata di tagli finestrati collegati da sagomature diverse e strette lesene fermate alle estremità da elementi scultorei che si intersecano a nastro in corrispondenza dei marcapiano: ne risulta una scansione anche orizzontale della facciata che incrocia il ritmo verticale in felice risultato compositivo e la suddivide in due ordini di campiture cui si aggiunge in basso l'alto basamento bugnato. Qui, forse più che altrove, è presente l'abilità tecnicistica che ricerca mezzi diversi di rappresentazione espressiva per legarli in un risiltato perfettamente coerente con la struttura. L'uso del cemento nei balconi, nelle cordonature, nei contorni, nelle fasce e nei mascheroni è veramente caratteristico nei suoi risultati. (AL)

Via Stoppani 11

Questa facciata si impone per la ricerca decorativa e compositiva esplicata, pur con povertà di mezzi espressivi, soprattutto tra i secondo e il terzo piano. Qui è infatti interessante osservare il ben congegnato rapporto architrave-balconcino tra le finestre sovrapposte che dà luogo a un originale dettaglio dove risultano perfettamente fuse invenzioni tecnico-compositive e decorative. Il motivo ricorrente del girasole, abilmente trattato e variamente composto nei lunettoni che si alternano tra le finestre, rivela la genialità di un'inventiva abile nel cimentarsi con le capacità espressive di un solo materiale, il cemento. Anche i coronamenti delle rimanenti finestre, come pure quelli dei negozi, si forgiano in forme bizzarre ma sempre perfettamente coerenti con lo stile adottato, offrendo, insieme a parapetti e balaustre, una riuscita casistica di elementi costruttivi e tecnologie architettoniche. (AL)

Via Zambeletti 4

Anche quest'edificio, pur improntato a un'edilizia a carattere popolare, sviluppa interessanti dettagli soprattutto nei balconi al primo piano e nei decori a motivi floreali dei cementi e dei ferri battuti. (AL)

Via de Filippi angolo via Broggi 20

Palazzo lineare rotto dalla sporgenza al pianoterra con terrazzo e piccoli inserti quadrati di ceramica ai lati superiori delle finestre. Chiusura alta con cotto. (ML)

Via Broggi 17, Casa Tavecchio, 1905

Grosso fabbricato che forma un isolato affacciandosi anche sulle vie Morgagni e De Filippi. Banale nelle linee compositive, sviluppa interessanti dettagli nelle balaustre in ferro battuto, negli sporti dei balconi e nelle cornici delle finestre. In particolare, alle finestre del primo piano si aggraffano curiosi motivi naturalistici che fissano il davanzale alla fascia sottostante. (AL)

Via Eustachi 31, Casa Way

Lo stabile rappresenta l'esempio più significativo della strada, malgrado i connotati rivelino tendenze novecentiste. Più autenticamente liberty risulta il portalino d'ingresso, graziosamente incorniciato a due figure muliebri a bassorilievo. (AL)

Via Plinio 20, Casa Turba, 1910

Edificio modesto, in cui il garbato coronamento di finestre e balconi raccorda in continuità ascensionale i tagli dei vari piani.(AL)

Via Plinio 12, Casa Maltagliati, 1908, Ing. L. Ferrari Moreni

Imponente fabbricato con sviluppo angolare su due strade. Qui la decorazione carica dei cementi insiste in lunghe fasce sulle piattabande dei negozi e sul marcapiano alla sommità dell'edificio, dove in particolare modo si fa più ricercata sia nel disegno floreale a inserti, sia nell'aggiunta delle testine Jugendstil in corrispondenza delle paraste. L'edificio è caratterizzato inoltre da una ricerca cromatica attuata mediante l'uso di materiali diversi, quali cotto, pietra, intonaco, che danno particolare risalto alla campitura centrale. (AL)

Via Plinio 2, Hotel Plinius

Caratteristico edificio d'angolo in cui la facciata corta presenta un esilissimo sviluppo. In tal modo il fabbricato assume un aspetto svettante cui si oppone l'accentuata sporgenza di gronda sottolineata e sorretta da un complicato sistema di mensole. La rigida geometria della facciata si accompagna a una decorazione lineare e contenuta, forse già uno stile umbertino, come incontreremo anche nella maggior parte degli edifici fronteggianti la stessa Via. Particolare interessante, la pensilina in ferro sopra l'ingresso. (AL)

Via Ozanam 4, Casa Frisia, 1908

L'originalità di questa facciata risiede nella differente accentuazione cromatica e compositiva impressa alla stretta campitura centrale. Essa si impreziosisce di elaborati elementi architettonici illegiadriti da una ricca quanto insistente decorazione floreale.(AL)

P.le Bacone 6, 1908, Arch. A. Fermini

La facciata si caratterizza per la ricca decorazione scultorea che si avvale eminentemente di figure, A tutto tondo sono infatti le cariatidi che, sedute al sommo delle paraste, sorreggono il cornicione, e a tutto tondo anche i putti ricavati nella balaustra in cemento, mentre a bassorilievo sono le eteree figure abbracciate (quasi un Paolo e Francesca tratti da una incisione di Dorè) che si insinuano nella tormentata decorazione dei parapetti delle finestre tripartite. Sia gli ornati che le sculture, come anche il disegno degli elementi costitutivi della facciata, denotano un tratto che si svincola dagli influssi art nouveau e Jugendstil affermandosi con una personalità nuova. (AL)

Viale Abruzzi 35, 1910

Uso civile abitazione. (ML)

Via Paracelso 2

La composizione simmetrica della facciata è stranamente bilanciata dall'elemento verticale di destra che prosegue oltre la copertura come una torretta. Qui anche il ritmo delle finestre subisce una modifica, componendosi secondo i differenti spazi e dando luogo a tipologie diverse di aperture. L'edificio rappresenta un tipico esempio di liberty nostrano: floreale nelle fasce stilizzate che diventano anche elemento costruttivo nei parapetti al primo piano, con reminiscenze orientali nella decorazione che si insinua nei timpani. (AL)

Corso Buenos Aires 66, Casa Centenara, 1905, Arch. G.B. Bossi

L'accuratissima esecuzione tecnica della costruzione, propria dell'architetto Bossi, e l'impostazione quasi classica del disegno compositivo della facciata sono valorizzate da molti elementi caratteristici dell'architettura liberty milanese, che ne impreziosiscono la composizione.

La sottolineatura del piano terra con l'evidenza di un solido bugnato e la fascia listata al primo piano sono stranamente divise fra loro da una serie di bugnature curvilinee di sicuro effetto plastico e architettonico. Questi motivi, così evidenti nel disegno della facciata e così determinanti per la sua composizione, sono purtroppo in parte scomparsi in sede esecutiva: il piano terreno è stato semplificato e inoltre è oggi incredibilmente deturpato da una serie di enormi inconsulti cartelli e insegne pubblicitarie.

Dopo la zona più sobria dei due piani intermedi l'ultimo piano riacquista peso e valore con il ricco motivo floreale e figurativo dei bassorilievi in cemento che contornano le finestre e con il geometrico elemento decorativo che quasi raccorda le finestre a quelle sottostanti. Tutti elementi sapientemente inseriti i quali personalizzano con caratteri tipici la costruzione che nel suo disegno compositivo avrebbe un rigido schema di sapore secessionista. Molto meno curato e riuscito che in altre soluzioni di Bossi risulta lo schema di pianta; qui la preoccupazione di un intenso utilizzo dell'area disponibile ha portato alla soluzione di due corpi(affacciati su due cortili interni) e di quattro corpi semplici e serviti da ben sei simmetriche scale: ma i locali risultano tutti simili in una monotona disposizione e in un indifferenziato dimensionamento che sembra lasciarli disponibili per le destinazioni più diverse. (AL)

Via Piccinni 23, 1910

Uso civile abitazione. (ML)

Via Stradivari 1, Casa Ingegnoli, 1915

Un corposo isolato che si staglia imponendo un carattere deciso, con blocchi squadrati alla base sormontati da un ricco rilievo che si ripete in maniera meno drammatica sui balconi in cemento. (ML)

Via Stradivari 6/8/10, Casa Pellini e Ronchetti, 1913

La strada è interessante in quanto raccoglie tipologie diverse di edifici improntati a un tardo liberty, quasi un momento di transizione in cui la decorazione si restringe entro precise campiture per lasciare maggior spazio a una impostazione architettonica sobria.

Al n. 1 la ricca decorazione a frutta si impone in maniera massiccia, arricchendo la facciata di valori chiaroscurali. Il grande edificio comprendente i numeri civici 6/8/10, articolato secondo tre campiture, vede l'alternanza di motivi a bassorilievo impostati su un impianto architettonico austero. (AL)

Via Stradivari 7, 1925

Alterne campate con cronicità contrastante e inserimento di due verticali bow-windows a forma di torre. Raccordo superiore con lungo terrazzo. (ML)

Viale Abruzzi 87

L'edificio si sviluppa armoniosamente su due fronti raccordati da un curioso elemento a torre che ben si incunea nell'elegante ritmo della facciate. L'abilità del disegno, nell'accostamento di tipologie diverse di finestre e di diversi elementi costruttivi, e un uso dosato della decorazione rivelano una personalità affermata. (AL)

Via Pecchio 6

Uso civile abitazione. (ML)

 

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